Cosenza calcio, le stagioni delle trattative eterne e delle scadenze federali
Dai nomi nuovi ai ricordi della vicenda VF Group: la piazza resta sospesa tra speranza e diffidenza. Intanto il 29 maggio gli ultrà scenderanno in piazza contro il club

COSENZA A Cosenza ci sono riti che resistono al tempo, alle categorie e persino alle retrocessioni. La processione della Madonna del Pilerio, il dibattito eterno sul degrado del centro storico e della stazione di Vaglio Lise, il nuovo ospedale da costruire un po’ qui e un po’ lì, e poi lei: la trattativa per la cessione del Cosenza Calcio.
Perché ormai il calendario rossoblù sembra avere una sua stagione autonoma: non primavera, estate o inverno, ma “periodo delle indiscrezioni”. Quello che coincide, quasi scientificamente, con l’avvicinarsi della data decisiva per l’iscrizione al campionato e soprattutto con il tema più delicato di tutti: il nulla osta per il “Marulla”.
Anche quest’anno il copione è servito. Cambiano i nomi, cambiano gli imprenditori, cambiano gli interlocutori, ma il clima resta identico: incontri riservati, voli verso Milano o Roma, ottimismo prudente, trattative “a buon punto” (per non dire da concludere «a brevissimo») e quella sensazione sospesa che a Cosenza ormai conoscono tutti troppo bene.
Attenzione: le interlocuzioni esistono davvero. I contatti e gli incontri ci sono, gli interessamenti pure. Sul tavolo, stavolta, compaiono il nome dell’amministratore delegato del Salumificio San Vincenzo, Vincenzo Rota (che avrebbe già fatto un passo indietro), e quello di un gruppo italo-canadese. A questi si aggiunge anche il costruttore Fabrizio Rizzuti.
E lo stesso Eugenio Guarascio, come già accaduto in passato, sembra lasciare filtrare una certa fiducia sulla possibilità che, tra una di queste trattative, qualcosa possa realmente muoversi. Ma è proprio qui che il tifoso rossoblù, inevitabilmente, continua a interrogarsi. Perché, al di là delle trattative in corso, non è mai stato davvero chiaro fino in fondo se l’imprenditore lametino abbia una reale e definitiva intenzione di cedere il club. E, soprattutto, se possa farlo (il pensiero va soprattutto ai bilanci).
È il grande punto interrogativo che accompagna ogni primavera-estate rossoblù: le trattative esistono, gli interessamenti emergono, gli incontri si fanno. Poi però, puntualmente, qualcosa si inceppa. E spesso la sensazione è che il vero ostacolo non sia trovare un acquirente, ma trovare il punto esatto in cui volontà, numeri e condizioni riescano finalmente a combaciare.
Eppure, inevitabilmente, la memoria corre a dodici mesi fa. Stesso periodo, stessa tensione, stessa sensazione di trovarsi a un passo da una svolta storica. Allora sulla scena c’era la VF Group dell’imprenditore calabrese Vincenzo Oliva. Una trattativa che sembrava praticamente conclusa.
Poi, però, quelle ore sono diventate settimane. E le settimane silenzio.
A raccontare un retroscena significativo negli scorsi mesi è stato il sindaco Franz Caruso, durante un confronto con i tifosi a Palazzo dei Bruzi. Un incontro in un bar cittadino, la prospettiva di una firma imminente, il nulla osta che incombeva e quella promessa, da parte di Oliva, di passaggio societario che sembrava dietro l’angolo. Alla fine tutto si arenò. Motivi economici, modalità di pagamento, distanze negoziali. O forse semplicemente quella strana nebbia che da anni accompagna le vicende societarie rossoblù.
Sulla questione del nulla osta per lo stadio “Marulla”, in vista della prossima stagione da rilasciare al Cosenza calcio, il sindaco Franz Caruso nei giorni scorsi a Ten ha affermato che «in base alla convenzione il club non è più debitore». Sul nulla osta il primo cittadino ha poi precisato che verrà fatta una valutazione tecnica insieme agli uffici del Comune.
Una dichiarazione che ha scatenato la reazione dei tifosi e sulla quale è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, che sui propri canali social ha scritto: «Giusto per chiarire una volta per tutte la questione Cosenza Calcio, in modo tale da evitare commenti inutili e non conformi alla verità. Esiste un deliberato all’unanimità del Consiglio Comunale sulla questione Cosenza Calcio che da indirizzo al Sindaco di procedere alla non concessione del nulla osta. Punto. Ricordo, a chi parla tanto per parlare e non conosce la materia, che il consiglio comunale è sovrano».
Ed eccoci qui, di nuovo. A un mese esatto da quel 16 giugno in cui la società dovrà presentare la documentazione per l’iscrizione al campionato. Di nuovo con il tema stadio e nulla osta sullo sfondo. Di nuovo con le indiscrezioni e gli incontri che aumentano di intensità man mano che il calendario si assottiglia.
È un sincronismo che ormai fa sorridere anche i più romantici. Come se il “mercato” delle cessioni del Cosenza fosse regolato non dalla finanza, ma dalle scadenze federali.
Naturalmente, la svolta attesa dalla piazza potrebbe davvero arrivare. Nel calcio, soprattutto in quello italiano, le trattative più improbabili a volte si chiudono davvero. E sarebbe ingiusto liquidare tutto come semplice teatro estivo.
Ma il tifoso rossoblù, dopo anni di annunci, frenate e “quasi fatti”, ha imparato la prudenza. Ormai a Cosenza non ci si emoziona più davanti a una trattativa: si aspetta direttamente il rogito. Fino ad allora, resterà quella sensazione familiare di déjà-vu che accompagna ogni fine primavera rossoblù. Con una domanda che aleggia sopra il “Marulla” come una nuvola estiva: sarà davvero la volta buona?
Nell’attesa, il gruppo ultrà Anni Ottanta ha annunciato una manifestazione in piazza contro la società per il 29 maggio dal titolo “LiberiAMO il Cosenza”. Il ritrovo è fissato per le 18.30 a piazza Kennedy. (f.v.)
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