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Siclari: «Io sospeso? I villesi sono indignati»

VILLA SAN GIOVANNI Solo un gran polverone, anzi: «Un circo politico» messo in piedi da chi «specula sulla mia situazione e su quella della nuova amministrazione comunale». Per il neosindaco di Vill…

Pubblicato il: 15/06/2017 – 10:33
Siclari: «Io sospeso? I villesi sono indignati»

VILLA SAN GIOVANNI Solo un gran polverone, anzi: «Un circo politico» messo in piedi da chi «specula sulla mia situazione e su quella della nuova amministrazione comunale». Per il neosindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, la sua sospensione record, avvenuta a soli tre giorni dal voto, è una cosa del tutto naturale, altro che «paradossale». Va tutto bene, insomma, la cittadina dello Stretto «è al sicuro». Chi dice il contrario – cioè le opposizioni – fa «opera di sciacallaggio». Con Siclari ci sono quasi tutti i consiglieri di maggioranza eletti e, tra loro, i futuri componenti della giunta. Che non saranno nominati dal sindaco, ma dal vice, Maria Grazia Richichi. E anche questo, per l’ex assessore condannato per abuso d’ufficio e immediatamente sospeso dalla Prefettura, è normale. 

LA STORIA Siclari, insieme agli altri membri della ex giunta guidata dal sindaco Rocco La Valle, ha subìto una condanna in primo grado dal Tribunale di Reggio. Quella pronuncia, quando ormai l’amministrazione comunale era cambiata e il sindaco era Antonio Messina, ha fatto scattare la sospensione prevista dalla legge Severino. È lo stesso Siclari a ricordare la vicenda: «Sono stato condannato a un anno e mezzo per una vicenda paradossale. Avevamo votato una delibera di indirizzo per la proroga di una concessione demaniale al lido Bandafalò, spinti anche da diverse manifestazioni pubbliche di cittadini che insistevano per lasciare aperta questa struttura, che tra l’altro svolgeva attività a scopo sociale». «Una proroga – continua il sindaco sospeso – concessa sia dai sindaci precedenti sia dai commissari prefettizi». 
Ma se il Tribunale condanna, i cittadini perdonano, almeno così dice Siclari: «I villesi sono indignati per quello che è accaduto. Sono stati loro a chiedermi di continuare il mio percorso politico. Il nostro è stato un sussulto di orgoglio perché sappiamo di non avere nulla da nascondere e di essere persone oneste. Non abbiamo né scheletri nell’armadio né colpe». 

LA LEGGE Ma la candidatura di un amministratore pubblico sospeso, è legittima o meno? «Ho accettato la sfida rispettando la legge. Se l’ho rispettata, o è paradossale la legge o il governo, di certo non lo sono io». Siclari, comunque, è convinto: «Sarò assolto in Appello». E poi, «malgrado tutto, molta gente si è voluta candidare con noi. La gente non è stata ingannata perché sapeva tutto, avevo detto che sarei stato sospeso per 7-8 mesi (in realtà potrebbero essere 18, salvo assoluzione in secondo grado, ndr). Continuerò a fare politica nel territorio, un cittadino in mezzo ai cittadini, anche come membro del coordinamento provinciale di Alternativa popolare». Del resto, anche «la Prefettura ha accettato la proclamazione». E allora perché questo baillame? Ancora una volta, Siclari ha la sua verità: è stato scatenato da chi «non si rassegna dopo aver perso le elezioni», gli stessi personaggi che «stanno speculando con opere di sciacallaggio». Il sindaco ora legge uno dei tanti pareri che supportano la sua candidatura. È quello dell’Avvocato generale dello Stato, Massimo Massella, secondo cui è pacifico che la condanna non definitiva non costituisca causa di incandidabilità e lascia la possibilità di nominare la giunta. «Nessuno – insiste il primo cittadino – voleva candidarsi mettendo a rischio la stabilità dell’ente». C’è poi l’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno Minniti dai senatori Molinari (Idv) e Vacciano (Misto). «Chi li ha mai visti?», attacca Siclari, «sono spinti dal loro segretario cittadino (Rocco Caridi, ndr) che ha perso le elezioni». 

I CONTESTATORI Ai contestatori Siclari chiede «di finirla con questa politica di basso livello, lo facciano per la città e i cittadini. Che ci hanno dato fiducia sapendo tutto. Il comune di Villa è al sicuro, Villa è in mani sicure». Poi il sindaco esprime solidarietà nei confronti dei parlamentari di Ap che ne hanno supportato la candidatura, Nico D’Ascola e Rosanna Scopelliti, «anche loro attaccati strumentalmente». Perché, in fondo, non c’è nulla di strano, dice il sindaco “ombra”: «La mia candidatura è stata naturale, senza alcuna forzatura: qualunque sindaco, non solo io, può essere sospeso nel corso della sua attività. I cittadini non hanno ritenuto la condanna così grave da ritenere che potesse ostacolare la mia candidatura». Si va avanti, senza colpo ferire. E la road map la traccia Maria Grazia Richichi, la vice diventata subito sindaca: «Credo nelle potenzialità di Giovanni e della squadra che si sta formando. Sono una donna del territorio, questo è il mio stile. Da qui a 10 giorni prenderò le decisioni che devono essere prese». Il riferimento è alla composizione della giunta. Tocca già a lei, ma non c’è nulla di strano, dicono.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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