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I ritardi (epici) dei treni e il silenzio dell’assessore iperpresenzialista

di Paolo Pollichieni

Pubblicato il: 03/04/2018 – 20:00
I ritardi (epici) dei treni e il silenzio dell’assessore iperpresenzialista

Prendere il treno nel lunedì di Pasquetta non fa piacere a nessuno. Purtroppo molti calabresi debbono, tuttavia, fare di necessità virtù e, per trascorrere qualche giorno tra i propri cari e poi tornare nelle rispettive sedi in tempo per riprendere il proprio lavoro, sono costretti a sobbarcarsi una Pasquetta in treno.
Magari chi se lo può permettere, viste le tariffe, per racimolare qualche altra ora di vacanza partecipa alla lotteria per conquistare un posto sui rari convogli “Freccia Bianca”, che ti assicurano (sulla carta) un trasporto celere e confortevole: poco più di tre per arrivare nella Capitale, se parti da Lamezia. Circa due ore in più se parti, invece, da Reggio Calabria.
Non è andata così per gli avventurosi passeggeri del Freccia Bianca 8878, la cui “corsa” è finita a Sapri. Qui hanno atteso cinque ore prima di riprendere il cammino per Roma, dove sono alla fine giunti quando ormai albeggiava.
Motivi del maxi ritardo? Andiamo per esclusione: non è stata la neve e nemmeno le mareggiate. Niente pioggia e niente smottamenti. Nessun incidente e nessun suicidio. E allora? È stato un “guasto infrastrutturale”, si sono sentiti dire i viaggiatori. Pare che la traduzione sia molto banale: mancanza di energia elettrica sulla tratta. E infatti anche altri convogli ferroviari sono rimasti immobilizzati sui binari.
Oggi aspettavamo una nota, un accenno di scuse, un qualcosa di garbato da parte della Regione Calabria verso le vittime di questo ennesimo disservizio e di questa ulteriore prova di protervia da parte del “padrone delle ferriere”.
Invece assolutamente nulla. Eppure l’assessore tecnico-teorico-adamitico Roberto Musmanno è uno che non lesina certo interventi pubblici e comunicati stampa. Anzi! È presenzialista al limite dello stalkeraggio: recentemente, il due marzo scorso, ha regalato ai calabresi una lunga nota per raccontare di aver tagliato il nastro che inaugurava la chiusura (proprio così, da noi ormai la politica si dedica anche alla inaugurazione delle… chiusure) di ben due passaggi a livello in agro di Sibari. Per l’occasione era ospite dell’assessore Musmanno niente popodimenochè il responsabile del “Programma soppressione passaggi a livello e risanamento acustico”, ingegnere Gianluigi De Carlo. Giuro, parola di lupetto, che è tutto vero!
Tuttavia non ce la sentiamo di condannare l’assessore tecnico-teorico-adamitico Musmanno per non avere difeso i calabresi chiedendo conto del suo ennesimo oltraggio al “padrone delle ferriere”. Siamo nell’eterna vigilia di un rimpasto della giunta regionale. In questa fase sarebbe da folli inimicarsi gli amici delle Ferrovie che alla Cittadella sono gradi ospiti e brillanti sodali. Eppoi, parliamoci chiaro, il danno è contenuto: sei ore di ritardo non hanno rovinato la festa ai calabresi.
La Stampa di Torino ci rassicura che il record resta tutto nostro, lo abbiamo stabilito il 26 febbraio scorso con l’Intercity IC 794: ha impiegato 29 ore per coprire la tratta tra Reggio Calabria e Torino.

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