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Condanna Scopelliti, Santelli: «Orrore giuridico». Il Pd: «Fine di un'era opaca»

La deputata esprime dissenso per quella che definisce una sentenza ingiusta. Mentre i dem sottolineano: «Eravamo dalla parte giusta». Dieni (M5S): «Modello amministrativo spazzato via da popolo e m…

Pubblicato il: 05/04/2018 – 11:31
Condanna Scopelliti, Santelli: «Orrore giuridico». Il Pd: «Fine di un'era opaca»

REGGIO CALABRIA «La condanna inflitta a Peppe Scopelliti è un orrore giuridico: 4 anni e sette mesi per falso in atto pubblico, per la redazione del bilancio comunale, inflitti a un sindaco, è una decisione che non ha precedenti nel nostro Paese». Lo dichiara la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia Jole Santelli.
«Nel prendere atto di una sentenza definitiva – continua -, non possiamo però non esprimere il dissenso verso una condanna che ci appare ingiusta, che costituisce un vulnus fra la funzione amministrativa e quella politica così come delineata dalla legge Bassanini. È pertanto una brutta pagina per la giustizia italiana quella che si è scritta».
IL PD: «ERAVAMO DALLA PARTE GIUSTA» Anche il Pd calabrese commenta la sentenza di condanna dell’ex governatore, rivendicando le battaglie dei suoi esponenti quando Scopelliti era sindaco di Reggio Calabria. «L’epilogo giudiziario del caso Fallara, con la condanna in Cassazione di Giuseppe Scopelliti e la contestuale applicazione della pena detentiva certifica in modo definitivo la stagione buia che Reggio Calabria è stata costretta a vivere e che per anni è stata denunciata – spesso in solitudine – dal Pd all’interno del Consiglio comunale della città dello Stretto grazie in particolare ai due consiglieri Sebi Romeo e Demetrio Naccari Carlizzi, i quali all’epoca hanno presentato un dettagliato esposto in Procura e sono stati testimoni chiave nel processo». «Oggi arriva – continua la nota –, una pietra tombale, il giudizio terzo della magistratura che inchioda un intero sistema politico alle proprie responsabilità e ne condanna, senza possibilità di dubbio alcuno, un disinvolto e spregiudicato modo di agire pubblico, un perverso e opaco rapporto con il potere. Per molto tempo, di fronte alle nostre ostinate denunce, ci è stato risposto che Reggio Calabria era diventata la nuova capitale del benessere e che il Pd dall’opposizione portava avanti battaglie politiche di retroguardia o, peggio ancora, di ostilità alla comunità reggina. Invece, i fatti sono ostinati e oggi ci dicono che eravamo dalla parte giusta. Ci auguriamo, a questo punto, che questa vicenda, nel suo carico di gravità, possa essere d’insegnamento e disseminare in tutte le articolazioni della società calabrese e reggina in particolare i necessari anticorpi per un impegno e una dedizione totali ai valori della legalità e della corretta amministrazione».
DIENI: «FINE DI UN’EPOCA» E la deputata del M5S Federica Dieni sostiene che «non bisogna mai esultare né compiacersi per la condanna definitiva di un uomo, ma è del tutto evidente che la sentenza della Cassazione su Giuseppe Scopelliti mette fine a una lunga e nefasta epoca, di cui hanno fatto le spese Reggio e la Calabria intera». «L’ex governatore – continua la parlamentare – dovrà ora scontare la sua pena e gli auguriamo di affrontare questa difficile prova esistenziale con la forza d’animo necessaria. Dal punto di vista politico, tuttavia, non possiamo esimerci dal constatare come un preciso modello amministrativo, e l’intera classe dirigente asservita a quel paradigma, sia stato definitivamente spazzato via dal giudizio popolare, prima, e dalla magistratura, adesso». «Le ultime elezioni del 4 marzo – conclude Dieni – hanno dimostrato che in Calabria è forte la voglia di rinnovamento, che i cittadini hanno deciso di dire basta ai sistemi di potere, al dirigismo degli uomini soli al comando, alle pratiche clientelari e torbide degli ultimi anni. Questa regione e la mia Reggio vogliono lasciarsi il passato alla spalle e iniziare una nuova epoca: forse meno luccicante, ma più concreta e più attenta ai bisogni degli individui».
ALEMANNO: «HA ALTERATO I BILANCI DA SOLO?» «Non abbiamo ancora letto le motivazioni della sentenza della Cassazione che ha condannato Peppe Scopelliti e quindi non conosciamo gli elementi giuridici che hanno impedito alla Suprema Corte di ribaltare completamente le decisioni del primo e del secondo grado. Ma rimane il fatto che si condanna un sindaco, insieme ai revisori dei conti, per un bilancio che era passato al vaglio della Giunta e del Consiglio comunale, nonché degli uffici tecnici ed amministrativi del Comune. Scopelliti ha alterato quei bilanci da solo, con la sola complicità dei revisori e di un unico dirigente morto in circostanze misteriose? Tutto il resto del Comune di Reggio Calabria non ha visto e non ha saputo nulla? Si può scaricare sulle spalle di un solo decisore politico scelte ed elaborazioni tecniche di carattere fortemente specialistico? Tutte queste domande rimangono senza risposta per una vicenda su cui bisognerà scavare ancora molto per conoscere la realtà. Per questo esprimo la mia solidarietà umana e politica nei confronti di Peppe Scopelliti nella speranza che un giorno la verità venga ristabilita». Lo dichiara in una nota il segretario del Movimento Nazionale Gianni Alemanno.

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