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«Giustizia per Pasquale e Francesco»

LAMEZIA TERME Ricordare e riflettere. In quello stesso luogo in cui, all’alba di 26 anni fa, mani ancora ignote trucidarono due uomini semplici e per bene, due lavoratori. Pasquale Cristiano e Fran…

Pubblicato il: 24/05/2017 – 13:02
«Giustizia per Pasquale e Francesco»

LAMEZIA TERME Ricordare e riflettere. In quello stesso luogo in cui, all’alba di 26 anni fa, mani ancora ignote trucidarono due uomini semplici e per bene, due lavoratori. Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte sono stati uccisi mentre lavoravano, all’alba, all’interno del camion della nettezza urbana che stava facendo il giro per la raccolta dei rifiuti. Erano dipendenti comunali, si trovarono dove non dovevano perché stavano sostituendo due colleghi assenti. Cristiano, poi, visti i suoi problemi di salute, non avrebbe dovuto trovarsi a bordo di un mezzo meccanico. Ma quella mattino del 24 maggio 1991 non disse di “no” e andò incontro alla morte, ad appena 28 anni. Tramonte aveva lasciato un bacio alle sue bambine senza sapere che sarebbe stato l’ultimo.
Una delle pagine più buie della storia della città di Lamezia Terme è stata raccontata mercoledì mattina nel corso di una commemorazione in piazza Miraglia, nel quartiere di Sambiase. Una commemorazione voluta dal Comune, dall’associazione “Libera”, con i familiari delle vittime ed esponenti dell’associazione “Trame” oltre che delle forze dell’ordine.
Il vicario don Adamo ha invitato al «rispetto delle regole e a conservare la memoria», perché «la città siamo noi».
«Io dico che fare memoria è una cosa importantissima – ha detto Francesco, fratello di Pasquale Cristiano – a noi familiari ci riempie di gioia tutto quello che state facendo. Andando avanti, facendo memoria, le cose possono cambiare». Ma avere giustizia è importante, vitale per chi ha perso una familiare per mano violenta. «Questo è il 26esimo anniversario e siamo ancora qui, senza giustizia – ha proseguito Francesco –. Io vorrei lanciare un appello perché si diano una mossa a lavorare su questo caso perché un duplice omicidio così efferato, dopo 26 anni ancora irrisolto, secondo me è una cosa terribile. Non so come mai ma in questo Paese avere giustizia è diventato difficilissimo. Lancio un appello a Gratteri e a chi è di competenza a dare una svolta a questo caso».
«Ringrazio le associazioni – ha detto il sindaco Paolo Mascaro – che ogni giorno si impegnano con i bambini e con gli adulti a ricordare sempre che la mafia si respinge, che con la mafia non si va braccetto, che alla mafia non si chiedono favori, che dalla mafia non si deve ottenere nulla che la mafia va marginalizzata, evitata e respinta. E ciò che sembra essere ovvio leggiamo quotidianamente che ovvio non è. Questo significa che in questa terra ciò che può sembrare ripetitivo, scontato e banale è invece qualcosa che ancora deve tanto permeare le coscienze di ciascuno di noi e deve tanto permeare le coscienze, purtroppo, della classe dirigente. Il 24 maggio resta la pagina più buia della storia di Lamezia Terme, tra tante pagine buie».

 

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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