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Bando sospeso, assessori regionali a un passo dalle dimissioni

CATANZARO È stata una seduta di giunta regionale drammatica quella tenutasi mercoledì sera, con la quasi totalità degli assessori a un passo dalle dimissioni e dal definitivo strappo con il governa…

Pubblicato il: 12/01/2017 – 15:41
Bando sospeso, assessori regionali a un passo dalle dimissioni

CATANZARO È stata una seduta di giunta regionale drammatica quella tenutasi mercoledì sera, con la quasi totalità degli assessori a un passo dalle dimissioni e dal definitivo strappo con il governatore Mario Oliverio. E ancora le fibrillazioni sono tutt’altro che rientrate, posto che qualche assessore tecnico resta fortemente tentato dall’idea di gettare la spugna e abbandonare un’esperienza che ormai presenta crepe copiose e, forse, insanabili.
Ragioni dello scontro il famigerato bando sull’innovazione dei macchinari e la convinzione che quello che si tentava di far passare come un “banale errore tecnico”, nascondeva un miserevole tentativo di imbroglio finalizzato a favorire imprese amiche a discapito della trasparenza e della competitività.
Ovviamente a ventiquattr’ore di distanza non esiste uno straccio di comunicato stampa, l’abusivo capo ufficio stampa Oldani Mesoraca non riferisce neanche della seduta di giunta, figuriamoci se ne riporta i contenuti. Viene pagato per nascondere non certo per comunicare. Un poco come faceva quando, in barba a ogni legge, risultava nel contempo impiegato regionale e dipendente, in qualità di redattore praticante, presso Telespazio Calabria, altrimenti come faceva a maturare il titolo per l’iscrizione all’albo dei giornalisti?
Ma torniamo alla giunta regionale. Gli assessori, con in testa il professor Rossi, hanno preteso che i tecnici impegnati nel bando incriminato venissero convocati immediatamente per riferire. Un serafico Paolo Praticò, responsabile della spesa dei fondi comunitari, spiegava che la “piattaforma” aveva funzionato regolarmente, le pratiche non ricevute erano rimaste fuori semplicemente perché i partecipanti non avevano eseguito il “doppio clic”, vale a dire avevano premuto “invio” ma non lo avevano fatto due volte di seguito.
E chi doveva spiegare agli utenti che non bastava, come di solito è, “semplicemente” completare la pratica e premere l’inoltro? Sul punto il disciplinare di gara era, more solito, omissivo? E come facevano alcuni a sapere del “doppio clic” a dispetto di altri che ignoravano tale procedura? E chi ha lavorato alla modifica della piattaforma informatica rispetto al “normale” funzionamento? Interrogativi che spingevano più di un assessore verso il sospetto. Saranno pur dei “tecnici”, ma la massima andreottiana per la quale a pensar male si fa peccato ma… si indovina, la conoscono anche i “non politici”. Ma fin qui era possibile salvare capra e cavoli, cioè mantenere il sospetto che qualcuno ci avesse provato a favorire gli amici degli amici e tuttavia ripristinare la trasparenza rifacendo tutto da capo. Un nuovo bando senza “clic” di troppo e si riparte. Invece, gli assessori si sono trovati davanti la risoluta resistenza dell’apparato burocratico che voleva convalidare le domande dei fortunati dal “doppio clic” e lasciare fuori tutti gli altri.
E Mario Oliverio? All’inizio non deve essere parso abbastanza determinato ai suoi assessori, da qui l’ultimatum: o si annulla il bando e si riparte o qui ci sono le nostre dimissioni con effetto immediato. Il governatore si è schierato con la giunta, il bando è stato annullato e la crisi, almeno momentaneamente, è rientrata. Il che ha consentito la nomina di due nuovi direttori generali proposti dal presidente Oliverio all’insegna del rinnovamento e del cambiamento. La prova eloquente sta nel fatto che alla presidenza, come direttore generale, è stato chiamato Tommasino Loiero, fratello di Agazio, il che non vuol dire nulla. Infatti avrà problemi per programmare il futuro del dipartimento più delicato e importante della Regione Calabria ma non certo perché incapace o non adeguato. Il punto è che Tommaso Loiero tra due mesi andrà in pensione… E che problema c’è in una realtà dove si vive, e si governa, alla giornata?

Paolo Pollichieni
direttore@corrierecal.it

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