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Caso Mattei

Dall’ecografia al Bilancio: il governo Meloni e la nuova frontiera del controllo “ostetrico” dei conti

Competenza a geometria variabile

Pubblicato il: 07/05/2026 – 10:37
di Ennio Stamile
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Dall’ecografia al Bilancio: il governo Meloni e la nuova frontiera del controllo “ostetrico” dei conti

Chi ha coniato il famoso adagio “al peggio non c’è mai fine” è stato un vero profeta.
Francamente ero convinto che l’attuale Governo le avesse messe in campo tutte, ma l’ultima geniale nomina mi ha fatto ricredere. Dopo aver varato finalmente l’epoca delle riforme e delle “meritocrazie” sbandierata ai quattro venti, il Governo Meloni ha deciso di rivoluzionare il concetto stesso di competenza tecnica, nominando Marco Mattei, di professione ginecologo, tra i banchi della Corte dei Conti. Dopo cotanta genialata, i molti sostenitori del centrodestra si saranno certo chiesti: “In fondo è più che giusta questa strategia: perché limitarsi a un noioso esperto di diritto amministrativo o contabilità pubblica quando si può avere qualcuno abituato a gestire nascite e travagli?”. Far quadrare i conti dello Stato è un po’ come un parto: lungo, doloroso e con qualcuno che alla fine urla sempre: i poveri pensionati e chi non arriva alla terza settimana, perché i carburanti aumentano sempre di più e lo stipendio medio-basso vale sempre di meno.
Come sempre, i geni sono incompresi. Non è bastato questa volta neanche porre in essere una strategia chiara e comprensibile a tutti: chi meglio di un ginecologo può scrutare nei pubici meandri della spesa pubblica? Ritengo sia stato un vero peccato che il Consiglio di presidenza della giustizia contabile non abbia colto il sottile genio della manovra, bocciando la nomina con un parere negativo ed evidenziando una banale quanto irritante, soprattutto per i geni, “mancanza di requisiti”. Si ha quasi l’impressione che, per i magistrati contabili, saper leggere un’ecografia transvaginale-pelvica non equivalga esattamente a interpretare i complessi conti del bilancio statale. Un dettaglio tecnico che il Governo deve aver considerato secondario rispetto alla solida carriera politica di Mattei: già sindaco di Albano Laziale e attuale capo di gabinetto del ministro della Salute, Orazio Schillaci.
Le opposizioni sono insorte parlando di “amichettismo”, ricordando come il dottor Mattei sia considerato molto vicino al cosiddetto cerchio magico meloniano. Ma è una critica davvero ingenerosa. Credo invece che sia la prova provata che il Governo stia solo, ed esclusivamente, applicando la logica della flessibilità. Se un ginecologo può controllare i conti, domani vedremo un giudice che, con tanto di toga, esegue un parto cesareo e magari, perché no, un’ostetrica far partorire la prossima riforma della giustizia. D’altronde, con il ministero del Merito, ora finalmente è chiaro che il “merito” sia diventato un concetto elastico, capace di adattarsi a ogni esigenza di poltrona.
Credo sia una grande occasione sprecata quella di non poter “visitare” le finanze pubbliche con lo speculum. Resta però un dubbio serio, quasi amletico: se la Corte dei Conti boccia il ginecologo, chi si occuperà ora delle “contrazioni” del debito pubblico o dei travagli del bilancio dello Stato? Per ora, l’unica cosa certa è che la famosa “fine della pacchia” per le nomine basate sulla competenza specifica sembra ancora lontana dall’essere sgravata.

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