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Regionali, Callipo e Gattuso battezzano “10 idee per la Calabria”

Presentato a Lamezia il progetto politico, che si pone in autonomia rispetto agli altri schieramenti ma si dice aperto al confronto, tranne che con la destra. L’imprenditore vibonese: «Disponibile a…

Pubblicato il: 01/05/2019 – 13:24
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Regionali, Callipo e Gattuso battezzano “10 idee per la Calabria”
LAMEZIA TERME Con le Regionali all’orizzonte muove i primi passi “10 idee per la Calabria”, progetto politico che si pone in alternativa a tutti gli attuali e possibili schieramenti. Il “battesimo” del movimento avviene a Lamezia Terme per impulso di due personaggi che la politica calabrese la conoscono bene e, a sua volta, la politica calabrese conosce bene: il docente universitario della “Mediterranea” di Reggio Domenico Gattuso, già candidato governatore cinque anni fa, e l’imprenditore Pippo Callipo, competitor di Scopelliti e Loiero nel 2010 e ora «disponibile – dice – a dare un contributo se si verificheranno determinate condizioni». «Vedremo», aggiunge Callipo, anche perché, per il momento, “10 idee per la Calabria” punta soprattutto a determinarsi una sua organizzazione. IL “MANIFESTO” DEL MOVIMENTO Intanto, si inizia a marcare la presenza sulla scena, con un manifesto programmatico «aperto ai contributi della comunità calabrese», spiega Gattuso, e sottoscritto già da un centinaio di aderenti, tra cui altri conosciuti docenti universitari come Silvio Gambino e Walter Nocito, presenti alla “prima” del movimento. È Gattuso a declinare i contenuti della proposta politica: «In realtà di idee per la Calabria ne abbiamo 100, ma da queste partiamo per stilare dieci priorità, 10 macro aree», spiega aggiungendo che il movimento «si pone come innovativo nel senso che non vogliamo fare l’ennesimo partito ma mettere in campo persone competenti, capaci, oneste e pulite per un progetto di governo della Calabria». Secondo Gattuso «la Calabria sta morendo e ormai non ci si può più affidare alle solite ricette né al solito leader carismatico che poi a distanza di tempo delude i calabresi. Siamo dell’idea che chi fa politica dev’essere valutato sulla base di indicatori non di obiettivo ma di risultato, a esempio quanti posti di lavoro e quante nuove imprese sono nati grazie alla sua azione ed è evidente che per gli attuali e i vecchi politici è una débacle. Noi abbiamo idee precise su come invertire il trend». «UN MOVIMENTO APERTO, MA NON A TUTTI…» Sul piano politico, “10 idee per la Calabria” si pone come alternativo a tutti ma «aperto», anche se non a tutti: «Non siamo settari né vogliamo esserlo, in questo – sostiene ancora Gattuso ci differenziamo dal Movimento 5 Stelle che si pone come l’unico detentore della verità. Il primo passo sarà determinare la nostra organizzazione, far capire che ci siamo, anche individuare un soggetto che dovrà essere il catalizzatore delle nostre esigenze, e sulla base delle proposte che elaboreremo ci confronteremo con gli altri, anche se è evidente che la nostra apertura presuppone il rispetto reciproco. Non escludiamo nessuno, che sia il Pd o forze di centro. Certo, mettiamo dei paletti nel senso che non vogliamo avere nulla a che fare con la destra fascistoide, con il leghismo, con l’antimeridionalismo, con il razzismo, con chi non riconosce l’1 Maggio, perché – spiega Gattuso – il nostro punto di riferimento è la Costituzione con i suoi principi». LA NUOVA DISCESA IN CAMPO DI CALLIPO E di nuovo in campo c’è anche Callipo, già candidato governatore nel 2010 e poi sostenitore, nel 2014, di Wanda Ferro. «E’ un movimento un po’ rivoluzionario, perché – rimarca Callipo parlando con i giornalisti – vorremmo cambiare in modo radicale le cose in Calabria nel modo di fare, di programmare e di agire. Personalmente, riprendo il mio vecchio tema della “mafia con la penna” nel senso che un nostro obiettivo è quello di moralizzare la politica, le istituzioni e la burocrazia mettendo definitivamente al bando le logiche del comparaggio e dell’amico dell’amico o del favore chiesto laddove spetta un diritto: i calabresi oggi sono maturi per una riflessione di questo tipo. E poi puntare sulla meritocrazia: l’incompetenza nei posti chiave è stata la rovina della Calabria. Non guardiamo a colori politici, dobbiamo andare avanti solo nell’interesse dei calabresi». La domanda scatta quasi d’obbligo: Callipo si ricandida alla presidenza della Regione? «Non faccio il misterioso, al solito sono diretto», risponde l’imprenditore, che poi aggiunge: «Vediamo come vanno le cose, si sta creando un gruppo, ci sono molte adesioni. Se ci sono i presupposti – conclude Callipo – sono disposto a dare il mio contributo, alle condizioni che ho descritto prima». (ant. cant.)
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