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LO SFASCIO | «Primarie tra Oliverio e Guccione»

Il consigliere dem lancia la sfida. E Romeo assicura: il governatore non si tirerà indietro. Polemiche sulla nuova giunta e sulla tenuta della maggioranza. L’ex assessore: «Finita un’esperienza». I…

Pubblicato il: 21/04/2018 – 12:59
LO SFASCIO | «Primarie tra Oliverio e Guccione»

LAMEZIA TERME «La candidatura di Oliverio non è automatica. Se accetterà di correre alle primarie mi candiderò anch’io con un progetto diverso, che preveda una sinergia tra civismo di sinistra e partiti. E l’obiettivo è vincere per lavorare a vincere. Nel corso dell’ultima puntata e “Lo Sfascio”, Carlo Guccione ha lanciato la sua sfida al governatore in vista delle regionali del 2019. In studio anche il capogruppo del Pd in Regione, che ha subito replicato all’ex assessore: «In tanti chiedono a Oliverio di ricandidarsi. Le primarie si possono fare, il presidente non si tirerà indietro». Romeo ritiene «auspicabile» che Oliverio si ricandidi per «continuare il lavoro di riforme avviato» e mostra di essere d’accordo con Guccione sulla necessità di puntare sul civismo. «Stiamo già preparando gli incontri, poi vedremo cosa fare con le liste. Uno dei fallimenti del Pd è stata la presunzione dell’autosufficienza», ha ammesso il consigliere dem.
Durante la trasmissione condotta da Pietro Bellantoni è stato affrontato anche il caso della “cacciata” di Guccione dalla maggioranza. «Io espulso? La maggioranza la decidono i calabresi, non Oliverio». Un governatore, a parere del politico cosentino, delegittimato dal risultato del voto del 4 marzo: «C’è stata una valanga che ha messo fine a un’esperienza. La verità è che siamo già al dopo-Oliverio. E questo si avverte anche quando si va alla Cittadella: siamo in una fase nuova in cui si cerca chi potrà essere il nuovo presidente della Regione». Esizione, secondo Guccione, è stata la gestione del dossier sanità, con Oliverio che aveva promesso di incatenarsi per chiedere la fine del commissariamento senza poi tenere fede al suo proposito.
«Sulla sanità – ha risposto Romeo – abbiamo registrato impotenza della democrazia calabrese. Oliverio si è espresso contro questo sistema ed è grave che una legge applicata in Campania non sia stata rispettata in Calabria».
Guccione e Romeo hanno però trovato un punto d’intesa rispetto alle responsabilità sulla vicenda da parte del loro stesso partito. «C’è stata – ha detto ancora il capogruppo – una contraddizione tutta interna al Pd. Voglio sapere quali sono i poteri che hanno impedito una svolta nella sanità calabrese. Ce lo devono dire perché in ballo c’è il diritto alla salute dei calabresi».
Quanto alla mancata presentazione della nuova giunta regionale al Consiglio, Guccione ha lanciato bordate all’indirizzo di Oliverio: «È stato uno sgarbo istituzionale che testimonia una certa tensione politica. Ci sono evidenti difficoltà di tenuta della maggioranza. Senza un chiarimento politico vero, a 19 mesi dalla fine della legislatura, rischiamo di andare a sbattere e nessuno si salverà».
«È necessario discutere», ha ammesso Romeo, che però ha negato la crisi del centrosinistra: «Le critiche esistono, ma queste devono esercitarsi nel merito delle questioni. Dobbiamo evitare il teatrino».
Guccione ha però rincarato la dose: «Non ci sono sedi del partito per discutere di questioni di questo tipo. Si ha paura della discussione. Abbiamo fatto una sola riunione di gruppo in tre anni e mezzo. Non riusciamo a confrontarci, siamo stati commissariati».
«Il gruppo sarà convocato, non ho difficoltà», ha subito replicato Romeo, convinto che la priorità sia raccogliere i risultati di questi 3 anni di legislatura, con i consiglieri regionali che «devono fare uno sforzo in questo senso».
Posizione diverse anche sul congresso del Pd. Guccione è lapidario: «A Roma mi dicono che non si farà, perché è inconcepibile farlo prima di quello nazionale. E comunque siamo una forza residuale, non risolveremo i nostri problemi chiamando poche migliaia di calabresi nei gazebo. Rischiamo di avere più votanti al congresso che voti nelle urne».
Romeo, invece, dimostra di crederci e insiste su congresso «vero, partecipato, trasparente, che renda contendibile il Pd».
https://www.youtube.com/watch?v=Y5ZG6nj9BY8&list=UUgeKpgq9q1yNdjUVUWd0XrQ

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