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Lamezia, chieste 12 condanne per le nuove leve del clan Giampà

Il pg della Corte d’appello di Catanzaro chiede la conferma delle condanne già comminate in primo grado. Le accuse sono di associazione mafiosa ed estorsione

Pubblicato il: 09/09/2019 – 16:53
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Lamezia, chieste 12 condanne per le nuove leve del clan Giampà
di Alessia Truzzolillo CATANZARO Il pg della corte d’Appello di Catanzaro, Luigi Maffia, ha chiesto la conferma della condanna di primo grado per gli imputati coinvolti nel processo “Nuove Leve”, nato dall’operazione antimafia che il 24 febbraio 2017 portò all’arresto quella che viene considerata la nuova generazione della cosca Giampà di Lamezia Terme, che, con i vertici in carcere, portava avanti le attività illecite della cosca, tra le quali estorsioni e intimidazioni. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere di stampo mafioso, all’estorsione e diversi capi d’imputazione per intimidazione. Nel dettaglio, Maffia ha chiesto la condanna, in secondo grado, di Vincenzo Giampà a 5 anni e 4 mesi e 4000 euro di multa per il reato di estorsione, ed assolto per il reato di associazione mafiosa; Eugenio Giampà, 8 anni per associazione mafiosa, ed assolto dagli altri reati; Roberto Castaldo, 10 anni per tutti i reati a lui contestati; Gregorio Scalise, 8 anni per associazione mafiosa; Giuseppe Paone, 8 anni per associazione mafiosa; Francesca Allegro, 8 anni per associazione mafiosa; Michele Muraca, 6 anni e 6000 euro di multa per estorsione; Maria Muraca, 7 anni e 4 mesi per tutti i reati a lei contestati; Mario Francesco De Vito, 9 anni e 4 mesi per tutti i reati a lui contestati; Danilo Cappello, 8 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici per associazione mafiosa; Andrea Mancuso, 4 anni e 3 mesi per tutti i reati a lui contestati; Vincenzo Vigliaturo, 4 anni e 3 mesi e 4000 euro di multa per tutti i reati a lui contestati. In primo grado erano stati stabiliti i risarcimenti per le parti civili: 20mila euro di multa per la Regione Calabria, 20mila per il Comune di Lamezia Terme, rappresentato dall’avvocato Caterina Restuccia, 10mila euro per l’associazione antiracket Ala, rappresentata dall’avvocato Carlo Carere. Per un’altra parte civile, Vincenzo Perri, rappresentato dall’avvocato Paolo Mascaro, il gup ha stabilito che l’ammontare del risarcimento doveva essere deciso in sede civile. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Salvatore Cerra, Antonio Lomonaco, Antonio Larussa, Giuseppe Spinelli, Ramona Gualtieri. La prossima udienza è stata fissata per il 15 novebre, data in cui dovrebbe essere emessa la sentenza. (a.truzzolillo@corrierecal.it)
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