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Scontro in Consiglio sullo scandalo Corap. «Milioni per arricchire le aziende degli amici»

Oliverio annuncia la volontà di unificare le tre proposte di legge: Commissione convocata per il 16 ottobre. Ma Guccione attacca. E Gallo aggiunge: «Non è possibile che il governatore finga di essere…

Pubblicato il: 10/10/2019 – 17:20
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Scontro in Consiglio sullo scandalo Corap. «Milioni per arricchire le aziende degli amici»
REGGIO CALABRIA Sono iniziati a Palazzo Campanella i lavori del consiglio regionale, chiamato ad affrontare 7 punti all’ordine del giorno. Tra i provvedimenti all’esame dell’Assemblea oggi spicca la proposta di legge, di iniziativa della Giunta regionale, recante “Provvedimento di variazione al bilancio di previsione 2019-2020”. Si tratta, in pratica, di una variazione al bilancio di previsione per la copertura delle spese pre-elettorali ed elettorali entro fine 2019: questa proposta era già stata discussa nella seduta dello scorso 11 settembre, alimentando un serrato dibattito sulla data delle prossime elezioni regionali, ma la sua trattazione era stata poi rinviata alle successive sedute del Consiglio. Nella seduta odierna, inoltre, l’aula si occuperà di quattro proposte di provvedimento amministrativo, relative ai rendiconti 2018 degli Istituti regionali di studi per le comunità greca, arbereshe e occitana della Calabria, e al programma di attività del Corecom, e di due proposte di legge di riconoscimento di debiti fuori bilancio. CALDERONE CORAP Ma ancora prima di iniziare a esaminare i punti in agenda in Aula si è parlato della crisi del Corap e non sono mancate le polemiche. Oliverio ha spiegato di voler unificare le tre proposte di legge presentate con lo scopo di dare una «garanzia della continuità delle funzioni cui è preposto questo ente». Il capogruppo del Pd Domenico Battaglia ha aggiunto che il 16 ottobre la questione tornerà in Commissione «addivenire a un testo unificato». Quindi l’intervento del dem Carlo Guccione, che ha ammonito: «Sul Corap c’è stata una mala gestione di risorse pubbliche, ci sono stati sprechi su competenze che erano tutto tranne ciò che doveva fare il Consorzio. Il tentativo di un colpo di spugna è stato sventato e si è arrivati all’iter giusto, che passa delle Commissioni con proposte di legge e con la verifica di ciò che è accaduto. Non è possibile spendere milioni e milioni di euro per arricchire le aziende degli amici, nominare consulenti, insomma per clientelismo. Il Pd propone una nuova agenzia che prenda il posto del Corap. Invito il presidente a far svolgere un consiglio ad hoc in questo ultimo scorcio di legislatura». Polemica subito rilanciata da Gianluca Gallo (Cdl): «Il consiglio regionale sta affrontando nel modo migliore possibile e bipartisan questa vicenda. Bene la Commissione congiunta per arrivare a un testo condiviso. Ma sono gravi le affermazioni del collega Guccione: il Corap è stato ridotto a una barzelletta per il caso della sede in Marocco. Segno evidente di come anche in questi anni la gestione sia stata carente. Tutto questo in contrasto con le ultime conferenze stampa in cui si prometteva di ricapitalizzare il Corap. Non si può pensare di scaricare le proprie incapacità e manchevolezze sul consiglio regionale. Affronteremo il problema, ma non è possibile che il presidente della giunta regionale finga di essere un passante». Secondo Arturo Bova, presidente della commissione Antindrangheta ed esponente di ArticoloUno, «i cittadini che hanno votato questa maggioranza devono sapere: è così difficile convocare un tavolo? È così difficile convocare i sindacati? Che facciamo, cancelliamo il Corap e mettiamo un altro nome? Così non cambia nulla e continuiamo a pregiudicare i diritti delle imprese che vantano crediti e i lavoratori del settore privato. Quello che è emerso ieri in commissione congiunta è grave, non vorrei che anche questo ente fosse colpito da azioni giudiziarie». Infine Giuseppe Giudiceandrea (Democratici e progressisti): «Il Corap è un calderone che produceva solo debiti. Grazie a chi lo ha scoperchiato. Non può essere consentito che per un giorno in più si continuino a tollerare le malandrinerie commesse sul Consorzio. Non sarà la liquidazione a bloccare le indagini. Il tempo è finito». L’OMAGGIO Il Consiglio ha tributato anche un omaggio alla Polizia di Stato, dopo la tragica uccisione, avvenuta a Trieste, degli agenti Pierluigi Rotta e Matteo Domenego. Questa mattina, il presidente dell’Assemblea Nicola Irto, accolto dal questore Maurizio Vallone, ha deposto un fascio di fiori dinanzi al monumento ai Caduti che si trova all’interno degli uffici della Questura di Reggio Calabria. Durante la deferente e commossa visita, il presidente Irto è stato accompagnato in delegazione dai consiglieri Ennio Morrone e Domenico Battaglia. «Abbiamo avvertito il dovere di testimoniare personalmente la nostra vicinanza alla Polizia, onorando la memoria dei due agenti caduti nel capoluogo giuliano e, al contempo, esprimendo la gratitudine per quanto le donne e gli uomini dello Stato fanno quotidianamente, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini specie in un territorio come il nostro”, ha affermato il presidente Irto che ha concluso: “Ho ringraziato il questore Vallone perché il lavoro e la presenza delle forze dell’ordine stanno restituendo fiducia nello Stato ai cittadini, attraverso un’azione virtuosa che coniuga l’impegno repressivo dei fenomeni criminali con la diffusione della cultura della legalità». (frac)
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