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Pd, Graziano convoca i big via Whatsapp

Il commissario ha creato diverse chat per comunicare con i dem calabresi. Si inizia domani con i segretari provinciali. Poi toccherà ai consiglieri regionali. Parte la mission impossible del politi…

Pubblicato il: 23/01/2019 – 13:12
Pd, Graziano convoca i big via Whatsapp

LAMEZIA TERME Uno dei primi atti compiuti da Stefano Graziano è stato quello di annotare nella sua rubrica tutti i numeri di telefono dei dirigenti calabresi. Dopodiché, il neo commissario del Pd regionale ha creato gruppi whatsapp diversificati da cui sono partite le convocazioni per domani. Luogo: la sede regionale del Pd di Lamezia. L’oggetto: un primo confronto con i responsabili provinciali e i vari rappresentanti istituzionali per verificare lo stato di salute del Pd calabrese, vagliare le diverse posizioni e avviare un confronto per iniziare nel migliore dei modi il percorso che, nelle intenzioni della segreteria nazionale, dovrà portare al congresso, possibilmente prima delle prossime Regionali.
GLI INCONTRI Gli incontri fissati da Graziano inizieranno domani, alle 14, con i vari segretari delle federazioni provinciali. Il vertice più atteso è invece previsto per le 18, quando il commissario accoglierà i consiglieri regionali. Per il momento, non sono previste defezioni: nessuno, finora, avrebbe comunicato la sua assenza nella apposita chat “Consiglieri regionali Pd Calabria”. Il vertice, in ogni caso, per Graziano sarà un primo e fondamentale test che gli renderà il “polso” della situazione calabrese.
Il gruppo dem a Palazzo Campanella, infatti, racchiude in sé tutte le contraddizioni di un partito che appare diviso su tutto.
IL VERTICE DEM Proprio ieri, dopo tre anni e mezzo, i consiglieri regionali del Pd sono tornati a riunirsi in conclave per tentare di tracciare una linea comune. Ne è venuto fuori una specie di ultimatum al governatore Mario Oliverio, “invitato” – in particolar modo da Carlo Guccione, Giuseppe Aieta e Mimmo Bevacqua – a modificare gli assetti della giunta in chiave politica o, in alternativa, a creare un organo intermedio in grado di raccordare l’esecutivo con il consiglio regionale.
La riunione del gruppo, insomma, è la cartina di tornasole delle tensioni che attraversano il partito e del rapporto tormentato di alcune frange del Pd con il suo governatore.
L’incontro con Ernesto Magorno, Antonio Viscomi ed Enza Bruno Bossio, inizialmente previsto per il pomeriggio di domani, potrebbe invece svolgersi questa sera a Roma, dal momento che i tre parlamentari sono impegnati in aula con la discussione sul referendum propositivo. In caso di ulteriore rinvio, il vertice si terrà comunque nei prossimi giorni.
COMPITO DIFFICILE Graziano – politico di lungo corso, consigliere regionale campano con alle spalle una esperienza in Parlamento – ha già manifestato la sua intenzione di ascoltare e confrontarsi con tutti, ma sa bene che dovrà vincere la diffidenza di molti, soprattutto di quell’area del partito rimasta fedele a Oliverio, che mal digerirebbe frenate o veti rispetto alla ricandidatura – già annunciata – dell’attuale presidente alle prossime Regionali. Forse è una coperta sempre troppo corta, perché “accontentare” questa area vorrebbe dire “scontentare” altri big, quelli che vedono un possibile “Oliverio bis” come il peggiore dei mali.
Ma, soprattutto, Graziano dovrà dimostrare a tutti i dem calabresi che, stavolta, il commissariamento potrà davvero servire a qualcosa, dato che le ultime due esperienze (Adriano Musi e Alfredo D’Attorre) di fatto hanno lasciato solo macerie e consegnato agli elettori un partito disorganizzato, senza una linea chiara né autorevolezza politica.
Eppoi Graziano dovrà fare ancora altro: chiarire, cioè, perché mai l’organizzazione del partito calabrese (tra circoli e tessere) non consente la celebrazione dell’assise regionale ma è invece più che adatta per lo svolgimento del congresso nazionale.
No, il compito di Graziano non sarà per nulla semplice. Una mission impossible, più o meno.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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