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«Il lavoro non può essere una strage»

A Carfizzi la celebrazione del Primo Maggio dei sindacati confederali. Il tema della giornata è quello della sicurezza. Deposta una corona per i caduti della strage di Fragalà. Landini: precariato …

Pubblicato il: 01/05/2018 – 12:42
«Il lavoro non può essere una strage»

CARFIZZI È iniziata con una tappa a Melissa, per la deposizione di una corona da parte di Cgil, Cisl e Uil al cippo che ricorda i caduti della strage di Fragalà del 1949, la celebrazione del Primo Maggio in Calabria, che si sta svolgendo a pochi chilometri di distanza, a Carfizzi, e che ha per tema “Sicurezza, il cuore del lavoro. Alla manifestazione sono presenti il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini; il segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra e il segretario generale della Feneal Uil, Fabrizio Pascucci. A seguire i rappresentanti nazionali dei sindacati e i segretari generali regionali Angelo Sposato (Cgil), Paolo Tramonti (Cisl) e Santo Biondo (Uil) hanno raggiunto Carfizzi per partecipare al corteo che si è snodato fino alla “Montagnola” luogo di ritrovo storico delle popolazioni locali che da un secolo esatto celebrano in questo luogo la festa del Primo Maggio. Tema centrale della giornata è quello della sicurezza sul lavoro. «Abbiamo scelto – ha detto Landini – di dedicare questa giornata alla denuncia delle morti sul lavoro. Un fenomeno in aumento come dimostrano i dati relativi ai primi quattro mesi di quest’anno e che ci danno la dimensione di una strage. Bisogna agire per creare lavoro di qualità e combattere la precarietà».

LANDINI: «PRECARIATO FRUTTO DI POLITICHE SBAGLIATE» «Il lavoro non c’è e quando c’è è precario e questo in genere mette paura tra le persone. Un qualcosa che, dal nostro punto di vista, è frutto delle politiche sbagliate che sono state attuate in questi anni», ha proseguito Landini. «In particolare – ha aggiunto  – c’è bisogno di rilanciare gli investimenti pubblici e di avere un’idea diversa del paese e del Mezzogiorno. Per parlare di grido d’allarme è già tardi perché i segnali sono già arrivati da tempo sia sul piano elettorale sia su quello del lavoro che non c’è più. Si pensi che sono più gli italiani che vanno a lavorare all’estero che gli stranieri che vengono a lavorare in Italia checché ne dica qualche esponente politico. E questo dovrebbe fare riflettere tutti».
SBARRA: INVESTIMENTI PER SICUREZZA E SUD «Qui, dal nostro Sud, a Carfizzi, luogo di lotte contadine contro lo sfruttamento e il caporalato, vogliamo lanciare un messaggio forte a tutte le istituzioni e alla politica: la sicurezza nei luoghi di lavoro impone una svolta, un’azione decisa e coordinata con le articolazioni della società per dare risposte a un’emergenza nazionale che presenta ancora al Mezzogiorno le ferite più dolorose». Così Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, intervenuto questa mattina a Carfizzi nel comizio per la celebrazione del Primo Maggio.
«Il sindacato – ha aggiunto – deve essere maggiormente coinvolto in una strategia ben declinata sui territori. Servono più ispezioni, e più ispettori. Ma soprattutto ci vuole la capacità da parte delle istituzioni di orientare i controlli in maniera più mirata e intelligente. Per questo la cooperazione con il mondo del lavoro è determinante».
«Il Mezzogiorno – ha sottolineato ancora Sbarra – può diventare la più rilevante opportunità di rilancio per l’economia italiana ed europea, ma per il momento rappresenta la più grande occasione persa. Dobbiamo partire dalla più strategica delle risorse: il capitale umano».
«Il lavoro dignitoso è la colonna su cui si regge lo sviluppo e la precondizione essenziale per prosciugare il bisogno di cui si nutre il cancro della criminalità organizzata. Ognuno deve fare la sua parte. I leader si partito guardino bene le bandiere unite del sindacato. E si rendano conto che la politica ha molto da imparare da questa società e dal nostro Sud», ha concluso il sindacalista.

Mario Oliverio e Luigi Sbarra

IL SUD E IL PAESE Anche il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, ha celebrato il Primo Maggio a Carfizzi, da sempre un luogo simbolico per eccellenza. In località “Montagnella” cento anni fa i braccianti agricoli del Crotonese festeggiarono la prima festa del Lavoro. «Ringrazio -ha detto Oliverio nel corso del suo breve saluto- Cgil, Cisl e Uil che hanno deciso di festeggiare quest’anno il Primo Maggio alla Montagnella, un luogo simbolico e carico di significato per i nostri braccianti agricoli. Per la Calabria e per il Mezzogiorno il lavoro, o meglio, la mancanza di lavoro, è la vera, unica, grande questione, il nodo centrale da affrontare e risolvere. Il dato della disoccupazione giovanile è una grande piaga che deve essere affrontata senza tentennamenti e perdite di tempo. Senza lavoro non ci può essere nessuna ripartenza, nessuna prospettiva, nessuna possibilità di riscatto e di crescita. Il fatto che le organizzazioni sindacali abbiano scelto di festeggiare la Festa del Lavoro qui, in questo luogo altamente simbolico, teatro di mille lotte, lo considero un grande impegno ed una grande attenzione verso la Calabria e il Mezzogiorno. La nostra terra e l’intero meridione ripartono se c’è lavoro, ma esso si crea  se c’è un grande piano nazionale di investimenti per creare lavoro al sud, per arrestare l’emorragia che è rappresentata da tantissimi giovani che abbandonano la propria terra dopo aver studiato e acquisito una laurea nelle nostre università. Io credo -ha concluso il presidente della Giunta regionale- che il Sud e la Calabria possono diventare una grande risorsa per il Paese, a condizione che vengano assunti come cuore delle politiche nazionali.  Il messaggio che parte oggi dalla Calabria, dalla Montagnella, è un messaggio forte e chiaro e chiede al Paese di riaccendere i riflettori sul Sud e sulla Calabria con la chiara consapevolezza che se riparte il Mezzogiorno, riparte l’intero Paese»

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