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«Calabria territorio troppo fragile»

“Cantiere Calabria” è una importante occasione di confronto e ricognizione sugli esiti delle politiche regionali degli ultimi tre anni, su quello che è stato fatto e sui lavori in corso. Bisogna da…

Pubblicato il: 15/09/2017 – 12:47
«Calabria territorio troppo fragile»

“Cantiere Calabria” è una importante occasione di confronto e ricognizione sugli esiti delle politiche regionali degli ultimi tre anni, su quello che è stato fatto e sui lavori in corso. 
Bisogna dare atto alla Giunta regionale, guidata dal presidente Oliverio, che si tratta di un momento di condivisione necessario alla crescita e allo sviluppo di una nuova Calabria, che ad oggi non ha precedenti. 
Tra i grandi temi in discussione nei dibattiti, ai tavoli organizzati al Centro congressi dell’Università della Calabria, quello della messa in sicurezza del territorio: la nostra è una regione fragile che necessita di interventi strutturali e di messa in sicurezza per scongiurare le conseguenze nefaste di immancabili calamità naturali.
Manutenzione ordinaria e straordinaria devono essere realizzate in maniera adeguata attraverso la costruzione di una rete istituzionale che condivida intenti e progetti. Una azione partecipata, insomma, che non può fare a meno del patrimonio di competenze e professionalità maturate nel settore del contrasto al dissesto idrogeologico dalle Province.
Gli Enti intermedi hanno esercitato questa funzione fondamentale per la tenuta e la sicurezza del territorio, assegnata con la legge 34/2002, fino all’entrata in vigore della riforma delle autonomie locali – la cosiddetta Delrio – che ha trasferito la competenza in capo alla Regione, aprendo un pericoloso vulnus operativo. E mentre le Province si sono occupate di monitorare e ripulire aste fluviali in maniera adeguata, scongiurando il peggio in caso di alluvioni, ad oggi la disattenzione e il disinteresse alla manutenzione di fiumi e torrenti rende la nostra regione vulnerabile e poco sicura. Quello che lanciamo è un vero e proprio grido d’allarme per scongiurare nell’immediatezza i pericoli delle possibili alluvioni che potrebbero colpire il territorio anche alla luce della torrida estate che ha segnato la Calabria.
A questo aggiungiamo che ci sono pezzi di territorio, mi riferisco alla provincia di Vibo Valentia, assolutamente scoperti in termini di sicurezza a causa delle disastrose condizioni economiche consolidate da un dissesto che risale al 2011: l’impossibilità di assicurare la manutenzione e il controllo strutturale di 32 edifici scolastici e 900 chilometri di strade significa negare a quella comunità di vivere in sicurezza e con servizi adeguati.
Da presidente di Upi Calabria, oltre che della Provincia di Catanzaro, alla Regione chiedo di fare delle Province “il proprio braccio armato”: le nostre competenze,  professionalità ed esperienze vanno tenute in considerazione così come le rivendicazioni finanziarie sostenute, nell’interesse esclusivo della sicurezza e dello sviluppo economico e sociale delle nostre comunità.

*presidente Provincia di Catanzaro e Upi Calabria

 

 

 

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