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«L’Agenda digitale gestirà appalti milionari senza un “vero” dirigente»

Attorno al neonato dipartimento si concentrano interessi e attenzioni. La Cisal solleva dubbi: «È retto da un manager a interim, che si divide tra informatica e sanità»

Pubblicato il: 22/04/2018 – 1:10
«L’Agenda digitale gestirà appalti milionari senza un “vero” dirigente»

CATANZARO «Alla Regione Calabria nessuna scelta sembra essere dettata dai principi della ragionevolezza e del buon senso». È così che la Cisal commenta la decisione assunta dall’amministrazione regionale di istituire un nuovo settore, quello dell’Agenda Digitale, ma di lasciarlo, forse volutamente, acefalo. «Prendiamo un settore – argomenta il sindacato – munito di una struttura ben attrezzata e rifornito di una ragguardevole dotazione finanziaria. Lo si incrementa assegnando personale con competenze specifiche trasferito da altri settori, il buon senso imporrebbe di dotarlo anche di una guida pronta a dirigerlo, e invece? Invece, il settore risulta attualmente privo di un dirigente o, per meglio dire, ne è dotato ma non a tempo pieno e con tutti i crismi dell’ufficialità». L’Agenda Digitale ha, infatti, un dirigente a interim da spartire, peraltro, con il dipartimento Tutela della Salute e di stanza a Reggio Calabria. Il dirigente in questione, che regge le sorti di due diversi settori della Regione Calabria ma sempre in qualità di facente funzione, è incaricato infatti del governo dei flussi informativi, del monitoraggio dei Lea e della mobilità sanitaria. «Già questo compito – legge nella nota del sindacato – ci appare abbastanza gravoso, considerate le disastrate condizioni in cui versa la sanità regionale, e dovrebbe indurre a non appesantirne ulteriormente il carico di lavoro affidandogli la gestione di un settore parimenti impegnativo oltreché strategico. L’Agenda Digitale è, infatti, un dipartimento che per finalità e obiettivi risulta essere ad altissimo rischio di corruzione. Possiede, infatti, una dotazione finanziaria consistente da cui discende la responsabilità di raggiungimento di traguardi rilevanti. È dotato, inoltre, di una struttura costosa e composta da nove membri, che impegnerà per le annualità 2018, 2019 e 2020 un totale di 982.880 euro a valere sui fondi europei, priva però proprio della figura apicale, chiamata per sua natura ad imprimere una linea di indirizzo e ad esprimere una strategia amministrativa».
«Il ruolo del dirigente – si domanda il sindacato – non dovrebbe essere quello di accompagnamento per i propri collaboratori nella gestione amministrativa del settore? Chi coadiuva, quindi, effettivamente questa struttura? Il dirigente si trova nelle reali condizioni di garantire la giusta attenzione e il dovuto impegno a settori tanto delicati? Crediamo che non siano affatto da sottovalutare le responsabilità che gravano in capo a un solo dirigente nell’amministrare due distinti dipartimenti; proprio in ragione di ciò sarebbe consigliabile che questi optasse per la gestione di uno o dell’altro dei due settori in maniera da garantire un’azione maggiormente incisiva. A volerla dire tutta, l’Agenda Digitale possiede però anche un altro (triste!) primato: è uno dei settori della Regione Calabria per il quale è stata espletata una manifestazione d’interesse finalizzata al conferimento dell’incarico di dirigente, chiamato però successivamente a svolgere la funzione dirigente generale, in qualità di reggente, al dipartimento Presidenza». La Cisal si pone alcuni interrogativi. «Perché un settore tanto nevralgico per il raggiungimento di obiettivi che si riflettono anche sulla quantità e qualità della spesa dei fondi comunitari è lasciato senza una solida guida? Vi è una valida ragione che possa giustificare questa disattenzione? La stessa Regione ha, infatti, chiarito che “compito della struttura è quello di garantire e accompagnare il necessario processo di innovazione digitale sulla base di un preciso programma strategico che consenta di allineare la Calabria agli standard europei”. La logica e il buon senso indurrebbero, dunque, a dotare un settore tanto importante quanto l’Agenda Digitale di un dirigente. È evidente, però, che alla Cittadella si adottano principi di tutt’altra natura. Non sorprende, dunque, che non desti indignazione il fatto che il settore Agenda Digitale sia tuttora dotato di un dirigente ad interim. È inevitabile dedurne che dietro le ragioni di una tale scelta vi siano interessi eterodiretti». 
Il sindacato si chiede, infatti, se la Regione «si stia avvalendo di una controfigura, che la nomina di un dirigente nel pieno delle sue funzioni, invece, intralcerebbe? Dal momento che ogni interrogativo da noi finora posto e indirizzato a far luce sui discutibili metodi di gestione del settore Agenda Digitale attende ancora una risposta, chiediamo a chi è in procinto di elaborarle di aggiungere anche gli interrogativi fino ad oggi sollevati. Quale interesse si nasconde dietro l’urgenza che ha accompagnato fin dall’inizio l’istituzione dell’Agenda Digitale e che ha visto repentini trasferimenti di competenze da un settore a un altro sulla gestione di appalti milionari? A chi può far comodo la creazione di un settore acefalo, privo di guida ma, al contempo, rifornito di una sostanziosa dotazione finanziaria? Si tratta di una strategia ben congegnata architettata assecondando non i principi della ragionevolezza e del buon senso ma interessi forse inconfessabili? Qui non sono ovviamente in discussione le capacità del dirigente ad interim. C’è però solo da augurarsi che la triste vicenda dell’Agenda Digitale – chiosa la Cisal – possa trovare al più presto una soluzione acquisendo un dirigente, non ad interim, o dobbiamo pensare che a portare a termine i compiti assegnati alla nuova task force sia il responsabile amministrativo della struttura?».

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