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Agenzia delle dogane, a Palazzo San Giorgio preferiscono il pennacchio

Stabilire la sede della direzione regionale a Catanzaro vuol dire portare in Calabria ciò che prima era allocato a Napoli. Non significa togliere qualcosa a Reggio, anzi

Pubblicato il: 07/05/2018 – 18:18
Agenzia delle dogane, a Palazzo San Giorgio preferiscono il pennacchio

In riva allo Stretto tra le tante pessime abitudini alle quali quella classe dirigente ci ha abituati, rimane anche quella di urlare allo scippo ed evocare le barricate, ogni volta che qualche capopopolo deve tirarsi fuori dall’angolo.
È il turno dell’Agenzia delle dogane che, secondo il sindaco reggino è stata tolta alla città metropolitana per andare in dote all’odiata Catanzaro. Vediamo se è vero, ma preliminarmente non si può prescindere dal ricordare che anche contro questo autoisolamento, fatto di “rapporti alla città” e polemiche infuocate al limite della paranoia, ebbe a lottare in maniera convinta, elegante e audace Italo Falcomatà.
Altro sindaco e altri tempi.
Spesso questo ricordo ci ha fatto velo, ragione per cui fin qui abbiamo evitato di fornire qualche notizia sulla vicenda dell’Agenzia delle dogane, ovviamente notizia ufficiale e documentata, ché di chiacchiere populiste ne abbiamo già di troppe.
Partiamo da un dato: attualmente la Direzione dell’Agenzia delle dogane ha competenza su Campania, Basilicata e Calabria e non ha sede né a Reggio Calabria, né a Catanzaro. Bensì è allocata in quel di Napoli in via De Gasperi al numero civico 20. Opera, invece, in Reggio, e continuerà a farlo, il “Distretto di Reggio Calabria” con un direttore ad interim. Da tale “Distretto” dipendono l’Ufficio delle dogane di Catanzaro (con sedi operative a Cosenza, Corigliano, Crotone e Aeroporto di Lamezia Terme); l’Ufficio delle dogane di Gioia Tauro; l’Ufficio delle dogane di Reggio Calabria (con sedi operative all’Aeroporto dello Stretto e a Vibo Valentia).
L’aumento delle funzioni assegnate all’Agenzia e soprattutto l’affiancamento dei Monopoli alle Dogane, ha imposto una ridefinizione delle strutture territoriali. In questa ottica, il Mef ha approvato in data 26 aprile il nuovo Statuto e il nuovo Regolamento di Amministrazione. Il via libera definitivo è arrivato dopo due passaggi in Comitato di Gestione e un processo di ascolto e condivisione durato sei mesi. La riorganizzazione dà piena attuazione ai principi di autonomia ed efficienza inscritti nella riforma delle agenzie varata nella precedente legislatura.
In particolare l’articolo 6 comma 3 del nuovo Regolamento, istituisce la “Direzione Regionale Calabria con competenza sul territorio delle regioni Calabria e Basilicata, con sede a Catanzaro”; tale direzione è di livello dirigenziale non generale. La Direzione Regionale Calabria, dice il regolamento, è organizzata nei seguenti Uffici di livello dirigenziale non generale: Ufficio Risorse (che si occupa della gestione del personale, dell’amministrazione e delle finanze, dei servizi legali e del contenzioso a livello regionale); Ufficio Procedure e Antifrode (che si occupa del coordinamento dell’attività di controllo e delle attività di repressione degli illeciti amministrativi e dei reati tributari ed extratributari, secondo gli indirizzi e le direttive della Direzione Antifrode, nonché delle procedure relative ai diritti doganali, alle accise, ai giochi e ai tabacchi). In altri termini, l’istituzione della sede della direzione regionale a Catanzaro significa portare in Calabria ciò che prima era allocato a Napoli. Non significa togliere a Reggio ciò che prima era allocato a Reggio.
Non bastasse, il nuovo regolamento con riferimento alla configurazione degli uffici decentrati, con l’art. 7 stabilisce che le funzioni operative dell’Agenzia saranno svolte da strutture locali di livello dirigenziale non generale denominate Uffici delle Dogane e dei Monopoli (UDM), che potranno essere organizzati sul territorio in Sezioni Distaccate nell’ambito territoriale di ciascuna Direzione Regionale. Il numero, la dimensione e la competenza territoriale degli Uffici delle Dogane e dei Monopoli saranno determinati «tenendo conto della domanda effettiva e potenziale, sulla base di parametri quali il numero e la tipologia degli utenti, il tessuto socio-economico e le esigenze di diffusione dei servizi agli utenti, in relazione anche alla maggiore o minore facilità di comunicazioni nelle diverse aree territoriali. Nei comuni maggiori può essere istituito più di un Ufficio».
Tirando le somme abbiamo che, applicando i criteri previsti dal nuovo Regolamento, la nuova articolazione territoriale dell’Agenzia non potrà che favorire proprio la provincia di Reggio Calabria, tant’è che l’agenzia sta utilizzando la graduatoria di idonei di altre amministrazioni per assumere personale, a Reggio Calabria e Gioia Tauro in particolare. Tutto questo, però, se si vuole distinguere la sostanza dal pennacchio. Ma è notorio che dalle parti di Palazzo San Giorgio preferiscono il pennacchio.

Pa. Po.

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