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Appalto sospetto, nei guai gli ex manager dell'Asp di Reggio

LOCRI Per anni qualsiasi decisione che riguardasse la sanità reggina è passata dalle loro scrivanie, ma adesso tocca a loro sfilare di fronte al gup del Tribunale di Locri per giustificare decision…

Pubblicato il: 06/02/2017 – 20:14
Appalto sospetto, nei guai gli ex manager dell'Asp di Reggio

LOCRI Per anni qualsiasi decisione che riguardasse la sanità reggina è passata dalle loro scrivanie, ma adesso tocca a loro sfilare di fronte al gup del Tribunale di Locri per giustificare decisioni ed esborsi dell’Asp. Anche perché – sostiene l’accusa – non c’è alcun contratto che li autorizzi.
Il pm di Locri Ezio Arcadi ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato per l’ex dg dell’Asp di Reggio Calabria, Rosanna Squillacioti; Ermete Tripodi, prima direttore sanitario, poi dg, accusato di aver firmato vari mandati di pagamento a favore della cooperativa; Santo Gioffrè, anche lui accusato di aver autorizzato diversi pagamenti; Francesco Sarica, ex ds e commissario straordinario dell’Asp; Vincenzo Scali, ex direttore amministrativo dell’Asp; Rocco Mario Polimeni, ex direttore sanitario dell’Asp di Reggio Calabria. Insieme a loro, per la procura di Locri devono rispondere di peculato diversi amministrativi: Pasquale Staltari, ex responsabile del Settore economico-finanziario; Antonio Vartolo, anch’egli ex responsabile del Settore economico-finanziario, come d’altra parte Diego Vitrioli, pure lui indagato; Giuseppe Falcone, titolare del servizio programmazione e bilancio dell’Asp; Angela Minniti, dirigente dell’ufficio Programmazione e bilancio Asp; Nicola Calabrò, rup e responsabile dell’ufficio proponente delle delibere incriminate; la funzionaria del medesimo ufficio, Filomena Ambrogio; Francesco Macheda, rup per due delibere; Francesco Silvio Campolo, firmatario di diversi mandati di pagamento; Felice Iracà, accusato di aver firmato un mandato di pagamento.
Tutti quanti si dovranno presentare il prossimo 23 marzo di fronte al gup del Tribunale di Locri per rispondere di peculato, in relazione ai fondi per quatto anni generosamente liquidati alla Coopservice di Locri «in assenza di regolare gara d’appalto e relativo contratto» per i servizi di pulizia, sanificazione, disinfezione, disinfestazione e derattizzazione degli ospedali di Locri e Siderno e della struttura ex Aias di Stignano. Tra il luglio 2011 e il dicembre 2015, la cooperativa – nel frattempo diventata Gruppo Coopservice Gestioni – ha continuato a incassare 112 mila euro al mese, nonostante il contratto che la legava all’Asp fosse scaduto. Risultato? Un guadagno approssimativo di circa 6,3 milioni di euro. Liquidati e incassati del tutto illegittimamente, sostiene l’accusa.
Il risultato – sostiene l’accusa – è stato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla società affidataria e un danno alle imprese che avrebbero potuto concorrere alla nuova gara a evidenza pubblica che l’Asp avrebbe dovuto indire. Ma per quattro anni avrebbe “dimenticato”.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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