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Crotone, dopo un anno non c'è ancora il commissario per le bonifiche

L’incarico è scaduto a giugno 2018 ma il ministro Costa non ha proceduto alla nuova nomina. Interrogazione della parlamentare del Pd Braga

Pubblicato il: 11/04/2019 – 13:46
Crotone, dopo un anno non c'è ancora il commissario per le bonifiche

CROTONE A distanza di un anno dalla decadenza, il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, non ha ancora proceduto alla nomina del nuovo commissario delegato per le attività di bonifica del Sin di Crotone. A chiedere le ragioni del ritardo, con una interrogazione presentata in Commissione, è la deputata Chiara Braga, responsabile nazionale Ambiente del Partito democratico,. Nell’interrogazione la parlamentare Braga ricorda che, con il DPCM n. 9 del 28 giugno 2016, il governo dell’epoca aveva nominato Elisabetta Belli «commissario straordinario delegato a coordinare e promuovere la realizzazione degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nel sito contaminato di interesse nazionale di Crotone». Prima della scadenza del mandato, Belli, in data 15 maggio 2017, aveva siglato una convenzione con l’Arpacal «a supporto delle attività del commissario». «Le risorse finanziarie previste per l’attivazione della convenzione – si legge nell’interrogazione – hanno garantito la fattibilità di importanti interventi propedeutici alle attività di bonifica, senza aggravio di spesa per l’Agenzia, per un importo complessivo pari a euro 2.320.000 sino a giugno del 2018». A supporto di queste attività erano state anche reclutate sei unità lavorative a tempo pieno e determinato. Il 28 giugno 2018 si è concluso l’incarico assegnato a Belli e il ministro «nonostante le sollecitazioni della Regione Calabria, non ha assunto da allora nessuna determinazione in merito alla nomina di un nuovo commissario». Secondo la parlamentare del Pd «tale condizione ha comportato un grave rallentamento delle attività di bonifica e riparazione del danno ambientale, nonché la sospensione della convenzione con Arpacal». Braga chiede, quindi, al ministro di rendere note le ragioni che impediscono la nomina di un nuovo commissario. (gm)

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