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SIX TOWNS | Contabile del clan? Meglio massone

CROTONE Quella di Sabatino Marrazzo per la massoneria ha i connotati di una vera e propria vocazione. Non a caso i suoi soprannomi sono “Il massone” e “Il professore”. Era il contabile della cosca …

Pubblicato il: 18/10/2016 – 16:38
SIX TOWNS | Contabile del clan? Meglio massone

CROTONE Quella di Sabatino Marrazzo per la massoneria ha i connotati di una vera e propria vocazione. Non a caso i suoi soprannomi sono “Il massone” e “Il professore”. Era il contabile della cosca nel locale di Belvedere Spinello, uomo di una certa caratura criminale. A un certo punto lascia la sua posizione all’interno della cosca per meglio curare la sua carriera da massone. In un incontro con Nicolino Grande Aracri, boss di Cutro e anch’egli massone, parla della sua conoscenza delle logge calabresi, delle centinaia di riunioni cui ha partecipato e dei massoni di Cosenza.
 Ma procediamo con ordine.

L’ASSE DELLE SEI CITTÀ Six town, sei città. È l’asse che collega il crotonese con la Sila cosentina, lungo il quale opera la cosca Marrazzo. Sei città: Belvedere Spinello, Rocca di Neto, Caccuri, Castelsilano, Cerenzia e San Giovanni in Fiore. Sei città in una zona di confine con scarni presidi delle forze dell’ordine, terreno fertile per imporre il dominio delle cosche attraverso l’arma della paura. Il locale di Belvedere Spinello, secondo gli inquirenti, è vivo e attivo dal 2006. Francesco Oliverio, ora collaboratore di giustizia, ne era il capo. Le ramificazioni della cosca in Lombardia sono solide. Basti pensare che uno dei killer del duplice omicidio di Tommaso Misiano e Gaetano Benincasa, Pietro Tassone, proveniva da Pregnana Milanese. Lo stesso Francesco Oliverio per oltre 20 anni aveva vissuto e «mafiosamente operato» a Rho. Dal 2006 a oggi il locale di Belvedere Spinello era divenuto un presidio della cosca Marrazzo dedito a ogni attività criminale: estorsioni alle imprese locali, una faida cruenta e sanguinosa, traffico internazionale di stupefacenti. E, naturalmente, infiltrazioni nella massoneria.
Nel 2013 Francesco Oliverio è stato condannato dal gup del Tribunale di Catanzaro a cinque anni e quattro mesi perché ritenuto al vertice del sodalizio criminoso di Belvedere Spinello. Nella motivazioni della sentenza si legge che «gli era stato demandato il compito di realizzare un locale su Rho», nell’area metropolitana milanese. Inizialmente era stato nominato Sabatino Marrazzo quale contabile, successivamente sostituito con Carlo Oliverio, suo cugino e vecchio ‘ndranghetista. Sabatino era stato sostituito perché «maggiormente interessato a mantenere il suo rapporto con la massoneria, utile per curare i rapporti con soggetti istituzionali (aveva deciso, tra l ‘altro, il sindaco di Belvedere…)». 



CONTABILE? MEGLIO MASSONE Sabatino Marrazzo ha sempre avuto il ruolo di contabile ma ad un certo punto preferì dedicarsi ai suoi «impegni con la massoneria sempre a favore dell’associazione mafiosa di cui è stato ed è tuttora elemento di spicco della cosiddetta società maggiore». Sabatino Marrazzo viene tratteggiato come un «personaggio ben inserito nel tessuto economico e politico crotonese, appartenente alla loggia massonica “L’Oriente di Vibo Valentia”». 



A COLLOQUIO CON NICOLINO GRANDE ARACRI Il summit con il boss di Cutro, per Sabatino Marrazzo è l’occasione per parlare del florido mercato delle energie rinnovabili e anche della commercializzazione del cippato (legname di scarto usato come materiale da combustione o nelle lavorazioni industriali, nda) dall’estero, attraverso lo scalo portuale della città di Crotone. I fratelli Agostino e Sabatino Marrazzo sono interessati a rifornire di cippato le centrali a biomassa della provincia di Crotone. Ma anche a entrare nel mercato dell’eolico. Ma Sabatino Marrazzo e Nicolino Grande Aracri hanno un altro grande interesse in comune, le logge massoniche. E il summit diventa l’occasione per un confronto. 
«Tu hai l’investitura?», chiede Marrazzo al boss di Cutro. «Sì…dei Cavalieri di Malta…», risponde quello. Marrazzo allora comincia a prodigarsi sulla sua conoscenza in tema di logge, investiture e su quelli che sono i salotti buoni della Massoneria. Questo lo stralcio dell’intercettazione. «Io…l’ho fatta a Roma…l’investitura» – «Sì…dei Cavalieri di Malta…» – «si…ci hanno dato il tesserino…ci hanno dato l’investitura…ci hanno dato le spade…ci hanno dato il mantello…ci hanno dato…tutto…» – «i fregi…tutto quello che c’era…eh…io l’ho detto poco prima». E per quanto riguarda la sua loggia: «Noi l’abbiamo a Crotone e l’abbiamo a Rocca di Neto…» – «la nostra fa parte di Vibo…Vibo Valentia» – «va bene …con Catanzaro e proprietario di Cosenza …però…io…siccome ho partecipato …a centinaia di …di riunioni …dei Massoni di Cosenza …oggi…tre o quattro …Nicò…che sono …in trenta paesi …sono quelli …quelli buoni…».

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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