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«Il Consiglio? Funziona grazie alla minoranza»

di Sinibaldo Esposito*

Pubblicato il: 04/07/2018 – 11:25
«Il Consiglio? Funziona grazie alla minoranza»

Condivido pienamente le riflessioni, di qualche giorno fa, del Collega consigliere Nicolò.
E’ di tutta evidenza che, da qualunque punto di partenza si voglia muovere (sanità, welfare, trasporti, turismo, cultura), nell’analisi dell’azione della giunta regionale a guida PD-Oliverio, l’esito non potrà che essere negativo. Le linee guida di questa amministrazione sono state, sono e saranno il totale immobilismo e l’occupazione – manu militari – di ogni postazione, politica e non, all’esclusivo fine di ricercare il consenso elettorale mentre, come chiaramente risulta anche dagli esiti delle ultime elezioni politiche ed amministrative, il centrosinistra sta definitivamente scomparendo in ogni angolo della Penisola.
L’uomo solo al comando, in perfetto stile “Renziano”, ha creato il suo cerchio magico di fedelissimi, cercando di tirare avanti, alla ricerca di un approdo sicuro (il Parlamento europeo?… La riconferma alla guida della Regione?… A breve, il tempo svelerà l’arcano mistero!), che però, ormai, sembra sempre più lontano, osservando la “corazzata” che era uscita dalle urne nel 2014, ormai ridotta ad un sgangherata scialuppa, su cui sono stipati solo i pochi “sopravvissuti” della maggioranza. Nella stessa ottica, tesa ad evitare l’intrusione di ogni elemento “pensante” (ovviamente, in senso politico), è stata scientificamente azzerata la Giunta, tuttavia immediatamente “risistemando”, in ruoli di rilievo ed alta responsabilità, i c.d. “tecnici” appena silurati (quindi evidentemente, ritenuti non idonei o, comunque, poco produttivi!). Il continuo e totale ricorso ad assessori “esterni”, pur non escluso dalla legge (anche se si ritiene che l’intento del legislatore fosse quello di “consentire”, non di “consigliare” tale scelta!), oltre a mortificare ed annullare il ruolo e la personalità dei consiglieri eletti dai calabresi, ha causato un rilevante squilibrio economico, ad esclusivo carico del Consiglio regionale (come ha ricordato Nicolò, la giunta “tecnica” costa 1.344.000,00 euro all’anno, oltre ai rilevanti costi aggiuntivi relativi agli apparati e strutture di supporto) e non ha prodotto alcun significativo risultato.
Utilizzando la terminologia pacata che ho sempre preferito, definirei quanto meno “distratto” l’altro collega consigliere – Mimmo Bevacqua – che, nell’inedito ruolo di difensore d’ufficio, ha tentato di replicare a Nicolò, magnificando l’operato della giunta Oliverio, sciorinando un elenco di presunte riforme epocali approvate dalla maggioranza di centrosinistra. Proprio il consigliere Bevacqua, che più volte è stato platealmente “zittito” finanche dai suoi colleghi di partito e di maggioranza (ancora si ricorda un recente “rumoroso” chiarimento dietro l’aula consiliare) dovrebbe ben ricordare che, ormai da molti mesi, le sedute di consiglio regionali stanno avendo inizio (e, talora, termine) per esclusiva volontà delle forze di opposizione che, con la loro presenza, hanno supplito le ormai plurime e continue defezioni dei rappresentanti di quella maggioranza che, secondo Bevacqua, sta cambiando la Calabria, con riforme attese da decenni.
Certamente, i dati sulla povertà, recentemente diffusi dall’Istat, non appaiono confortanti in tal senso, anzi allarmano per la crudezza dei dati, che fotografano una Calabria sempre più povera, ma evidentemente neanche l’Istat è riuscita a percepire l’importanza e la grandiosità degli interventi strutturali e delle riforme organiche dell’era Oliverio.
Speriamo almeno che, in quest’ultimo scorcio di legislatura, tra sagre, passerelle, nomine dell’ultim’ora e qualche rimpastino di giunta, il governatore Oliverio e la sua compagnia di giro (un famoso comico contemporaneo direbbe: “siamo una squadra fortissimi”), riescano a trovare il tempo di venire in Consiglio regionale a lavorare per il futuro della Regione. Noi potremo soltanto continuare a garantire la presenza, con la coscienza e la serietà di sempre, al fine di consentire ai pochi consiglieri di maggioranza che saranno in Aula di poter approvare qualche legge che, pur senza i crismi della riforma epocale, possa assicurare qualche minimo immediato giovamento ai calabresi.

*consigliere regionale Nuovo centro destra

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