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Immigrazione clandestina, false ospitalità per ottenere il permesso di soggiorno: 93 indagati nel Crotonese – VIDEO

L’indagine ha ricostruito una rete di false attestazioni dietro pagamento. Contestati favoreggiamento della permanenza illegale e falso ideologico

Pubblicato il: 07/05/2026 – 11:21
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Immigrazione clandestina, false ospitalità per ottenere il permesso di soggiorno: 93 indagati nel Crotonese – VIDEO

CROTONE Nella giornata odierna la Polizia di Stato ha dato esecuzione a 93 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi nei confronti di altrettante persone, tra cittadini extracomunitari e italiani, ritenute responsabili dei reati di favoreggiamento della permanenza illegale sul territorio dello Stato e falsità ideologica mediante induzione in errore del pubblico ufficiale. L’operazione ha impegnato gli agenti della Polizia di Stato appartenenti all’Ufficio Immigrazione e alla Squadra Mobile della Questura di Crotone, con la collaborazione di alcuni equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Calabria e di un elicottero del Reparto Volo della Polizia di Stato di Reggio Calabria. Il procedimento penale è frutto dei numerosi servizi di controllo del territorio predisposti dal questore della provincia di Crotone, Renato Panvino, affiancati da un’articolata attività investigativa durata diversi mesi e sviluppata attraverso controlli tradizionali, pedinamenti, appostamenti e perquisizioni in tutto il territorio provinciale.

L’inchiesta

L’indagine ha permesso di fare luce su un articolato sistema di false dichiarazioni di ospitalità, prodotte da diversi cittadini italiani residenti nel Comune di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, in favore di cittadini extracomunitari, previo pagamento di cospicue somme di denaro, al fine di ottenere il rilascio di permessi di soggiorno e presentare richieste di protezione internazionale. I servizi di controllo hanno visto impegnati nel tempo numerosi agenti della Polizia di Stato, che hanno effettuato diverse centinaia di verifiche presso i domicili dichiarati. Successivamente, i dati sono stati incrociati con la documentazione presentata allo sportello dell’Ufficio Immigrazione per ottenere il rilascio dei permessi di soggiorno, comparandoli anche con le dichiarazioni rese presso gli uffici comunali dell’anagrafe da parte dei cittadini residenti. Una buona parte dei controlli ha evidenziato come non vi fosse corrispondenza tra le dichiarazioni e l’effettiva residenza dello straniero richiedente, in quanto le abitazioni ispezionate non si presentavano idonee all’ospitalità e, inoltre, non vi era la presenza di cittadini stranieri.

Pagare per un permesso di soggiorno

Agli investigatori è apparso evidente come centinaia di extracomunitari, pur di ottenere il permesso di soggiorno, fossero disposti a pagare qualunque cifra a cittadini residenti nella provincia di Crotone, con l’obiettivo di aggirare l’ostacolo e permanere regolarmente nel territorio italiano. Le indagini hanno anche certificato che la maggior parte degli extracomunitari non era presente nel territorio calabrese, ma in altre regioni d’Italia e, in alcuni casi, anche all’estero. L’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile e dall’Ufficio Immigrazione ha permesso di individuare, inoltre, il ruolo di alcuni intermediari. Tra questi anche soggetti di nazionalità straniera, ma da molti anni regolarmente presenti nel territorio nazionale, i quali, d’intesa con i cittadini residenti a Isola di Capo Rizzuto, avevano costruito una rete solida per fornire le false attestazioni di ospitalità, anche con il coinvolgimento di numerosi proprietari di immobili ricadenti in quel Comune.

Alloggi inesistenti

I cittadini extracomunitari provenienti da località diverse dalla provincia di Crotone avevano scelto di istruire la pratica presso la Questura di Crotone anche per la rapidità nel rilascio del permesso provvisorio di soggiorno, utile a muoversi nel territorio nazionale ed eventualmente a usufruire dei servizi che lo Stato fornisce. Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica, Domenico Guarascio, e da un pool di magistrati, hanno constatato che numerose abitazioni indicate dai richiedenti asilo erano in buona parte alloggi inesistenti e strutturalmente inidonei a far vivere qualunque essere umano, mentre in altri casi gli stessi non risultavano presenti durante i controlli perché di fatto vivevano altrove. Risultano iscritte nel registro degli indagati 93 persone. A 26 di loro è stata contestata l’ipotesi di reato di favoreggiamento della permanenza illegale sul territorio dello Stato, mentre a tutti gli indagati viene contestato il reato di falsità ideologica commessa in atti pubblici mediante induzione in errore del pubblico ufficiale.

Le misure

Nei confronti di alcuni degli indagati, inoltre, il questore della provincia di Crotone ha emesso 16 avvisi orali, la cui istruttoria è stata curata dalla Divisione Anticrimine. Il procedimento per le ipotesi di reato contestate è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Inoltre, dall’inizio dell’attività di indagine del procedimento penale, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Crotone ha effettuato il rimpatrio nei rispettivi Paesi di origine di 24 cittadini extracomunitari ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. (redazione@corrierecal.it)

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