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La Dda vuole il processo per D'Agostino

REGGIO CALABRIA La Dda di Reggio Calabria ha chiesto il rinvio a giudizio per Francesco D’Agostino, vicepresidente del consiglio regionale calabrese e altre 45 persone. Nei giorni scorsi i pub…

Pubblicato il: 18/03/2017 – 14:23
La Dda vuole il processo per D'Agostino

REGGIO CALABRIA La Dda di Reggio Calabria ha chiesto il rinvio a giudizio per Francesco D’Agostino, vicepresidente del consiglio regionale calabrese e altre 45 persone. Nei giorni scorsi i pubblici ministeri Roberto Di Palma e Giulia Pantano hanno chiesto il processo, con udienza fissata davanti al gup per il prossimo 20 aprile. L’esponente della lista “Oliverio Presidente”, titolare dell’azienda ittica “Stocco e Stocco” che ha sede a Cittanova, è accusato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’aver favorito la ‘ndrangheta nell’ambito dell’inchiesta denominata “Alchemia”. 
Secondo i pm, D’Agostino sarebbe un prestanome della cosca Gullace di Cittanova. D’Agostino deve rispondere del reato in concorso con Girolamo Giovinazzo, Francesco Gullace e Girolamo Raso (che nel frattempo è morto). In buona sostanza, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, a D’Agostino sarebbe stata riservata solo l’intestazione formale dell’azienda, mentre i reali proprietari sarebbero stati Jimmy Giovinazzo e Francesco Gullace.
Tuttavia nella fase di provvedimento cautelare il gip non ha condiviso il quadro accusatorio dei pm, non ravvisando gravi indizi di colpevolezza a carico di D’Agostino, che si prepara ad affrontare a piede libero l’udienza preliminare. Ecco cosa scrisse all’epoca dei fatti il giudice Barbara Bennato: ««L’assunto accusatorio non è condivisibile, essendo dalle indagini emersa una immanente accessibilità all’azienda da parte degli indagati, leggibile piuttosto attraverso la contestualizzazione dell’attività aziendale esercitata in territori nei quali, nulla si muove ed alcuna iniziativa si intraprende senza il controllo delle cosche ivi imperanti che, anche nel corso della gestione delle imprese, non lesinano di atteggiarsi a “padroni” della stessa, le cui prestazioni e partecipazione sono gratuitamente dovute, in forza di un genetico compromesso». Nella stessa indagine sono coinvolti altri personaggi di rilievo come il senatore, attualmente in carcere, Antonio Caridi, già rinviato a giudizio a Reggio Calabria nel processo “Gotha”. 

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