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«I cinghiali stanno devastando il territorio calabrese»

CATANZARO «I danni da fauna selvatica, ormai da tempo, sono divenuti insostenibili. I cinghiali, in particolare, stanno devastando il territorio calabrese. La situazione è grave, insostenibile e no…

Pubblicato il: 07/08/2017 – 17:42
«I cinghiali stanno devastando il territorio calabrese»

CATANZARO «I danni da fauna selvatica, ormai da tempo, sono divenuti insostenibili. I cinghiali, in particolare, stanno devastando il territorio calabrese. La situazione è grave, insostenibile e non governata e gli incidenti sono in continuo aumento». Lo sostengono, in una nota, Alberto Caputi, Confagricoltura Calabria; Nicodemo Podella, di Cia-Agricoltori Italiani Calabria, e Luigi Iemma, di Copagri Calabria. 
«Sono anni che denunciamo – aggiungono – ciò che si sta puntualmente verificando, ma il fenomeno è stato sottovalutato dalle diverse istituzioni. Anni in cui sono stati convocati più volte tavoli e riunioni durante i quali sono stati sempre promessi interventi, anche straordinari, che puntualmente non sono mai arrivati. Nel tempo, al fine di soddisfare le richieste provenienti dal mondo venatorio, sono state attuate ripetute campagne di immissioni e ripopolamenti, in particolare di cinghiali di specie alloctone, aventi dimensioni e prolificità elevate, anche in territori in cui il cinghiale non è mai esistito. Il risultato è stato occupazione e distruzione di quanto incontrato da questi animali. Finite le scorribande dei cinghiali sui seminativi, adesso, sono presi di mira i campi di ortaggi e soprattutto i vigneti, anche quelli che garantiscono le produzioni di pregio in tutta la Calabria, con danni consistenti per la produzione ma anche agli stessi impianti». 
«La situazione – sostengono ancora le organizzazioni professionali agricole – è ormai fuori controllo in tutta la regione. Se oggi siamo in emergenza significa che la gestione e il sistema di caccia finora attuati sono stati inefficaci. Di fatto hanno fallito. Bisogna tener presente che le esigenze degli agricoltori e dei cittadini non sono quelle del mondo venatorio; i due interessi vanno tenuti separati e distinti. Infatti, è impensabile affidare il “governo” di una partita così complessa ai soli cacciatori. È  necessario avere il coraggio di apportare delle sostanziali modifiche all’attuale sistema di caccia, tra le quali la rotazione annuale delle squadre di caccia nelle aree assegnate. Questa e altre misure potrebbero risultare impopolari ad alcuni, ma riteniamo che il cibo e l’incolumità fisica delle persone siano sempre un gradino più in alto. Gli interventi messi finora in campo dalla Regione Calabria con il selecontrollo, sono stati solo alcune gocce nel mare. Vanno attuate immediatamente misure adeguate e mirate di contenimento. Ad oggi la mancanza di provvedimenti efficaci, da parte della Regione, sta generando forti tensioni e contrapposizioni tra le diverse squadre che esercitano la caccia al cinghiale e gli agricoltori».

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