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Rimborsopoli, chiesto il processo per consiglieri regionali e parlamentari

REGGIO CALABRIA La procura di Reggio Calabria vuole il processo per 26 fra politici e loro collaboratori, accusati a vario titolo di falso e peculato nell’ambito del procedimento Rimborsopoli, scat…

Pubblicato il: 28/10/2016 – 16:25
Rimborsopoli, chiesto il processo per consiglieri regionali e parlamentari

REGGIO CALABRIA La procura di Reggio Calabria vuole il processo per 26 fra politici e loro collaboratori, accusati a vario titolo di falso e peculato nell’ambito del procedimento Rimborsopoli, scaturito dall’inchiesta che ha svelato una gestione quanto meno privata e personale dei fondi pubblici destinati all’attività dei gruppi del consiglio regionale.

TUTTE LE RICHIESTE Una richiesta di rinvio a giudizio che coinvolge politici di tutti i colori, inclusi quattro volati con le ultime elezioni in parlamento, i deputati dem Ferdinando Aiello, Bruno Censore e Demetrio Battaglia, e il senatore Giovanni Bilardi, con il suo assistente personale, Carmelo Trapani. Insieme a loro, i magistrati hanno chiesto il processo per l’ex presidente di Regione Calabria, Agazio Loiero (Autonomia e diritti), l’ex segretario questore del Consiglio regionale, Giovanni Nucera (Udc, poi Ncd)e gli ex consiglieri Pasquale Tripodi (Centro democratico), Alfonso Dattolo (Udc), Alfonsino Grillo (Scopelliti presidente, poi Ncd), Giuseppe Bova (Pd), Nicola Adamo (Pd), Emilio De Masi (Idv), Domenico Talarico (Idv), Sandro Principe (Pd), Pietro Amato (Pd), Mario Franchino (Autonomia e diritti, poi Pd), Mario Maiolo (Pd), Carlo Guccione (Pd), Antonio Scalzo (Pd), Francesco Sulla (Pd). Al plotone si aggiungono anche Vincenzo Ciconte, Giovanni Raso e Candeloro Imbalzano, per i quali la Procura aveva avanzato richiesta di archiviazione, rispedita al mittente dal gip, che per loro ha ordinato l’imputazione coatta. In più, i magistrati hanno chiesto il processo anche per l’assistente amministrativo Giovanni, come per il figlio Diego Fedele, il figlio dell’ex assessore regionale ai Trasporti finito ai domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta e già a giudizio con rito immediato. Secondo le accuse, Fedele jr avrebbe beneficiato.

LE ACCUSE Un vero e proprio esercito di politici, cui sono da aggiungere l’ex assessore regionale ai trasporti Nino De Gaetano (Pd), e il suo predecessore nell’incarico Luigi Fedele, spediti a giudizio immediato e da mesi impegnati a difendersi di fronte al Tribunale di Reggio Calabria.

«INCHIESTA INTEGRA» Per tutti gli altri, dice il procuratore aggiunto Gaetano Paci, che ha coordinato e diretto il lavoro investigativo sviluppato dai pm Matteo Centini e Francesco Ponzetta, «l’inchiesta si presenta sostanzialmente integra alla soglia dell’udienza preliminare. Il quadro accusatorio è di fatto confermato» nonostante nel tempo gli imputati abbiano tentato di chiarire nel corso di interrogatori o con memorie difensive l’uso delle somme che per l’accusa sarebbero state indebitamente utilizzate.

POSIZIONI ETEROGENEE Per quanto le posizioni siano eterogenee, si conferma un quadro sconfortante di trucchetti di bassa lega, ruberie e illeciti che hanno permesso a politici di ogni colore e schieramento di appropriarsi per scopi smaccatamente privati di fondi pubblici. Tra il 2010 e il 2012, i fondi destinati all’attività dei gruppi consiliari, secondo la procura, sarebbero stati utilizzati per viaggi all’estero (Londra, New York, Montecarlo), set di valigie, consumazioni al bar (è stato chiesto il rimborso anche di un singolo caffè), cene conviviali, telefoni cellulari, tablet, gite alle terme e soggiorni in albergo di persone che con Palazzo Campanella nulla hanno a che fare. Ma con i soldi del consiglio e dei gruppi consiliari sarebbero stati pagati anche spese di carburante, consulenze, affitti, collaborazioni, cene, gioielli, fiori, tasse, viaggi e taxi. E ancora: batterie, ventilatore, ipad, telefonini, ricariche cellulari, la spesa per la famiglia, ristrutturazioni.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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