«Mai più indagini di mafia senza sequestri di beni» – VIDEO
CATANZARO «Il risultato di questa mattina non è solo l’aver sequestrato il parco eolico più grande d’Europa. È il risultato di una strategia decisa e concordata dalla procura di Catanzaro e dai verti…

CATANZARO «Il risultato di questa mattina non è solo l’aver sequestrato il parco eolico più grande d’Europa. È il risultato di una strategia decisa e concordata dalla procura di Catanzaro e dai vertici della Guardia di finanza. Nel nostro programma di rilancio del contrasto alle mafie, e di rilancio in particolare della Procura di Catanzaro, abbiamo concordato che non ci potrà mai più essere un’indagine di mafia se a fianco non ci saranno arresti per associazione mafiosa o un sequestro di beni. Il protocollo che la Procura distrettuale di Catanzaro ha fatto con la Guardia di finanza è questo». Lo ha affermato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, a margine della conferenza stampa relativa all’operazione “L’isola del vento” che ha portato al sequestro di beni per un valore di 350 milioni di euro riconducibili alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Tra questi figura, in particolare modo, l’immenso parco eolico “Wind Farm”.
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«Per quanto riguarda l’operazione odierna – ha aggiunto il procuratore Gratteri – vi erano già state delle misure di prevenzione riguardanti il parco eolico. Sembrava una tela di Penelope. Si sequestrava e si dissequestrava. Era necessario approfondire. Quindi i vertici della Guardia di finanza hanno predisposto un gruppo di élite nato ad hoc per interessarsi alle misure di prevenzione. Questa strategia è stata, naturalmente, concordata con vertici della Guardia di finanza a partire dal comandate generale delle fiamme gialle. I colleghi Vincenzo Luberto e Domenico Guarascio hanno seguito passo passo i riscontri di un’indagine complessa che ha riguardato anche, con rogatorie internazionali, diversi paesi d’Europa perché l’obbiettivo non solo di Pasquale Arena ma della famiglia di ‘ndrangheta degli Arena, era quello di dissimulare di far perdere il filo d’Arianna che conduceva a loro nella disponibilità di questo grandissimo parco eolico».
La longa manus della cosca, benché imparentato, era un dipendente del Comune di Isola Capo Rizzuto, territorio in cui si trova il parco “Wind Farm”.
«Oggi stiamo cominciando a dimostrare quello che diciamo da decenni, ossia che una pubblica amministrazione può essere intrisa di uomini incensurati, che apparentemente non hanno nulla a che fare con la ‘ndrangheta, ma che di fatto, invece, sono funzionali a quei piani criminosi che fanno saltare le regole anche del libero mercato».
ale. tru.