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Parco eolico, la Regione si salva dal maxi risarcimento

Bocciata dal Tar la richiesta della Tozzi Green, che chiedeva 24,4 milioni (scesi a 4 davanti ai giudici). Il Tribunale critica le lentezze della burocrazia. Ma la difesa dell’Avvocatura e una peri…

Pubblicato il: 27/04/2018 – 18:04
Parco eolico, la Regione si salva dal maxi risarcimento

CATANZARO La richiesta di risarcimento ipotizzata nella consulenza tecnica di parte era mostruosa: 24,4 milioni di euro. Davanti al Tar le pretese della Tozzi Green spa si sono ridimensionate fino a 3,9 milioni di euro ma la mancata realizzazione di un parco eolico a Borgia rischiava, comunque, di diventare un salasso per le casse della Regione. Troppo lenta a definire l’iter di una pratica iniziata nell’era d’oro degli incentivi e accantonata nel 2013 dopo un lungo tira e molla tra la burocrazia e l’azienda. È andata bene: la difesa dell’Avvocatura regionale e i rilievi tecnici del Nucleo di Valutazione di impatto ambientale hanno convinto i giudici e “salvato” la Cittadella regionale da un esborso pesantissimo.
Il nodo dell’affermazione giudiziaria sta tutto nel “no” tecnico fornito al progetto: perché – per la magistratura amministrativa – è vero che i ritardi ne hanno ostruito la fattibilità, ma sul piatto della bilancia pesa di più la circostanza che quel parco eolico non s’aveva da fare per via delle sue caratteristiche tecniche e dell’impatto sull’habitat del Catanzarese.
Il collegio giudicante, infatti, critica «la complessiva condotta serbata dalla Regione Calabria», che si è materializzata in «lungaggini» e «“stalli” procedimentali». Ma ricorda che il parere dei tecnici solleva rilievi «ostativi alla effettiva praticabilità dell’intervento eolico in ragione, ad esempio, della contenuta distanza degli impianti dai fabbricati e centri abitati limitrofi (“appena 2-3 km in linea d’area dal centro storico di Squillace, meno di 2 km dal centro storico di San Floro e appena 6,5 km dai Ruderi della Basilica della Roccelletta producendo un vistoso impatto da pregevoli punti di belvedere quali gli spazi pubblici dei su citati siti”)». Insomma, nel quadro «non appare possibile escludere con certezza assoluta che la “rinuncia” della società alla realizzazione del progetto possa ricondursi, almeno in parte, come affermato dalla difesa della regione, “alla pregnanza degli insuperabili rilievi tecnici che hanno condotto al negativo parere Via”». Ce n’è abbastanza per respingere la richiesta di risarcimento della Tozzi Green spa. E salvare le finanze della Regione. (ppp)

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