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A Catanzaro qualcosa si muove

Qualcosa si muove nel panorama politico in vista delle amministrative di Catanzaro. Un nuovo candidato ha deciso di rompere gli indugi e di presentarsi ai nastri di partenza. Colpisce il suo piglio…

Pubblicato il: 27/02/2017 – 9:25

Qualcosa si muove nel panorama politico in vista delle amministrative di Catanzaro. Un nuovo candidato ha deciso di rompere gli indugi e di presentarsi ai nastri di partenza. Colpisce il suo piglio, per molti aspetti inedito, sicuramente irrispettoso delle tradizioni obsolete di un modo arcaico di fare politica: con decisione e sicurezza si rivolge ai catanzaresi con una proposta di sintesi tanto accattivante quanto rivoluzionaria con la quale emerge, forte e chiaro, l’impegno a volersi battere per riportare in città il lavoro per i giovani, i servizi per gli anziani e un processo di inclusione per le donne.
Tre settori d’intervento per la riemersione di Catanzaro dal colpevole torpore di chi lo ha preceduto, che non hanno confronto; tre modi semplici, a pensarci bene, per tracciare le linee del riscatto che da soli rappresentano una rivoluzione storica per Catanzaro scesa, ormai da tempo, tra gli “infimi” della gamma qualitativa della regiacone. Ma ciò che è rivoluzionario rispetto ai parametri del lessico politico è il riferimento «alla necessità di impegni, precisi e ineludibili, in un programma/cambiale che, se non realizzato nei tempi promessi, comporta le dimissioni degli amministratori».
Un impegno forte preso al cospetto di ogni catanzarese, che non può lasciare spazi a perplessità, nonostante provenga da quel variegato mondo divenuto, per sue precise responsabilità, poco credibile. La forza dirompente di tale affermazione apre nuovi spazi di riflessione: una, la più immediata, è che la società satura e sfiduciata dalle tante promesse non mantenute e da responsabilità addossate sempre ad altri, stia determinando un cambiamento epocale anche nella classe politica. E, infatti, quello di Colace è un nuovo modo di proporsi ai cittadini verso i quali dimostra rispetto e considerazione. Se così è bisogna prenderne atto e quando si ha difronte un gruppo di persone che si riuniscono e decidono di spendersi per la collettività, parlando una lingua misconosciuta, si ha l’obbligo di crederci.
Il neo candidato a sindaco Colace dimostra di avere assimilato un nuovo modo di fare politica, di rapportarsi con i suoi concittadini, trovando il coraggio e la determinazione di comunicarla agli elettori e non solo, scegliendo un modo corretto di proporsi: «Se si fallisce, si va a casa!». E questo non è bizantinismo, semmai raffinatezza culturale nell’assunzione di responsabilità. È ciò che i catanzaresi si aspettano di sentirsi dire da anni, da quando si è affievolito, fino a scomparire con gli anni, il concetto del “prima di tutto il popolo”.
Una decisione che peserà molto nel confronto elettorale dei prossimi giorni e dei prossimi mesi, ma che ha la forza di restare come una pietra miliare anche negli anni a venire. E poco importerà la valutazione degli elettori circa la provenienza politica: impegni di questo genere sono destinati ad incidere nella storia di una comunità e a restarci a lungo. Comunque quella di Rino Colace, chirurgo presso il Policlinico universitario, è abbastanza nota: ha militato nell’Udc in armonia con la genesi della sua famiglia che ha maturato al suo interno una generazione di cattolici democratici impegnata nell’amministrazione della Città.
I catanzaresi, comunque, hanno avuto modo di conoscere Colace anche nel più recente passato quando, da amministratore dell’Amc, la società di trasporto pubblico cittadino, ha preferito rassegnare le dimissioni piuttosto che rinnegare il merito di aver portato, per la prima volta, in pareggio il bilancio dell’Azienda; non consentendo in tal modo ad altri di farsene un vanto personale per poterlo esibire proprio nella prossima campagna elettorale.
Colace è espressione di alcune liste civiche il cui denominatore politico è il centro, convinte – come egli sostiene nella lettera ai catanzaresi con la quale rende nota la sua volontà di presentarsi alle prossime elezioni che «l’unica politica possibile ed eticamente sostenibile è quella che si pone al servizio dei cittadini e non viceversa».

*giornalista

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