Ecco l'esercito dei portaborse Pd – I NOMI
REGGIO CALABRIA Sono pagati dai calabresi, ma i calabresi non sanno chi siano. Lavorano per la Regione, ma i loro nomi sono top secret. Sono un vero e proprio esercito: imponente e invisibile e dall’…

REGGIO CALABRIA Sono pagati dai calabresi, ma i calabresi non sanno chi siano. Lavorano per la Regione, ma i loro nomi sono top secret. Sono un vero e proprio esercito: imponente e invisibile e dall’attività pressoché ignota. Sono i collaboratori del Pd in consiglio regionale. Tutti insieme formano una legione di portaborse piazzati nella massima istituzione regionale grazie ai favori della politica. Ogni consigliere, di norma, sistema i “suoi”: funziona così dalla notte dei tempi, in Calabria. Neanche l’inchiesta “Erga omnes”, che ha fatto luce sulla rimborsopoli calabrese, né la legge regionale sulla riduzione dei costi della politica (la 1 del 2013), hanno messo un freno al proliferare di contratti che hanno come fondamento, nella maggior parte dei casi, il principio della fedeltà più che quello della competenza.
Nessuno, però, poteva immaginare le proporzioni di un fenomeno dal neanche troppo vago sapore clientelare e di cui si è troppo spesso abusato in passato.
A complicare tutto è soprattutto la scarsa trasparenza nella gestione dei finanziamenti e nel reclutamento dei collaboratori. Una pratica, quest’ultima, che molto spesso rientra nella logica dello “scambio” più che in quella della pur necessaria attività politica.
Il Pd, negli ultimi tempi, ha avuto a libro paga almeno 44 portaborse, ufficialmente chiamati collaboratori a progetto (sotto, l’elenco completo aggiornato al 2015).
I COLLABORATORI
1. Saverio Guardia (Cetraro)
2. Daniele Grande (Catanzaro)
3. Maria Cristina Graziano (Lamezia Terme)
4. Concetta Iappello
5. Francesco Ierace (Gioia Tauro)
6. Angela Leo (Reggio Calabria)
7. Teresa Malavenda (Reggio Calabria)
8. Geltrude Marino (Cassano allo Jonio)
9. Pasquale Marino (Reggio Calabria)
10. Emanuela Martino (Reggio Calabria)
11. Salvatore Megna (Vallefiorita)
12. Eliana Nocera (Reggio Calabria)
13. Barbara Panetta (Locri)
14. Pierluigi Pantusa (Celico)
15. Cristiano Raia (Reggio Calabria)
16. Giuseppe Ranuccio (Palmi)
17. Maurizio Romeo (Reggio Calabria)
18. Tania Ruffa (Tropea)
19. Fabrizia Scorzo (Cetraro)
20. Francesco Siciliano (Cosenza)
21. Scaturchio Giovanni (Vibo Valentia)
22. Domenica Stelitano (Reggio Calabria)
23. Enrico Tarzia (Reggio Calabria)
24. Pasquale Tramontana (Reggio Calabria)
25. Piera Verta (Cosenza)
26. Giuseppe Zaccone (Catanzaro)
27. Antonello Alfarone (Locri/Bivongi)
28. Florinda Aloe (Amantea)
29. Filippo Borzumati (Reggio Calabria)
30. Salvatore Bruno (Vallefiorita)
31. Pasquale Guglielmo Bruno (Cosenza)
32. Pierino Calonico (San Sosti)
33. Aldo Canturi (Bianco)
34. Rosaria Chiappetta (Marano Marchesato)
35. Salvatore Chiriatti (Reggio Calabria)
36. Francesco Citriniti (Catanzaro)
37. Ferruccio Colosimo (Catanzaro)
38. Massimo Comi (Reggio Calabria)
39. Giovanna Curia (Rossano)
40. Americo De Lorenzo (Crotone)
41. Simona De Marzo (Polistena)
42. Giancarlo Devona (Crotone)
43. Ennio Falvo (Settingiano)
44. Pietro Girillo (Soverato)
FONDO MAXI Non sono neanche troppi, se si tien conto della capacità del fondo a disposizione del capogruppo Sebi Romeo. Ogni consigliere regionale ha una “dote” che può anche arrivare ai 40mila euro all’anno, perlopiù destinati a pagare i contratti dei vari portaborse. Un’enormità se si opera il confronto con i fondi a disposizione di un deputato della Repubblica, che può spendere più o meno 3.600 euro al mese, pari a 43.200 ogni 365 giorni. Il Pd, che è il gruppo più numeroso di tutta l’assemblea con i suoi 10 componenti (inclusi il governatore Oliverio e il presidente del Consiglio Nicola Irto), ha dunque un peso economico di gran lunga maggiore rispetto agli altri partiti presenti in assemblea.
LA GESTIONE Oggi conoscere i nomi di chi lavora per i vari gruppi è quasi impossibile, dal momento che serve un’istanza di accesso agli atti per visionare gli elenchi. Nel caso del Pd l’indagine sarebbe ancora più complicata. Romeo – come il suo predecessore Sandro Principe, del resto – ha preferito esternalizzare la gestione delle pratiche piuttosto che affidarsi ai tecnici di Palazzo Campanella. Attualmente i bilanci e i contratti sono sottoposti alle cure di una commercialista di fiducia, Maria Teresa Fragomeni. Che, oltre a essere una professionista, ha anche la tessera del Pd. Tra una pratica e l’altra la giovane custode dei “segreti” del Pd regionale deve anche trovare il tempo di occuparsi delle questioni del Comune di Siderno, dove è stata eletta consigliera anche grazie al supporto di Romeo.
Fragomeni, subito dopo il voto amministrativo dello scorso anno, era in corsa per la poltrona di presidente del Consiglio, prima che il sindaco Pietro Fuda scegliesse di puntare su un altro Fragomeni, Paolo. La decisione mandò su tutte le furie Romeo e la sua commercialista, che convocarono una conferenza stampa per esprimere tutto il loro disappunto. «Su sua richiesta (di Fuda, ndr) l’ho incontrato insieme all’assessore regionale (regionale, ndr) De Gaetano», spiegava Romeo. «Ci ha parlato di tante cose nell’interesse di Siderno e abbiamo dato nostra disponibilità a lavorare insieme al suo progetto amministrativo. In merito alla composizione della giunta ci disse: “Dateci i nomi del Pd”. E il Pd aveva accettato di avere un assessore e il presidente del Consiglio. Stiamo ancora aspettando di sapere le motivazioni per cui non andavano bene i nominativi del direttivo cittadino».
IL SERVIZIO L’esternalizzazione del servizio, se da una parte risponde a all’esigenza di affidarsi a un professionista di piena fiducia, certo non favorisce la trasparenza. Anche con un accesso agli atti, oggi si potrebbero consultare solo i dati del Pd relativi agli anni 2015 e precedenti. Per conoscere i nomi dei collaboratori attuali bisognerebbe dunque aspettare la consegna dei rendiconti da parte di Fragomeni, che di norma avviene alla fine dell’anno.
L’ATTIVITÀ Ma cosa fanno di preciso questi lavoratori tanto amati dalla politica? I loro compiti sono piuttosto variegati e non prevedono una presenza fissa in ufficio. Si occupano di «comunicazione» come di «editoria», ma possono anche condurre studi su argomenti specifici con tanto di relazione annuale debitamente firmata proprio dal capogruppo di riferimento. Ed è sempre il presidente delle singole formazioni che sottoscrive i contratti con cui vengono stipulati i rapporti di lavoro «del personale dei gruppi consiliari estraneo ai ruoli della pubblica amministrazione», come recita la legge 1.
Per il Pd, su richiesta dei vari consiglieri del gruppo, è Romeo a sottoscrivere tutto. È un grande potere, degno più di un industriale che di un politico.
Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it