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“European ‘Ndrangheta Connection”, in manette il nipote del boss Pelle

Dopo la maxioperazione di dicembre la Polizia di Reggio e il Bka tedesco arrestano altre due persone tra Calabria e Germania. Antonio Strangio bloccato vicino a Duisburg, Bruno Catanzaro a Taverna

Pubblicato il: 02/05/2019 – 16:00
“European ‘Ndrangheta Connection”, in manette il nipote del boss Pelle

REGGIO CALABRIA Uno lo hanno arrestato vicino a Duisburg, l’altro a Taverna, nel Catanzarese. Il 39enne Antonio Strangio e il 43enne Bruno Catanzaro sono accusati di reati in materia di stupefacenti e sono finiti in manette all’esito di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dalla squadra mobile reggina e dal Bundeskriminalamt (B.K.A.) di Wiesbaden (Germania), che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Reggio Calabria. Gli arresti di Strangio e Catanzaro rientrano nell’ambito dell’operazione di polizia interforze “European ‘Ndrangheta Connection” eseguita, nello scorso mese di dicembre, in Italia e nel Nord Europa nei confronti di oltre 90 persone, con il coordinamento di Eurojust e dell’Agenzia Europol. La maxioperazione ha colpito, tra gli altri, numerosi esponenti di vertice delle famiglie mafiose del mandamento ionico della provincia di Reggio Calabria, disvelando gli interessi delle cosche nei traffici intercontinentali di droga, nel riciclaggio del denaro e nel reimpiego dei proventi illeciti nel settore della ristorazione.
Dopo gli arresti del dicembre scorso le indagini sono proseguite, per la parte curata dalla squadra mobile reggina, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dei sostituti Francesco Tedesco e Simona Ferraiuolo. Stando alle nuove risultanze investigative Catanzaro è accusato di aver «accettato in vendita una quantità imprecisata di cocaina e di un cartone di sostanza stupefacente del tipo hashish» detenuta in concorso da Giovanni Gentile e Domenico Pelle, entrambi già arrestati, nonché di aver tentato di acquistare, dai due «cocaina nell’ordine di almeno un pacco, ad un prezzo compreso tra i 38.000 ed il 41.000 euro al kg». A Catanzaro viene contestato anche il delitto di detenzione di un campione di marijuana denominata “Amnesia” e di cessione, al prezzo di 3mila euro al kg, di hashish “Superpolline”.
Strangio secondo gli inquirenti avrebbe invece venduto «4 o 5 pacchi di cocaina che Pelle avrebbe dovuto tagliare per poi distribuire nella piazza di Milano, pagandola all’esito o scambiandola con eroina». Per entrambi è stata ritenuta sussistente l’aggravante di aver agevolato la cosca di ‘ndrangheta dei Pelle-Vottari di San Luca.
Da tempo Strangio, detto “TT” e “il meccanico”, si trovava a Moers, vicino Duisburg, dove è stato localizzato ed arrestato dal BKA tedesco, in esecuzione di un mandato di arresto europeo. Il 39enne è nipote di Antonio Pelle, detto “la mamma”, elemento di vertice della cosca di San Luca arrestato nel 2016 mentre era latitante, e di Domenico Pelle (classe 1950, alias “Mico i Mata”), attualmente detenuto in quanto coinvolto nell’inchiesta “European ‘Ndrangheta Connection”.
Dopo le formalità di rito, l’Autorità giudiziaria di Reggio avanzerà richiesta di consegna in Italia del menzionato Strangio. «Anche in questa occasione – si legge nel comunicato della Questura di Reggio – si è rivelata fondamentale la cooperazione internazionale fra Autorità Giudiziarie e Forze di Polizia nello svolgimento delle indagini e nella condivisione del patrimonio informativo e probatorio, sotto l’egida di Eurojust».

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