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Rifiuti, Guccione incalza Oliverio: «A che punto è l'attivazione degli impianti?»

Il consigliere regionale ha presentato un’interrogazione per sapere cosa succederà al termine dell’ordinanza straordinaria: «Non ancora noti gli stati di avanzamento»

Pubblicato il: 09/05/2018 – 16:14
Rifiuti, Guccione incalza Oliverio: «A che punto è l'attivazione degli impianti?»

CATANZARO «Il 13 maggio scadrà l’ennesima ordinanza contingibile e urgente in materia di rifiuti: è la numero 119 del 15 novembre 2017 e rappresenta la decima reiterazione emessa dall’insediamento di questa amministrazione regionale per il conferimento dei rifiuti solidi urbani della Regione Calabria. Cosa accadrà subito dopo?». È quello che chiede il consigliere regionale Carlo Guccione che sulla questione ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della giunta regionale Mario Oliverio.
«Qual è ad oggi lo stato delle procedure relative all’attivazione degli impianti pubblici, previsti nel piano regionale dei rifiuti, del Polo tecnologico di Gioia Tauro, degli impianti di Siderno, Rossano, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria e Catanzaro che permetterebbe alla Calabria di uscire dalla gestione straordinaria. Quali iniziative intende adottare – chiede il consigliere Guccione al presidente della giunta regionale – al termine dell’ultima ordinanza per evitare che si possa creare l’ennesima situazione di emergenza per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e per far tornare la Calabria alla normalità, entro tempi certi, nel campo della gestione dei rifiuti».
Nello specifico, con «deliberazione n. 156 del 19 dicembre 2016 il consiglio regionale della Regione Calabria ha approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr) e il Piano regionale amianto per la Calabria (Prac). La Regione Calabria, per affrontare una situazione diventata oggi estremamente critica conseguentemente a una gestione dei rifiuti non in linea con i dettami della normativa comunitaria e nazionale e che ha determinato l’avvio di procedure d’infrazione a suo carico, nelle more della costituzione delle Comunità d’ambito, si è attivata in loro sostituzione – è scritto nell’interrogazione – per affidare i progetti per la ristrutturazione degli impianti di trattamento previsti nel nuovo assetto e per dare inizio alle relative procedure di istruttoria e di valutazione, a valle delle quali si potrà procedere con l’affidamento delle attività di realizzazione degli stessi. Nell’ordinanza n. 119 del 15 novembre 2017 si specifica che per assicurare l’equilibrio del sistema, nelle more della realizzazione della nuova impiantistica pubblica, è scaturita la necessità di potersi avvalere di alcune disposizioni in deroga».
Bisogna specificare che «le ordinanze contingibili e urgenti, ai sensi dell’art. 191 del D.lgs. 152/2006, in base al comma 1, possono essere emesse per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti anche in deroga alle disposizioni vigenti nel rispetto comunque delle disposizioni contenute nelle direttive dell’Unione Europea e hanno efficacia per un periodo non superiore a sei mesi. Con la riformulazione attuata con il D.L. 80/2008, a modifica del quarto comma dell’art. 191, è venuta meno – specifica il consigliere Guccione nell’interrogazione – ogni possibile incertezza interpretativa perché specifica inequivocabilmente che nessuna forma speciale di gestione dei rifiuti può legittimamente protrarsi per più di 18 mesi. Ma nonostante i provvedimenti contingibili e urgenti attuati fino ad oggi da questa amministrazione regionale, non sono stati ancora resi noti gli stati di avanzamento delle procedure per l’attivazione degli impianti, non più in regime straordinario ma ordinario».

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