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emergenza viabilità

Paesi isolati e strade al collasso, la rivolta dei sindaci dell’entroterra vibonese

Il grido di dolore dei comuni montani. Il sindaco di Capistrano: «Senza servizi la comunità è finita». Condello (San Nicola da Crissa): «Situazioni paradossali»

Pubblicato il: 16/05/2026 – 10:34
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Paesi isolati e strade al collasso, la rivolta dei sindaci dell’entroterra vibonese

VIBO VALENTIA È un «sistema al collasso» quella che denunciano i sindaci dell’entroterra vibonesi, che da mesi vivono in costante emergenza viabilità con paesi quasi costretti all’isolamento. Una situazione critica che rischia di incidere ancora di più sulle criticità dei paesi montani tra carenza di servizi e urbanizzazione che gravano sulle aree interne, già vittime di un continuo spopolamento. «Senza servizi una comunità è finita» è il grido d’allarme dei primi cittadini, decisi ad alzare la voce non solo contro la Provincia, rea – a loro dire – di aver abbandonato per anni la manutenzione delle arterie, ma anche contro le varie legislature nazionali che hanno depotenziato e impoverito le istituzioni locali. A farne le spese diverse arterie fondamentali per il territorio, dalla SP47 che collega Capistrano e San Nicola alla SP53 Vazzano-Vallelonga, oggi al centro di un’interrogazione parlamentare presentata da Ettore Rosato per quella che – dichiara il segretario regionale di Azione Francesco De Nisi – è una situazione «non più tollerabile che va affrontata con urgenza».

Alcune strade rischiano il collasso

A parlare di «viabilità compromessa», raggiunti dal Corriere della Calabria, sono Marco Martino e Giuseppe Condello, sindaci di Capistrano e San Nicola da Crissa, due dei comuni più colpiti dall’emergenza viabilità. «A soffrire di più sono le zone montante e pedemontane» specifica Martino, che lamenta «una situazione assurda» anche perché quei pochi tratti che oggi funzionano «sono strade mulattiere, con sporcizia, sterpaglie e una viabilità allo strenuo. Tutto ciò non fa che peggiorare la situazione, mettendo a rischio l’incolumità dei passanti». Ad aggravare la situazione le forti piogge invernali e i cicloni che si sono abbattuti sulla Calabria: «Alcune strade rischiano il collasso. È una situazione molto delicata» continua il sindaco di Capistrano. L’esempio lampante è la SP47 che collega il suo comune a San Nicola da Crissa, chiusa in seguito a smottamenti degli ultimi mesi, ma anche la ex Statale 110, dove dopo 10 anni l’Anas ha ricominciato i lavori solo ora.

A rischio commercio e sanità

«C’è stata anche un’inerzia da parte di noi amministratori» rimprovera Martino. «Con una sollecitazione maggiore i lavori magari sarebbero partiti prima». La gran parte delle strade sono di competenza della Provincia, un ente che, tuttavia, permane in perenni difficoltà economiche. «È vero che non hanno soldi, la legge Delrio le ha depotenziate, ma vorrei sapere quante volte la Provincia di Vibo è stata co-partecipe di richieste di finanziamenti o di incontri presso il ministero competente. Da Salvini, ad esempio, non sono mai andati. Quindi è chiaro che parliamo di una politica molto latente e questo a cui assistiamo è il risultato di questa inerzia». E l’emergenza viabilità ha ripercussioni anche su tanti altri settori, dal commercio alla sanità. «Ma anche per quel poco di turismo che abbiamo. Nel momento in cui si tolgono i servizi la comunità è finita». Sulla SP47, spiega Martino, «Non è la prima volta che si verificano cedimenti, dalla Provincia hanno fatto indagini e sapevano la situazione. L’hanno anche chiusa e fatto interventi per rattoppare. Ma ogni volta è così, ci vogliono tempi biblici anche per una strada di quattro metri e questo è assurdo perché rischiano di collassare i servizi. Già oggi i negozi sono sprovvisti di materiale perché gli automezzi non passano, l’ambulanza che arriva da Soverato deve fare mezz’ora in più, così come i pendolari la mattina. È un territorio al collasso e noi non resteremo inermi».

Il sindaco Condello: «Il nostro è un paese isolato»

Anche il sindaco di San Nicola da Crissa lancia l’allarme: «Il nostro è un paese isolato, colpito da un ciclone che ha peggiorato ancor di più le problematiche. La 110 sembrerebbe andare verso una soluzione, sulla SP47 su mio impulso la Protezione Civile ha assicurato 65 mila euro. Ma sono cose di cui dovrebbe occuparsi la provincia, mentre invece i sindaci vengono lasciati soli». «La Provincia è assolutamente latitante. San Nicola è un paese isolato, Capistrano ha enormi difficoltà. Vito Teti ha ben spiegato la situazione dei paesi dell’entroterra: c’è un diritto a viaggiare, ma c’è anche un diritto a restare. Alcune situazioni sono abnormi e paradossali, a me piace l’ultimo piano della Regione per cercare di dare una risposta ai paesi dell’entroterra. Ma per abitare in questi paesi ci dobbiamo abitare, se non c’è una viabilità adeguata come ci arriviamo? Possiamo fare piazze d’oro, ma se non raggiungiamo i territori non ha senso fare nulla».

Il Comitato “Strade e paesi sicuri”: «La situazione è critica»

Anche per questo è nato, da un po’ di tempo, il Comitato “Strade e paesi sicuri” di San Nicola da Crissa che, da una parte, si dice soddisfatto per la ripresa dei lavori sulla ex SS110 «dopo oltre sette anni di isolamento e disagi». Una notizia che «restituisce speranza a cittadini, lavoratori, studenti e imprese che quotidianamente affrontano enormi difficoltà negli spostamenti». Ma, sottolineano, «deve rappresentare solo il primo passo di un intervento più ampio e strutturale che coinvolga anche la SP47 e la SP54, affinché il territorio possa finalmente uscire da una condizione emergenziale che dura ormai da troppo tempo». «La situazione della viabilità resta estremamente critica. Alla lunga chiusura della ex SS110 si aggiungono infatti le gravissime problematiche che interessano la SP47 San Nicola da Crissa–Capistrano chiusa ormai da settimane a causa di uno cedimento, e la SP54 San Nicola da Crissa–Filogaso, fondamentale collegamento verso Vibo Valentia e lo svincolo autostradale ed oggi unica arteria realmente percorribile alla quale è affidato tutto il traffico proveniente dall’area delle Preserre vibonesi, ma in condizioni di forte precarietà, tra carreggiate ristrette, smottamenti, ponti attenzionati e continui rischi per la sicurezza».

«Chi di competenza è ora che intervenga»

Da qui l’appello del Comitato: «Non è più accettabile che interi territori continuino a vivere in condizioni di potenziale isolamento, con gravi ripercussioni sul diritto alla mobilità, sulla sicurezza dei cittadini e sullo sviluppo economico e sociale delle comunità interne. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione, Provincia, Amministrazioni locali, Prefettura tutti già a conoscenza della situazione.  Chi di competenza è ora che intervenga». Intanto, ieri pomeriggio, si è tenuta un’assemblea pubblica a Capistrano che ha visto la partecipazione di decine di primi cittadini, oltre che cittadini ed esponenti della società civile per lanciare un ulteriore grido d’allarme: o si interviene o i paesi, già in difficoltà per i cambiamenti sociali in corso, rischiano di morire. (ma.ru.)

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