Sud, Sbarra: «Zes leva strategica per lo sviluppo industriale»
«Interventi pluriennali per garantire stabilità»

ROMA «Con la Legge di Bilancio 2026 il consolidamento» della Zes «è innanzitutto finanziario: uno stanziamento di 2,3 miliardi per il 2026 e 4 miliardi nel prossimo triennio, per un totale di 10 miliardi in cinque anni, con una pianificazione finalmente pluriennale che dà certezza agli investimenti. Rilevanti le ricadute economiche e occupazionali, negli ultimi due anni 20 miliardi di investimenti privati realizzati e un impatto economico complessivo di 55 miliardi e quasi 60 mila nuovi posti di lavoro». Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, intervenendo alla presentazione dei volumi: “La Zona Economica Speciale Unica” (FrancoAngeli) e “Special Economic Zones: Challenges and Opportunities for Territorial Development” (Edizioni Il Sileno), entrambi a cura di Michele Pigliucci, sottolineando la centralità strategica dello strumento per lo sviluppo del Sud, illustrando le principali direttrici dell’azione del Governo Meloni per renderla una leva sempre più strutturale di politica industriale. Sbarra ha illustrato i nuovi strumenti operativi che ampliano la portata della Zes, dai finanziamenti per le infrastrutture e l’occupazione.
Una dichiarazione quella di Sbarra che si contrappone alla dura intervista rilasciata al direttore del Corriere della Calabria dall’economista Domenico Cersosimo in cui ha evidenziato come il Mezzogiorno sia sparito dal dibattito pubblico e resti sospeso tra narrazioni opposte e politiche frammentate. «Il vizio di autoreferenzialità – ha affermato Cersosimo – è ancora più evidente nel caso della Zes unica. Innanzitutto, un’autoreferenzialità rispetto alle tipologie delle Zone sparsi per il mondo da decenni, tutte connotate come ambiti territoriali estremamente limitati e attrezzati con un set articolato di strutture fisiche, strumenti e agevolazioni congrue per l’attrazione di nuovi investimenti e di grandi imprese globali».
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