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Reddito di cittadinanza, i 5 Stelle misurano «il cambiamento» in Calabria

Il presidente (calabrese) dell’Inps Tridico interviene durante il seminario “Parole Guerriere” promosso da Dalila Nesci

Pubblicato il: 09/03/2019 – 21:36
Reddito di cittadinanza, i 5 Stelle misurano «il cambiamento» in Calabria

LAMEZIA TERME Il reddito di cittadinanza come misura concreta del «cambiamento» avviato nel Paese e da esportare anche a livello regionale. Sbarca in Calabria “Parole Guerriere”, il ciclo di seminari promossi dalla parlamentare del Movimento 5 Stelle Dalila Nesci, che ha radunato numerosi militanti e attivisti a Lamezia Terme per confrontarsi su un tema secco: “Quale cambiamento”. Tra i relatori era previsto anche il neo designato presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, il prof calabrese definito il “padre” del reddito di cittadinanza, ma impegni inderogabili l’hanno trattenuto a Roma. Ma Tridico ha voluto comunque rendere omaggio ai suoi corregionali con un collegamento telefonico nel quale ha rivendicato con forza «non semplicemente le mie origini calabresi ma il fatto che sono calabrese a tutti gli effetti» e poi si è soffermato sui primi atti del governo giallo-verde. «Spesso, soprattutto in ambienti che considerano il mercato come qualcosa di intoccabile, si dice – ha rilevato Tridico – che la politica economica non è importante, invece ho toccato con mano quanto la politica economica sia importante soprattutto per le persone. Mi riferisco al Decretone che prevede sia il reddito di cittadinanza sia quota 100. Probabilmente l’impatto economico di questi due provvedimenti si vedrà successivamente, ancora non si conosce l’impatto economico, ma c’è un impatto sociale molto importante, che è quello di ridare dignità alle persone ai margini della società ed escluse. Come si fa – ha sostenuto ancora Tridico – a non considerarlo un segno importante di cambiamento?». Così come «tra i segnali di cambiamento – ha rimarcato ancora il presidente Inps – va considerato il Decreto Dignità, che per la prima volta ha messo un freno a quello che il liberismo sfrenato ha chiesto negli ultimi 30 anni: cioè maggiore flessibilità sulla pelle dei lavoratori. Ora – ha concluso Tridico – si è messo un limite a questo andamento, a questo trend. E in generale al ministero del Lavoro abbiamo fatto tante cose: per la prima volta si è fatto qualcosa nella direzione opposta a tutte le cose fatte negli ultimi 25 anni».
Sulla stessa linea anche Nesci, secondo la quale «il reddito di cittadinanza è la sfida delle sfide, speriamo di avere la collaborazione dei Comuni e delle Regioni. È una misura per contrastare la povertà e attivare politiche per il lavoro, non è affatto una misura assistenzialistica, perché è dovere dello Stato sostenere le persone in difficoltà e nel frattempo formarle per un futuro occupazionale. E il reddito di cittadinanza è anche un efficace antidoto contro la criminalità organizzata. A livello nazionale – ha detto la deputata del Movimento 5 Stelle, assistita nel seminario dal filosofo e poeta Marco Guzzi – abbiamo avviato una rivoluzione e stiamo dimostrando di sovvertire antiche logiche, anche in Calabria adesso dobbiamo fare riflessioni ampie e importanti per il futuro». Parlando con i giornalisti, Nesci ha affrontato anche i temi di attualità politica, compresi quelli di rango nazionale: «Siamo lucidi e sul pezzo perché sappiamo che il contratto di governo non è una passeggiata ma è l’unica alternativa reale per attuare cambiamenti concreti nel Paese. Noi teniamo duro e su opere inutili come il Tav continueremo a mantenere il punto perché – ha spiegato la parlamentare M5S – il contratto tra noi e la Lega prevede che l’opera vada ripensata integralmente, e il rinvio dei bandi va in questa direzione. Siamo consapevoli delle difficoltà di questa alleanza, ma crediamo che grazie n al contratto di governo possiamo portare avanti provvedimenti importanti come reddito di cittadinanza o quota 100, non ci fermerà un tunnel». Inevitabile un passaggio sulla sanità calabrese, all’indomani del blitz della ministra pentastellata Giulia Grillo, che nei giorni scorsi ha citato proprio le denunce della Nesci come la base sulla quale ricostruire dalle fondamenta il settore regionale: «La ministro Grillo è stata in Calabria e ha annunciato che con un decreto straordinario metteremo mano nella sanità calabrese, della quale tutti hanno abusato nelle varie campagne elettorali. Da tempo io e i colleghi calabresi del Movimento 5 Stelle abbiamo denunciato tutti i mali del settore, a partire dalla gestione dissestata dei bilanci delle Asp, ma né il presidente Oliverio né le altre forze politiche hanno mai voluto alzare i riflettori sulla gravissima situazione. C’è da agire e – ha concluso Dalila Nesci – tocca al M5S metterci mano attraverso l’azione del ministro e dei commissari nominati dal governo nazionale».

a. cant.

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