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Discarica di Columbra, storia di un ampliamento costante

di Gaetano Megna CROTONE La discarica di Columbra, per le dimensioni raggiunte e per la vicinanza al centro abitato, rappresenta  fonte di preoccupazione per la popolazione. L’impianto di proprietà d…

Pubblicato il: 09/09/2019 – 18:14
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Discarica di Columbra, storia di un ampliamento costante
di Gaetano Megna CROTONE La discarica di Columbra, per le dimensioni raggiunte e per la vicinanza al centro abitato, rappresenta  fonte di preoccupazione per la popolazione. L’impianto di proprietà del gruppo imprenditoriale Fratelli Vrenna è stato concepito nel 1990, quando i Vrenna hanno costituito la società Sovreco. Si è partiti con un piccolo impianto che, allargandosi a macchia d’olio, è divenuto nel tempo il più grosso della Calabria. E l’ultima ordinanza contingibile e urgente firmata dal governatore Oliverio nel pieno dell’ennesima emergenza ripropone la questione del costante ampliamento di questo impianto. Il conferimento dei rifiuti è iniziato nel 1997, quando il governo nazionale ha commissariato la Calabria per la situazione di emergenza che stava vivendo (Dpcm 12/9/1997). Il commissario regionale per l’emergenza rifiuti ha decretato, nel mese di febbraio del 2000, la chiusura della discarica comunale di Farina, che sino a quel momento aveva raccolto la spazzatura di Crotone. L’impianto di Farina era diventato una bomba ad orologeria. Con la chiusura di Farina l’impianto di Columbra diventa la discarica di riferimento. Nel 2004 c’è il primo “salto di qualità” di Columbra, con l’autorizzazione di due linee di conferimento: una della capienza di 1.000.0000 di metri cubi, per rifiuti solidi urbani; l’altro per un milione e mezzo per rifiuti speciali (tossici e pericolosi). Nel volgere di poco tempo la linea dei Rsu si esaurisce in quanto su Columbra vengono dirottati i rifiuti di 69 comuni calabresi: 27 della provincia di Crotone e il resto della provincia di Cosenza, che ha dichiarato guerra alla costruzione di discariche. In quel periodo arrivano camion anche la spazzatura di Napoli. La situazione di emergenza ha sempre favorito le richieste di ampliamento dell’impianto presentate dalla Sovreco. Il più consistente è stato autorizzato due anni. La regione Calabria ha bocciato il progetto di ampliamento e un ricorso al Tribunale amministrativo regionale lo ha di fatto ammesso. La Regione, però, poteva ricorrere al Consiglio di Stato e non lo ha fatto. Il nuovo ampliamento è stato di 2.260.000 metri cubi, più del doppio del nucleo iniziale. (redazione@corrierecal.it)
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