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Commissione disciplinare, il Tar “boccia” il ricorso di Brisinda

Il primario di Chirurgia di Crotone aveva chiesto l’annullamento della nomina del presidente dell’organo

Pubblicato il: 06/03/2019 – 20:56
Commissione disciplinare, il Tar “boccia” il ricorso di Brisinda

CROTONE Non ammissibile. La seconda sezione del Tribunale amministrativo della Calabria ha rigettato, dichiarandolo non ammissibile, il ricorso presentato dal primario di chirurgia dell’ospedale di Crotone, Giuseppe Brisinda, che aveva chiesto l’annullamento “previa sospensione” della nomina del presidente dell’Ufficio procedimenti disciplinari. 
La vicenda ha avuto inizio lo scorso 6 luglio quando l’Azienda sanitaria pitagorica aveva avviato una nuova procedura disciplinare nei confronti di Brisinda. Il 4 dicembre scorso il primario di chirurgia ha fatto pervenire al presidente dell’Ufficio procedimenti disciplinari (Upd), Franco Loria, una richiesta di risarcimento danni. Un procedimento che lo ha reso incompatibile a presiedere l’Upd visto che stava procedendo alla valutazione delle attività del primario di chirurgia. A questo punto il direttore facente funzioni dell’Asp crotonese, Giuseppe Fico, ha avviato le procedure per la nomina di un nuovo responsabile dell’Upd, che doveva obbligatoriamente individuare tra i dirigenti di dipartimento. L’attività di Brisinda, infatti, non poteva essere valutata da persone che ricoprivano un incarico inferiore al suo all’interno dell’Asp: doveva essere minimo un pari grado. Nella nomina Fico, che era subentrato a Sergio Arena nella gestione dell’Asp, ha dovuto tenere conto anche delle implicazioni che, a vario titolo, avevano nella vicenda Brisinda alcuni direttori di dipartimento. Facendo la cernita, in campo sono rimasti solo due nomi: Gaetano Mauro, primario di medicina generale, e Francesco Paravati, primario di pediatria. 
A Mauro è stato conferito l’incarico di responsabile dell’Upd e a Paravati quello di responsabile dei risultati dell’attività del dipartimento di chirurgia per l’anno 2016. Il ricorso presentato al Tar Calabria chiedeva, quindi, l’annullamento della nomina di Mauro. Il Tar ha rigettato la richiesta «ritenuta la manifesta inammissibilità del ricorso per carenza di giurisdizione e la sussistenza dei presupposti per l’adozione di una sentenza in forma semplificata, trattandosi di un atto assunto nell’esercizio dei poteri di privato datore di lavoro». L’obiettivo di Brisinda era quello di annullare la nomina di Mauro, perché così sarebbe venuta meno anche la sanzione della censura scritta datagli dall’Upd lo scorso 14 febbraio, a conclusione dell’iter “investigativo”.
Non si chiude la vicenda Brisinda che era stato sospeso dal lavoro e aveva ottenuto il reintegro con una sentenza del Tribunale di Crotone. Su questa vicenda si sono accesi anche i riflettori dell’informazione nazionale, tanto che il ministro della Salute ha anche avviato un’attività ispettiva che ha riguardato l’ospedale di Crotone. Lo scorso 24 e 25 luglio gli ispettori ministeriali sono arrivati a Crotone con l’obiettivo di valutare «la presunta criticità presso il reparto di chirurgia generale». Nel verbale del ministero della Salute è stato posto l’accento sulla cattiva gestione della sanità calabrese, dell’Asp di Crotone e si esprime anche un giudizio negativo su come viene gestito il reparto di chirurgia. A proposito del reparto diretto da Brisinda nel verbale si legge: «Il clima percepito nel corso dell’intero audit è stato sovente di tipo conflittuale, tendente a volte ad una certa deresponsabilizzazione rispetto ai compiti istituzionali, sulla base di una quasi passiva accettazione di mobilità e funzionamento dell’intero apparato assistenziale, verosimilmente anche quando le stesse appaiono ritenute del tutto idonee all’appropriata ed efficiente gestione dei casi clinici». Sempre nel verbale a Brisinda vengono contestate «presunte anomalie nell’attribuzione dei livelli di responsabilità e di competenza» e «si esprime viva preoccupazione per la possibilità che tali anomalie possano costituire un serio pregiudizio per la sicurezza dei pazienti».

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it

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