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Vibo tra potenzialità inespresse e lotta ai clan. L’agenda dei candidati

LAMEZIA TERME «Continuare l’opera riformatrice degli ultimi governi di centrosinistra di Renzi e Gentiloni. Cercando di concludere quelle riforme che non sono state ancora approvate in questa legis…

Pubblicato il: 03/02/2018 – 10:14
Vibo tra potenzialità inespresse e lotta ai clan. L’agenda dei candidati

LAMEZIA TERME «Continuare l’opera riformatrice degli ultimi governi di centrosinistra di Renzi e Gentiloni. Cercando di concludere quelle riforme che non sono state ancora approvate in questa legislatura per dare la possibilità all’Italia di uscire da questa crisi». Rispondendo alle domande di Pietro Bellantoni, il segretario provinciale del Pd di Vibo, Enzo Insardà ha dato la chiave di lettura del programma dei dem per le prossime politiche. Ospite della trasmissione “Lo Sfascio” andata in onda giovedì il segretario dem sostituiva il candidato nelle fila del Partito democratico per il collegio di Vibo Valentia, Bruno Censore. Ed è stato il primo a prendere la parola nella puntata dedicata appunto al collegio del capoluogo e che ha visto la partecipazione oltre a Insardà, di Wanda Ferro, candidata per il centrodestra alla Camera, Paolo Parentela per il Movimento 5 Stelle e Silvio Primerano per “Liberi e Uguali”.
Insardà ha rivendicato l’azione positiva degli ultimi governi a trazione dem: «L’Italia ha compiuto sicuramente dei passi in avanti e noi puntiamo a proseguire in questa direzione cercando di restituire serenità agli italiani». E a supporto della sua tesi il segretario provinciale del Pd ha citato i dati Istat sull’occupazione e sulla ripresa economica nonché la riduzione della pressione fiscale: «1,6 in meno rispetto al passato». «È stata una legislatura della difesa dei diritti», ha detto ancora ricordando su questo tema la riforma della cittadinanza il cosiddetto ius soli. Tema che per Insardà dovrà essere affrontato nella prossima legislatura.
E Wanda Ferro ha puntato sulla serietà del programma del centrodestra: «È un programma che non rincorre chi la spara più grossa rispetto a degli impegni che molto probabilmente non potranno mai essere onorati». E a proposito della ripresa economica l’esponente parla di «forzature» dettate da alcune misure come quella sul precariato che non avrebbe garantito ver crescita. Sugli elementi su cui puntare per creare benessere elenca la promozione del “Made in Italy”: «L’identità di quel patrimonio italiano che sui prodotti può fare la differenza. E lo può fare attraverso il patrimonio culturale e non solo». Poi i temi più cari all’elettorato moderato come quello della famiglia «primo presidio» della società. E per questo ha citato la proposta del contributo a favore delle famiglie «400 euro fino al compimento di 6 anni». Senza dimenticare gli altri argomenti del programma politico del centrodestra tra cui le tasse e la sicurezza. «Iniziative a favore delle forze dell’ordine che tutte le forze politiche hanno solo sulla bocca»
Parentela ha ricordato il sistema del programma partecipato lanciato nell’estate dal movimento attraverso la piattaforma Rousseau che ha portato a un «programma di 20 punti». Tra questi il parlamentare uscente dei 5 Stelle cita il reddito di cittadinanza: «Non è una misura assistenziale ma in realtà una misura per restituire dignità alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese». Ma anche le pensioni minime:  «Mai più pensioni al di sotto dei 780 euro che rappresenta la soglia di povertà». E in tema di occupazione il movimento punta alla “green economy” su cui contano, dice Parentela, «di investire 50 miliardi di euro». «Un settore che creerà vero lavoro e fungerà da moltiplicatore che garantirà nuove entrate anche per lo Stato», afferma. In questo senso cita le fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti e la messa in sicurezza del territorio.
Primerano per “Liberi e Uguali” ha dichiarato quale punto fondante del programma i valori della Costituzione. A partire dal lavoro. «Aumentare le tutele nei confronti di chi non ne ha, piuttosto che diminuirle». E a proposito del diritto allo studio, Primerano ha ricordato la proposta del leader del partito Grassi sulla gratuità delle tasse universitarie: «L’investimento sulla cultura e sui giovani rappresenta un segnale importante a favore di territori come il Vibonese e la Calabria che sono fanalino di coda in termini di ricchezza». E ritornando sul tema del lavoro Primerano non ha risparmiato la prima stoccata al Pd. «Invece di offrire la libertà di licenziare data alle aziende, occorre cercare di agevolarle diminuendo il costo del lavoro».

UN VOTO DA VIBO «Auspico che scelgano il centrodestra sulla base dei risultati offerti dal governo nazionale e, non ultimo, da quello regionale. Che ha visto una Calabria ferma, che non ha avuto nessun rilancio». Da qui Wanda Ferro trae spunto per chiedere un voto ai vibonesi. Un voto dettato anche, dice, dalla coerenza. «Ognuno di noi ha una sua storia politica – dice l’esponente di Fratelli d’Italia – nella coerenza che non sempre alberga in molti esponenti politici soprattutto in questa terra». «Sono una calabrese, sono una vibonese e quel territorio lo conosco molto bene e credo di aver dimostrato sul campo di aver amministrato la cosa pubblica bene».
Il voto al M5S dal territorio vibonese per Parentela dovrebbe arrivare per «un vero cambiamento». E rivendica l’azione del movimento per la tutela dell’ambiente invocando l’eliminazione della prescrizione per i reati ambientali. Cita a questo proposito la vicenda dell’Alaco e della discarica di San Calogero. «È una forza di sinistra, l’unica che può portare le istanze di sinistra in Parlamento». Questa potrebbe essere la motivazione che, secondo Silvio Primerano, potrebbe indurre un vibonese a scegliere “Liberi e uguali”. «Abbiamo una particolare attenzione per alcuni temi come quello del lavoro, dell’uguaglianza sociale – afferma – e su questi temi territori del Vibonese tra i più poveri d’Italia dovrebbero essere sensibili».
La scelta di votare il Partito democratico la motiva il segretario provinciale Insardà: «Il governo Renzi e Gentiloni ha dimostrato con i fatti di essere più vicino al sud e alle politiche a favore del Mezzogiorno. Basta considerare le iniziative per incentivare nuova occupazione, a favore dei giovani e delle imprese». Per questo l’esponente dem afferma che il Pd «ha le carte in regola per rappresentare questo territorio perché siamo stati sempre vicini alla gente e capaci di dare risposte ai tanti problemi che ancora però persistono nel Vibonese».

LA RICETTA PER LO SVILUPPO ECONOMICO Il fondo per il microcredito creato dai 5 Stelle viene citato da Paolo Parentela come esempio virtuoso già adottato dal movimento che indica nell’accesso al credito un dei limiti allo sviluppo del territorio rappresentato da microimprese a carattere prevalentemente familiari: «Vogliamo potenziarlo istituendo una banca pubblica degli investimenti copiando il modello francese per dare forza e coraggio agli imprenditori che vogliono scommettere su se stessi». E in tema di occupazione Parentela introduce il concetto di «lavoro pulito»: «Soltanto sostenendo uno sviluppo sostenibile che rispetti l’ambiente, rispetti la salute dei cittadini e i diritti dei lavoratori allora sì possiamo parlare di vero sviluppo per questo territorio». 
Anche Primerano sullo sviluppo dell’economia regionale punta sulle piccole e medie imprese. Con un’attenzione particolare al settore del turismo. «La Calabria ha un fattore importante a suo favore che è legato alle sue bellezza naturali. Basterebbe solo questo: scegliere la strada della tutela paesaggistica. Lo sviluppo turistico darebbe una spinta forte all’economia». Per fare questo la ricetta offerta dall’esponente di “Liberi e Uguali” è quella della riduzione del costo del lavoro per le imprese per lo più a conduzione familiare. Ma anche la valorizzazione di tutte le risorse enogastronomiche che possono iniziative per allungare una stagione turistica ridotta solo a luglio e agosto.
Insardà rivendica un risultato già ottenuto dal governo di centrosinistra: la Zona economica speciale di Gioia Tauro: «Se ne è
parlato per 30 anni ma nessun governo aveva dato finora l’ok alla creazione. È stata una grande conquista del governo regionale e del presidente Oliverio». E considerando lo sviluppo di Vibo, il candidato di “Liberi e Uguali” ha sottolineato l’importanza sotto il profilo turistico che detiene questo territorio: «Dobbiamo puntare ad allungare il periodo di permanenza dei visitatori perché sul turismo la provincia di Vibo potrebbe offrire vera occupazione per l’intera regione».
Ferro sul tema ha parlato di diverse vocazioni dei territori ma che spesso si riducono a «isole fine a se stesse» mancando un vero collegamento. E su questo ha sollevato i problemi dei collegamenti infrastrutturali di cui la provincia e la Calabria soffre: «Per arrivare in alcune località ci sono ancora grandi difficoltà». E ritornando sul tema del settore turistico Ferro sottolinea l’assenza di programmazione da parte della Regione: «Al di là di una legge sul golf da quando sono in Consiglio non ho visto un granché». Sempre su questo tema Ferro bacchetta: «Parlare con serietà di quello che si intende fare, perché finora di vero turismo in Calabria aimè non se ne vede». 

 

ALLEANZA «La politica è fatta di sintesi tra posizioni politiche non troppo contrapposte. Sicuramente trovare delle forze politiche con le quali condividere alcuni punti programmatici si può fare». È Primerano il primo ad aprire la porta ad alleanze post voto. Ma ad alcune condizioni: «Liberi e Uguali nasce per un desiderio di discontinuità rispetto a determinate politiche». Poi un riferimento che suona come una sorta di ponte ai 5 Stelle: «Ricordo che il reddito minimo garantito è stato anche un cavallo di battaglia di Sel».
E sulle alleanze Insardà taglia corto: «Non credo che si debba parlare del dopo elezioni. Ma del presente in cui ci vede contrapposti in modo chiaro agli estremismi, al populismo e quelle forze come la Lega che non c’entrano nulla con il Sud». Il riferimento così diviene netto anche sul futuro: «Nessun governo con chi è contro l’Europa».
Anche Ferro lancia un messaggio: «Speriamo che si possa avere un governo di stabilità». E poi spezza una freccia a favore dell’alleato del Nord: «Parte da temi che sono all’ordine del giorno come la sicurezza che riguarda tutti», senza però tralasciare una citazione all’opera del ministro Marco Minniti. Poi l’invito ad andare a votare: «È importante per il cittadino fare una scelta per non delegare a nessuno le proprie idee». 
Sulle alleanze Parentela lancia un proclama: «Siamo gli unici ad avere un candidato premier, un programma partecipato con molto anticipo rispetto agli altri partiti ed ad avere una squadra di governo prima delle elezioni. Speriamo che gli elettori ci scelgano. Ma se non dovessimo raggiungere la maggioranza faremo un appello pubblico a tutti i partiti per un’alleanza sui temi e non sulle poltrone».

VALUTAZIONE GIUNTA OLIVERIO Dal segretario provinciale del Pd arriva un endorsement al governatore: «Nei due anni e mezzo che restano questa giunta darà dei risultati molto chiari e netti ai calabresi». E giù l’elenco degli obiettivi centrati: «Tanti soldi investiti in Calabria grazie anche ai finanziamenti ottenuti dal governo» ma anche «essere riusciti a fare la rotazione dei dirigenti non è cosa da poco». Viceversa arriva la bocciatura di Wanda Ferro: «È un’esperienza fallimentare sia sotto profilo politico, che nelle politiche adottate». Senza dimenticare la gestione della sanità «con le contrapposizioni continue con il commissario Scura» e le nomine di «commissari che vengono prorogati oltre la misura consentita per dargli la possibilità di divenire direttori generali che mandano i deficit le Asp».
Sulla stessa nota la valutazione di Paolo Parentela che giudica l’operato della giunta Oliverio come «totalmente fallimentare». «Ci siamo proposti in modo costruttivo più volte con Oliverio, ma ci ha sempre sbattuto la porta in faccia». Il riferimento è soprattutto al piano di rientro del debito sanitario. Aspetto più volte sottolineato dall’esponente pentastellato: «Regione Calabria totalmente assente sulle denunce che abbiamo fatto sul settore». Come la gestione dei rifiuti.
«Non possiamo esprimere sicuramente un giudizio positivo – dice Primerano che ha ripercorso anche la vicenda dell’alleanza poi venuta meno tra Sel e Pd -. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche se non credo che una giunta di colore diverso possa essere una soluzione, visto che ci sono state esperienza pregresse anche più fallimentari».

LOTTA ALLE ‘NDRINE «Occorre che ci sia anche una rivoluzione culturale rispetto a quella politica che tiene sempre il cittadino sotto il bisogno». Così Wanda Ferro risponde alla domanda di Pietro Bellantoni sulla legalità e il rispetto delle regole. E sulla lotta alle mafie l’esponente di Fratelli d’Italia chiede una «riforma delle norme sullo scioglimento dei consigli comunali». Parentela cita la riflessione di Paolo Borsellino: «Non possiamo semplicemente dire che devono occuparsi i magistrati di combattere la mafia. La mafia devono combattere la società civile e in prima linea ci devono essere i partiti». Su questo terreno l’esponente pentastellato fa riferimento al «clientelismo diffuso» e alla corruzione nella pubblica amministrazione su cui rivendicano iniziative legislative già adottate. «La questione della ‘ndrangheta è culturale – dice Primerano -. Quindi occorre investire sulla scuola, sugli insegnanti e conseguentemente sulle nuove generazioni che saranno la classe dirigente futura». Secondo l’esponente di “Liberi ed uguali” questa è una battaglia «sulla quale nessuno si può esimere». E poi lancia un appello alla politica per «un’attenzione particolare nella composizione delle liste elettorali».
Insardà sul tema della lotta ai clan ringrazia l’attività dei magistrati e delle forze dell’ordine. E poi lancia un messaggio: «Fare lo ‘ndranghetista non fa guadagnare un granché» e «l’esempio deve venire dalla politica». Sulla questione degli scioglimenti per infiltrazioni mafiose dei consigli comunali il segretario provinciale dem di Vibo esprime una riflessione: «Non si può colpire solo la parte politica e così mandare a casa i sindaci quando i reati vengono commessi da dirigenti o funzionari dell’amministrazione. Lì il dirigente resterà al suo posto. Bisogna trovare una strada affinché venga fatto un repulisti serio in quelle amministrazioni».

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