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Hospice Reggio, Azzarà: «Gestione fallimentare»

REGGIO CALABRIA Il sindacato Uil torna a chiedere con forza «l’uscita di scena» della “Fondazione via delle stelle” che attualmente gestisce l’Hospice di Reggio Calabria, struttura di accoglienza p…

Pubblicato il: 12/11/2016 – 16:43
Hospice Reggio, Azzarà: «Gestione fallimentare»

REGGIO CALABRIA Il sindacato Uil torna a chiedere con forza «l’uscita di scena» della “Fondazione via delle stelle” che attualmente gestisce l’Hospice di Reggio Calabria, struttura di accoglienza per i malati oncologici. Il segretario regionale della Uil Fpl, Nuccio Azzarà, mette ancora una volta nel mirino il provvedimento del commissario dell’Asp provinciale, Giacomino Brancati, che riguarda gli Hospice.
«Gli Hospice – spiega – entrano a pieno titolo nella rete sanitaria territoriale con 20 posti letto distribuiti sia nell’area metropolitana sia nella programmata “casa della salute” di Siderno. Dieci posti letto per ciascuna struttura. Il provvedimento emanato esamina la situazione attuale confermando l’esistenza presso l’Asp di Reggio Calabria (area metropolitana) di un solo Hospice gestito dalla “Fondazione via delle Stelle” (a partecipazione mista con l’Asp) e ancora afferma che lo status giuridico della Fondazione è in corso di ridefinizione e pertanto, in futuro, i posti letto saranno diversamente gestiti dall’Azienda. Intanto, ci preme sottolineare che il provvedimento lascia in sospeso la questione “Fondazione via delle Stelle” mentre definisce tutto il resto. Ci auguriamo, a tal proposito, che siano state prese o che verranno prese in debita considerazione questa e le altre precedenti missive con le quali intendiamo denunciare l’inadeguatezza della Fondazione o meglio del suo management a gestire l’unico Hospice dell’area metropolitana. Questa e le altre missive riportano le motivazione di tale inadeguatezza».
Secondo Azzarà, alcuni concetti espressi dal commissario Brancati «hanno necessariamente bisogno di ricevere una interpretazione autentica e anche alcune precisazioni. Tre sono i punti da chiarire:
Fondazione a partecipazione mista con l’Asp; status giuridico della Fondazione in corso di ridefinizione; i posti letto saranno diversamente gestiti dall’Azienda. Sul primo punto non ci risulta che la Fondazione sia partecipata dall’Asp di Reggio Calabria. Né tanto meno vi sia in seno al consiglio di amministrazione della Fondazione un rappresentante dell’Asp. A quest’ultimo proposito, in realtà lo Statuto della Fondazione prevede all’art. 16 la partecipazione di diritto in seno al cda di un rappresentante dell’Asp». Una disposizione, aggiunge, «completamente disattesa».
Il secondo e il terzo punto, poi, «cozzano tra di loro. Sembrerebbe, infatti, che da un lato si voglia mettere in atto sul piano giuridico una sorta di ristrutturazione “societaria” della Fondazione; dall’altro questa ridefinizione (per riprendere il termine utilizzato da Brancati) dovrebbe portare a escludere (cosa auspicabile) la Fondazione con la conseguenza che l’Asp attraverso procedure a evidenza pubblica affidi a soggetti specializzati la gestione della struttura. Escludiamo con forza che si possa solo ipotizzare di gestire diversamente i posti letto utilizzando la Fondazione nel frattempo vestita con un abito nuovo. In ogni caso, qualunque sia la strada che l’Asp intraprenderà auspichiamo l’uscita di scena della Fondazione e della sua gestione fallimentare. In questi anni, abbiamo registrato azioni di governo illogiche e irragionevoli, non approntate ai criteri di prudenza ed economicità proprie di qualsivoglia attività imprenditoriale».
«Tanti – a parere di Azzarà – sono i fatti discutibili e risultanti agli atti della Fondazione, partiamo dalle modalità di reclutamento delle risorse lavorative avvenute senza una libera e naturale competizione tra gli aspiranti, alle conseguenti assunzioni selvagge e senza criterio (per 10 posti letto vi sono oltre 50 dipendenti tra l’altro quasi tutti graduati e pochi soldati) e come se non bastasse vengono in soccorso anche i rapporti libero professionali. Invitiamo le autorità competenti a investigare al fine di individuare le responsabilità di chi ha creato false aspettative non supportate da adeguate coperture finanziarie, ci riferiamo ad esempio agli oltre 300mila euro di trattamento di fine rapporto maturato a favore dei dipendenti ma di cui la Fondazione non ha alcuna copertura finanziaria. Le azioni di governo messe in atto dal management della Fondazione hanno disintegrato un elemento essenziale e intoccabile ovverosia il patrimonio. Si ricorda che la Fondazione opera da anni senza quel patrimonio che le ha consentito di ottenere dalla Regione Calabria la “personalità giuridica”».
«Da parte nostra – conclude il sindacalista Uil – continueremo a vigilare sulle vicende che coinvolgeranno l’Hospice nel prossimo futuro prestando sempre maggiore attenzione alla ridefinizione in corso della Fondazione».

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