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I lavori per lo stadio sui resti di Kroton, la Soprintendenza «infrange il vincolo»

CROTONE Per ampliare lo stadio del Crotone «si scavalcano anche i vincoli di edificabilità nei siti archeologici». È quanto racconta il Fatto Quotidiano in un articolo di Manlio Lilli. L'”Ezio Scid…

Pubblicato il: 21/08/2016 – 12:45
I lavori per lo stadio sui resti di Kroton, la Soprintendenza «infrange il vincolo»

CROTONE Per ampliare lo stadio del Crotone «si scavalcano anche i vincoli di edificabilità nei siti archeologici». È quanto racconta il Fatto Quotidiano in un articolo di Manlio Lilli. L'”Ezio Scida” è troppo piccolo per ospitare le partite di serie A, ma per i lavori di ampliamento a 16mila posti – ora sono poco più di 9500 – c’è un impedimento, racconta il giornale diretto da Marco Travaglio, non di poco conto: nell’area in cui sorge lo stadio ci sono i resti dell’antica Kroton, e quindi c’è un vincolo che comporta il divieto assoluto di edificabilità. Così il 3 giugno è arrivato il «parere negativo sul progetto» espresso dal Soprintendenza archeologica della Calabria il 3 giugno. «Parere che, è più che probabile – scrive il Fatto –, abbia tenuto conto “che nel 1998, promossa la squadra in serie B, la ristrutturazione della curva nord fu eseguita danneggiando irreparabilmente parte delle vestigia magno-greche sottostanti”, scrivono Linda Monte e Margherita Corrado, presidenti delle associazioni culturali crotoniati che seguono con preoccupazione la vicenda, “Gettiti di Vitalba” e “Sette Soli”».
Un nuovo parere negativo della Soprintendenza arriva il 13 luglio, una decisione «improvvisa e inaspettata» che, secondo il sindaco Ugo Pugliese, «rischia di vanificare i nostri sforzi e di deludere le attese della gente di Crotone: faremo di tutto affinché il Crotone giochi a Crotone». L’ampliamento dello stadio è, dunque, anche una questione politica. E arriva il «colpo di teatro»: il progetto iniziale viene rivisto. «Non più strutture che prevedono uno scavo in profondità per la loro messa in opera ma un complesso di elementi appoggiati direttamente sul terreno», spiega l’assessore allo Sport, Giuseppe Frisenda. Così la Soprintendenza cambia parere. «Più precisamente – scrive Lilli – lo muta la nuova Soprintendenza archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, nata dall’accorpamento tra la Soprintendenza archeologia della Calabria e quella architettonica, secondo la riforma Franceschini. Cambio di rotta abbastanza repentino. Il 14 luglio l’incontro, alla presenza del sindaco, tra l’assessore ai Lavori Pubblici Sinopoli, quello allo Sport Frisenda, il dirigente ai Lavori Pubblici del Comune De Martino e il nuovo Soprintendente, Pagano. “Lunedì l’amministrazione presenterà una nuova soluzione tecnica ed entro mercoledì il Soprintendente, dopo l’esame, la rappresenterà alla Commissione Regionale dei Beni Culturali, impegnandosi nel più breve tempo possibile a rilasciare la relativa autorizzazione”, dichiara Pugliese al termine dell’incontro. Ed ecco che il 19 luglio il Soprintendente “autorizza l’occupazione temporanea dell’area sottoposta a tutela diretta e indiretta con installazioni provvisorie, prefabbricate di tipo leggero, completamente rimovibili, senza operazioni di scavo, per un periodo di due anni”. Una autorizzazione, pur se corredata da precise prescrizioni. Notizia che non deve aver colto proprio di sorpresa l’amministrazione, dal momento che il 22 luglio era fissata l’apertura delle buste per le offerte relative agli appalti per l’impianto di illuminazione e di videosorveglianza dello stadio. L’8 agosto l’apertura delle buste e l’assegnazione della gara per l’ampliamento della curva sud. I lavori in procinto di iniziare. Ma intanto procedono quelli per l’ampliamento della tribuna coperta removibile, dei quali si occupa la società calcistica».
Una soluzione, quella delle «strutture prefabbricate, di tipo leggero», che genera in Linda Monte e Margherita Corrado un’apprensione che al cronista del fatto appare «più che giustificata» guardando ai cantieri dei lavori. «A Crotone – conclude Lilli – si è sostanzialmente riscritto un articolo del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Anche il vincolo diretto e indiretto potrà essere superato».

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