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«La candidatura di Oliverio? Legittima ma sbagliata» – VIDEO
Oddati, responsabile del Pd per il Mezzogiorno, fa eco a Zingaretti: «Il rinnovamento è indispensabile se vogliamo competere». Ma chiede a Oliverio «un lavoro comune» per costruire la nuova fase. L’o…
Pubblicato il: 08/08/2019 – 14:57
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LAMEZIA TERME Una candidatura «legittima ma sbagliata». L’eco alle parole del segretario dem Nicola Zingaretti arriva dal responsabile del Pd per il Mezzogiorno Nicola Oddati. Nella sede regionale del partito, l’uomo inviato dai vertici nazionali per dirimere la questione della candidatura a governatore spiega che il “no” a Oliverio «non è una novità, ne avevo già parlato. Una fase di rinnovamento è indispensabile se vogliamo competere». Ed è indispensabile «nonostante i buoni risultati che ci sono stati». Oddati non nasconde «i limiti» dell’esperienza di governo, «ma venivamo da 5 anni disastrosi della giunta Scopelliti». La strada per il Pd si annuncia stretta. E il responsabile del Mezzogiorno prova a percorrerla scansando gli scontri: «È importante che diciamo come la pensiamo in maniera diretta: il buon lavoro fatto non basta per competere contro un’ondata di destra molto forte. In questo territorio abbiamo anche problemi legati ad alcune inchieste giudiziarie, se non ne tenessimo conto faremmo un errore». Ma «vogliamo costruire il rinnovamento insieme a Oliverio, non servono contrapposizioni ma un lavoro comune. E non è detto che si debbano avere rotture solo perché si cambia»».
«È legittima la ricandidatura di Oliverio – spiega Oddati – ma noi pensiamo che sia sbagliata, cioè che non basta. Pensiamo che a partire da questa esperienza bisogna andare avanti, fare una coalizione più larga, unire il partito. Già qualche settimana fa in un’assemblea dei quadri del partito a Cosenza avevo detto che ci sono alcune precondizioni: il Pd dev’essere il più unito possibile, e se non è unito dietro una candidatura c’è un problema, poi la coalizione dev’essere larga, aperta, e se possibile andare oltre quello che si è fatto in questi anni». E poi «bisogna prendere i buoni risultati e spostarli ancora un po’ più avanti». Per farlo, però, il Pd nazionale crede che sia «indispensabile aprire una fase di rinnovamento, che non è una punizione per nessuno, anche perché non ci sono ruoli che vengono affidati per opera dello Spirito Santo o per discendenza divina. Sono scelte che si fanno tutti insieme. C’è il territorio ma c’è anche l’opinione del partito e del gruppo dirigente nazionale, della quale pure si deve tenere conto».
È proprio il rischio della contrapposizione con il territorio quello che il Pd è chiamato a governare: « Io penso che persone intelligenti cercano e trovano una sintesi – dice Oddati –. Poiché riteniamo di essere tutti quanti intelligenti e di avere come obiettivo principale il bene della Calabria e la possibilità di competere alla prossima sfida regionale, dobbiamo partire da queste considerazioni e cercare insieme una sintesi più avanzata».
La candidatura andrà valutata «tutti quanti insieme» in uno sforzo che va fatto «qui in Calabria con tutto il territorio: con il gruppo dirigente calabrese, con la società calabrese, non possiamo decidere dall’alto, ma siamo qui per fare questo lavoro insieme». E l’auspicio è che si trovi un nome condiviso, che unisca tutti. In quel caso, ovviamente, «non ci sarà bisogno di primarie». Resta da capire cosa ne pensi il governatore “scaricato” dal partito nel giro di qualche ora dopo aver indetto primarie istituzionali e aver visto nascere sul territorio i primi circoli a favore della propria ricandidatura.
https://youtu.be/PcApqiI8UEU
GRAZIANO: «APPELLO AL SENSO DI RESPONSABILITÀ DI OLIVERIO» Su questa linea anche il commissario del Pd regionale, Stefano Graziano, che, parlando con i giornalisti a margine dell’odierna riunione, ha spiegato: «Andiamo nella direzione del cambiamento, perché abbiamo bisogno di rappresentare innovazione e soprattutto unità e quindi di lavorare per una nuova candidatura che ci aiuti a rappresentare le reali esigenze del territorio calabrese. Facciamo appello – ha aggiunto Graziano – al senso di responsabilità del presidente Oliverio di aiutare il processo di cambiamento, perché questa è l’unica soluzione reale per la Calabria, che vive ancora oggi una condizione di difficoltà. Noi – ha sostenuto il commissario del Pd calabrese – lavoreremo per trovare la sintesi più alta possibile, che possa essere condivisa nel modo più largo dal partito: questo è il nostro obiettivo». (acant)
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