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«Barbieri e i clan? Chi se lo aspettava»

LAMEZIA TERME «Barbieri vicino ai clan? Non me lo sarei mai aspettato». Il sindaco di Mario Occhiuto è il protagonista dell’intervista che andrà in onda questa sera su Rtc (canale 17 del digitale t…

Pubblicato il: 08/02/2017 – 7:23
«Barbieri e i clan? Chi se lo aspettava»

LAMEZIA TERME «Barbieri vicino ai clan? Non me lo sarei mai aspettato». Il sindaco di Mario Occhiuto è il protagonista dell’intervista che andrà in onda questa sera su Rtc (canale 17 del digitale terrestre, ore 20,30) in “Hashtag”, approfondimento condotto dal direttore del Corriere della Calabria Paolo Pollichieni.
Occhiuto offre il suo punto di vista sull’inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro sull’appalto di piazza Bilotti: «I Barbieri sono conosciuti come una famiglia di imprenditori. Questo ragazzo giovane (Giorgio, finito in carcere, ndr), che ha ereditato l’azienda dal padre, potrebbe aver avuto un carattere debole o un atteggiamento superficiale». Il problema delle infiltrazioni criminali però resta, al di la delle predisposizioni personali. E il sindaco di Cosenza, nel programma curato dai colleghi di Newsandcom, si dice disponibile a cedere un pezzo del proprio “potere istituzionale” pur di permettere ai lavori di filare lisci. «Sarei disponibile – dice a Pollichieni che gli chiede se sia pronto ad avviare un protocollo come quello partito a Reggio Calabria – a chiedere un tavolo con la Procura della Repubblica. Sarebbe un controllo preventivo che aiuti a evitare situazioni successive che possano fermare le opere. Potrebbe servire, ma forse neanche quello sarebbe decisivo. Prendiamo il caso di Cosenza: lì l’infiltrazione si è sviluppata all’interno delle dinamiche imprenditoriali. E in quel caso anche per gli accertamenti della magistratura sarebbe passato, come è stato, del tempo».
L’inchiesta della Dda su Cosenza e sul tentativo del clan Muto di entrare nel più grosso affare della città (e in altri della provincia) non ha lasciato indifferente il sindaco. Che affronta il problema da una prospettiva ampia: «Tutti i territori sono a rischio, ma noi amministratori non abbiamo certezze se non quelle di agire secondo le regole. A Cosenza abbiamo chiesto una commissione nominata dalla Prefettura. E per la gara sulla riqualificazione dei cimiteri chiederemo il parere dell’Autorità nazionale anticorruzione. Ma non possiamo fare una valutazione sulla persona che partecipa alla gara. Non possiamo perché non ne abbiamo i mezzi».
Piazza Bilotti è il baricentro del colloquio e di (quasi) tutte le obiezioni poste sull’operato di Occhiuto. Una delle questioni sollevate nell’inchiesta riguarda l’utilizzo, da parte del presunto cartello imprenditorial-mafioso di materiali scadenti nella costruzione di alcune opere realizzate nel Reggino. Il primo cittadino è sicuro che la cosa non riguardi anche la piazza? E che il collaudo avverrà senza problemi? «La piazza è già collaudata – sostiene Occhiuto. C’erano i collaudatori in corso d’opera e si sono espressi positivamente. I controlli sono sempre stati effettuati, tant’è che durante una delle prove non erano state rispettate alcune prescrizioni e sono stati rifatti alcuni pali».

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