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Lamezia, in consiglio comunale non c'è più l'Udc

LAMEZIA TERME Non c’è più traccia dell’Udc all’interno del consiglio comunale di Lamezia Terme. Lo hanno comunicato, nel corso dell’assise di venerdì, Giancarlo Nicotera e Pasquale Di Spena che res…

Pubblicato il: 16/12/2016 – 17:36
Lamezia, in consiglio comunale non c'è più l'Udc

LAMEZIA TERME Non c’è più traccia dell’Udc all’interno del consiglio comunale di Lamezia Terme. Lo hanno comunicato, nel corso dell’assise di venerdì, Giancarlo Nicotera e Pasquale Di Spena che resteranno nella maggioranza governata dal sindaco Paolo Mascaro col gruppo “Cristani democratici per Lamezia”. La decisione era inevitabile dopo l’autosospensione dallo Scudocrociato che la sezione di Lamezia Terme ha messo in atto in seguito ai dissapori con la dirigenza regionale e nazionale del partito. Sullo sfondo di questa vicenda c’è il tesseramento anomalo avvenuto lo scorso aprile nella provincia di Catanzaro e che lo scorso novembre ha fatto esplodere il bubbone delle iscrizioni farlocche al partito con persone tesserate a propria insaputa tra le fila dell’Udc. Tra queste anche un giovane sacerdote trentenne di una parrocchia del quartiere di Nicastro. Uno scandalo che ha costretto i vertici del partito ad annullare il congresso regionale per l’elezione del segretario calabrese e ad affidare all’ufficio nazionale dello Scudocrociato un’indagine sui tesseramenti catanzaresi. Dietro agli screzi e allo scandalo tesseramenti ci sono una serie di accuse che rimbalzano tra l’ormai ex commissario provinciale per il tesseramento, Giancarlo Nicotera, ed elementi apicali dell’Udc, tra i quali l’ex presidente del consiglio regionale Franco Talarico. Secondo quest’ultimo la responsabilità dei tesseramenti è interamente da individuarsi in Nicotera, visto il suo ruolo di commissario. Nicotera, dal canto suo, afferma di avere dato inizio alle sue rimostranze sulle iscrizioni già dal mese di aprile, con lettere e anche con visite nelle sede romana di via del Tritone, senza ricevere alcuna risposta. I battibecchi a mezzo stampa hanno portato, la scorsa estate, al commissariamento della sede lametina dell’Udc con avviso ai diretti interessati tramite gli organi di stampa.
«Volevamo comunicare formalmente che il gruppo consiliare a cui facciamo riferimento prenderà il nome di Cristiani Democratici per Lamezia – ha detto Nicotera in consiglio comunale –. La storia mia e di Pasquale Di Spena, così come quella di un riferimento autentico come Massimo Sdanganelli (ex presidente della sezione Udc, nda), nonché quella di centinaia di altri amici, è stata, è, e sarà, sempre quella che percorre il solco dei valori della Democrazia Cristiana e del cattolicesimo sociale impegnato in politica. Non conosciamo altra strada se non questa».
«Le fondamenta della nostra casa – ha proseguito Nicotera – le sue pareti e il suo tetto sono quegli ideali che sin da studenti ci hanno visto impegnati in una idea che ha come punti di riferimento i Padri fondatori e cioè: Don Luigi Sturzo, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Bobo Ruffilli, Vittorio Bachelet, nonché Arturo Perugini e tantissime altre persone che si sono da sempre ritrovate in una casa comune che permea e permeava il suo essere: nell’ascolto di tutti, nella tolleranza, nella democrazia partecipata, nel rispetto degli avversari, nella tutela dei bisogni senza voce, nella valorizzazione delle municipalità, delle risorse locali e regionali e delle piccole e medie imprese. Una politica che con umiltà sa essere coscienza critica, ma sa anche proporre; sa usare il linguaggio della verità, ma anche quello della comprensione; chiede la partecipazione di tutti, ma si fonda sulla meritocrazia; presta l’orecchio e rivolge gli occhi a tutti, ma soprattutto agli ultimi, ai più bisognosi, quelli per cui vale davvero la pena di spendersi sempre. Il tutto con grande senso delle Istituzioni e con alto senso di responsabilità, quelli che ti chiedono non di fare la scelta utile, ma quella giusta; quelli che ti chiedono di mettere gli interessi della collettività, prima di quelli del partito e di quelli personali; quelli che ti chiedono di assumere decisioni anche dolorose, ma che sono dettate dalla tua coscienza. Per questo non potevamo non continuare in quel cammino, non conosciamo altro sentiero, perché la vita politica e la vita personale non sono due realtà distanti: si fa politica perché si crede in quei valori di vita. Oggi più che mai il nostro percorso è ancora più bello, è dettato da più entusiasmo e da più passione, quelli degli uomini “liberi e forti” che sanno che vale sempre la pena di spendersi per il bene comune. Rimaniamo con grande lealtà forza di maggioranza, con quello spirito costruttivo e propositivo che ci ha contraddistinto sino ad oggi. Bobo Ruffilli ricordava che il contributo per un cristiano in politica non può contraddistinguersi per la certezza del successo, che potrà esserci o potrà venire in seguito, l’importante sarà sempre condurre la “buona battaglia”. Ed è quello che faremo: cercheremo sempre di condurre e combattere, assieme a questo Consiglio Comunale, assieme alla Città ed a tutte le sue forze sane, la “buona battaglia».

ale. tru.

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