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Crotone abbandonata dopo il tornado, tutti contro la politica

Consiglio straordinario della Camera di commercio per il mancato riconoscimento dello stato di calamità. Imprenditori, sindacati e associazioni di categoria si rivolgono a Conte e Mattarella

Pubblicato il: 10/06/2019 – 13:10
Crotone abbandonata dopo il tornado, tutti contro la politica

di Gaetano Megna
CROTONE Arriva la proposta di sostituire la politica con le associazioni di categoria. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il decreto sulla fiscalità approvato dal governo nazionale, che non tiene conto dei danni subiti da Crotone dal tornado del 25 novembre scorso. La Camera di commercio della città pitagorica, a questo punto, ha deciso di convocare un proprio consiglio straordinario aperto, che si è tenuto questa mattina nella sala mensa della Metalcarpenteria, l’azienda di proprietà di Sergio Torromino, devastata dal tornado. Alla Metalcarpenteria ci sono tutti fuorché i politici che, seppur invitati, non si sono presentati, fatta eccezione per la parlamentare M5S Elisabetta Barbuto, arrivata in ritardo. C’è Confindustria, ci sono i rappresentanti dei tre sindacati confederali e ci sono i massimi rappresentanti delle associazioni di categoria, oltre a numerosi imprenditori. A tracciare la linea del confronto è il presidente della Camera di Commercio, Alfio Pugliese, che introduce il dibattito. È proprio Pugliese a puntare il dito contro la politica, a tutti i livelli, per il fallimento registrato a Crotone. Hanno fallito, a suo parere, i rappresentanti eletti in Parlamento, alla Regione e al Comune, perché non hanno saputo difendere gli interessi della città. Non si capisce, infatti, come mai a Sellia Marina venga riconosciuta la calamità naturale per l’evento del 25 novembre scorso e a Crotone no. Il tornado che si è abbattuto sulla città pitagorica è partito dal Comune della provincia di Catanzaro. A Sellia sono stati assegnati cinque milioni di euro e a Crotone nemmeno un centesimo. Eppure erano stati presi impegni presi precisi dai rappresentanti del Governo nazionale – il ministro Barbara Lezzi è scesa a Crotone ed ha avuto un incontro in Prefettura – dalle parlamentari elette dal M5S, dal governatore della Calabria, Mario Oliverio, che ha visitato l’area industriale devastata, dall’amministrazione comunale di Crotone. La decisione di non concedere il riconoscimento della calamità naturale fa venire i brividi: dovevano esserci morti e le imprese non dovevano ripartire utilizzando mezzi propri. Si paga insomma il prezzo di essersi rimboccati le maniche e non avere mandato a casa i lavoratori. Dopo l’evento disastroso nessuno degli impegni presi è stato onorato e Crotone, quindi, non ha avuto il riconoscimento della calamità naturale e oggi resta fuori anche dal decreto sulla fiscalità. Secondo tutti i rappresentanti presenti al tavolo voluto dalla Camera di commercio questo significa una sola cosa: la politica ha fallito e bisogna surrogarla con le forze sane e produttive del territorio. Sono pronti a rimboccarsi le maniche gli imprenditori, i sindacati, le associazioni di categoria, perché la città pitagorica sta vivendo una situazione di forte emergenza: il porto non funziona come dovrebbe, c’è la situazione drammatica della 106, i collegamenti ferroviari sono da terzo mondo e non ci sono prospettive. Il primo atto che si decide di proporre, in sostituzione della politica, è un documento sulla situazione di Crotone da inviare al presidente della Repubblica e al capo del Governo. (redazione@corrierecal.it)

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