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Conclusa la festa regionale dei dem. Ma la città diserta e Oliverio pure

REGGIO CALABRIA Si chiude senza bagno di folla la festa regionale dell’Unità. Al dibattito conclusivo, chiamato a tracciare bilanci e prospettive per Reggio in particolare e la Calabria in generale…

Pubblicato il: 11/09/2016 – 8:12
Conclusa la festa regionale dei dem. Ma la città diserta e Oliverio pure

REGGIO CALABRIA Si chiude senza bagno di folla la festa regionale dell’Unità. Al dibattito conclusivo, chiamato a tracciare bilanci e prospettive per Reggio in particolare e la Calabria in generale, c’erano eletti dem o aspiranti tali, un po’ di tesserati di partito e poco altro. La città, distratta dalla festa patronale, ha disertato l’appuntamento, al pari degli altri che il maltempo ha in larga parte relegato sotto la struttura bianca della stazione Lido. Assente anche Mario Oliverio. Da programma, avrebbe dovuto discutere di “Calabria che riparte” insieme al presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, e il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ma al suo posto si è presentato il capogruppo dem a palazzo Campanella, Seby Romeo. Motivo? Una febbre fuori stagione, pare. O almeno così assicurano dal palco, pur di tacitare subito speculazioni e commenti. Del resto, l’unità del Pd è stato il mantra della tre giorni convocata dai dem, che anche l’ultima sera non mancano di ripetere che solo serrando le fila si raggiungono risultati importanti e di cui la Calabria ha bisogno. Anche perché, sottolineano tutti, la situazione di partenza era pessima a tutti i livelli. «Abbiamo ereditato una condizione disastrosa – afferma Romeo – Il debito, relativo soltanto agli enti strumentali, si aggira intorno ad un miliardo e duecento milioni; i fondi comunitari non sono mai stati utilizzati e l’amministrazione regionale era totalmente ingessata». Guai cui il nuovo governo regionale – sostiene il capogruppo dem in Consiglio – ha tentato di rimediare con la rotazione dei dirigenti, il commissariamento degli enti in house e la nuova programmazione comunitaria. Sulla stessa linea il presidente Irto, per il quale occorre avere una visione generale dei problemi senza negare le difficoltà ma tenendo presenti gli sforzi compiuti. «Nonostante le criticità ereditate – afferma nel corso del dibattito – abbiamo approvato dei provvedimenti straordinariamente importanti per la regione. Se un peccato lo abbiamo commesso è stato quello di non aver comunicato in maniera efficace il nostro operato». Solo fra luglio e agosto – ricorda – il Consiglio ha approvato le linee guida del Piano dei trasporti, il quadro territoriale paesaggistico regionale, la Legge regionale urbanistica e in agenda ci sono le Linee giuda del Piano regionale dei rifiuti. Mentre per quanto riguarda la contestata assegnazione degli incarichi Regione per sorteggio sottolinea «è l’esito di un percorso di trasparenza, civiltà e modernizzazione che continuo a rivendicare. Serve una modernizzazione della legislazione regionale, soprattutto in campo delle nomine degli organi di controllo, procedura obsoleta e fallimentare». In generale, Irto si dice soddisfatto anche dell’attività del Consiglio regionale che ha portato alla riqualificazione della spesa e al lancio dell’operazione trasparenza. Ugualmente soddisfatto, nonostante le difficoltà iniziali e la palla al piede del piano di rientro che impedisce impegni e investimenti, si dice Giuseppe Falcomatà. «Attraverso i fondi Pac abbiamo aperto tre asili nido – dice il sindaco – presìdi sociali necessari per la famiglia, ma anche presìdi di sicurezza, perché un quartiere frequentato non lascia spazio alla criminalità». In più, rivendica, è stato praticamente concluso il cantiere di Piazza Duomo e anche la raccolta differenziata avrebbe superato le percentuali previste. L’amministrazione – aggiunge – sta anche valutando strumenti come il baratto amministrativo, che consente a chi non ha la possibilità di pagare le tasse può barattare il proprio tempo rendendosi utile alla città. «Sono azioni di chirurgia sociale non da poco ma necessarie a comunicare ai cittadini l’idea del cambiamento – conclude – mi sento fortunato a ricoprire questo ruolo per l’amore che provo per questa città. Chi fa politica con passione, come me, si emoziona ogni qual volta c’è un risultato».

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