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Cassano e Corigliano-Rossano, i sorvegliati speciali del Viminale

Il sottosegretario Sibilia annuncia la demolizione delle case abusive nel Comune sciolto per mafia. Protocollo di legalità con la Prefettura di Cosenza – VIDEO

Pubblicato il: 28/01/2019 – 19:00
Cassano e Corigliano-Rossano, i sorvegliati speciali del Viminale

COSENZA Cassano e Corigliano-Rossano, i comuni affidati alle cure dei commissari prefettizi sono i sorvegliati speciali del ministero dell’Interno a guida “giallo-verde” e gli interventi che saranno realizzati sulla fascia ionica della provincia di Cosenza sono stati illustrati da Carlo Sibilia. Un ritorno a distanza di meno di sei mesi per il sottosegretario in quota Movimento 5 stelle che nel palazzo di governo ha incontrato i vertici delle forze dell’ordine insieme al prefetto Paola Galeone.
SOSTEGNO AI COMMISSARI PREFETTIZI Da una parte lo scioglimento del comune per le infiltrazioni della criminalità, pochi chilometri più a sud il grande progetto di fusione. Il lavoro dei commissari prefettizi viene difeso a spada tratta dal duo Sibilia-Galeone che chiedono di avere innanzitutto pazienza, poi rispetto per i ruoli. «Lasciamoli lavorare in pace –dice il sottosegretario riferendosi ai commissari di Cassano allo Ionio. Se ci sono qualcosa è andato storto con la politica. Esercitiamo il nostro diritto di critica ma non facciamo in modo che diventi una strumentalizzazione politica. La situazione è molto delicata, devono mettere a posto un ente sciolto per infiltrazione mafiosa e dalla visita che ho fatto in giornata mi sono reso conto che hanno realizzato dei regolamenti che non si vedevano da anni».
GIÙ LE CASE ABUSIVE Ed il primo segnale di un controllo forte da parte dello Stato a Cassano allo Ionio arriverà con la distruzione delle abitazioni abusive. «Demoliremo i fabbricati dichiarati illegali attraverso una convenzione con il dipartimento dei vigili del fuoco – ha dichiarato Sibilia». Un’azione già programmata e pronta per essere realizzata e che dovrebbe riguardare oltre 25 immobili. «C’è una mappatura degli edifici da abbattere con tanto di ordinanze già emesse da parte del comune –spiega il prefetto Paola Galeone-. I tempi sono decorsi ma le costruzioni sono ancora in piedi e questo non può essere accettato in un paese civile. È chiaro che l’abbattimento dell’opera è a carico del proprietario, ma il comune interviene qualora questi ultimi siano inadempienti. Vista la situazione in cui si trova il municipio si è pensato alla convenzione con i vigili del fuoco che possono abbattere case di due piani al solo costo dello straordinario e dei mezzi. Il comune si è dichiarato disponibile e chiaramente tutto verrà realizzato senza minimamente interrompere il servizio che i vigili del fuoco compiono 24 ore su 24».
PROTOCOLLO LEGALITÀ Vertici del ministero e della prefettura concordano sulla necessità di una presenza massiccia di controllo da parte delle forze dell’ordine. E le direzioni intraprese sono due: una di tipo sostanziale con l’arrivo di altre 4 unità operative nei prossimi mesi (da sommare alle altre 4 già in servizio) e la riorganizzazione delle strutture: il commissariato di Corigliano-Rossano trasformato in dirigenza, così come la tenenza dei carabinieri di Cassano allo Ionio trasformata in compagnia. L’altra di tipo formale: il protocollo della legalità. «Il protocollo per la prevenzione dell’infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici –dice Carlo Sibilia- ci permetterà di controllare tutte le aziende che lavoreranno con il comune. In sostanza per ogni euro affidato, c’è una stretta sui controlli, la richiesta della certificazione antimafia e un continuo verificare le condizioni di rispetto della legalità. Così rispondiamo anche a chi dice che elevare la soglia degli affidamenti diretti può creare dei problemi». Un territorio grande, richieste di legalità ma soprattutto richieste di giustizia. Ed è per questo che un barlume di speranza il sottosegretario al Ministero degli interni lo lascia ardere anche in vista della possibile riapertura del tribunale di Rossano. «Sicuramente dobbiamo sopperire agli errori del passato. In passato c’è stato l’accorpamento delle aule di giustizia ed è nelle intenzioni di riaprire il tribunale ma allo stato non ci sono i presupposti, mi auguro che comunque se ne possa ridiscutere presto».
NO AL RACKET L’altra novità annunciata dal sottosegretario è l’istituzione di un commissario antiracket. «Questa è la nostra risposta agli episodi criminali –spiega-, i cittadini non devono più subire. I commercianti devono sapere che c’è un commissario antiracket che lavora con uomini e mezzi, ed esorto la cittadinanza calabrese ad organizzarsi in associazioni di commercianti. Noi ci siamo, siateci anche voi, insieme si sconfigge qualcosa che non ha a che fare con la legalità». Un contesto nel quale va vista anche la misura del reddito di cittadinanza, per il pentastellato Sibilia vera rivoluzione culturale: «Permetteremo agli oltre 300mila calabresi che ne hanno diritto se stare dalla parte della legalità o della illegalità».
https://www.youtube.com/watch?v=x27UHJMMSF4

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it

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