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Scatta l’operazione “Achei”, smantellato traffico illecito di beni archeologici calabresi

I carabinieri del Comando Tutela del patrimonio culturale, in collaborazione con Europol ed Eurojust, eseguono 23 misure cautelari tra Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Serbia. Indagini cond…

Pubblicato il: 18/11/2019 – 6:41
Scatta l’operazione “Achei”, smantellato traffico illecito di beni archeologici calabresi

Dalle prime luci dell’alba, in Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Serbia è in corso una vasta operazione dei carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale che, con il coordinamento di Europol ed Eurojust, stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Crotone, nei confronti di 23 persone e contestuali attività di perquisizione nei confronti di altri 80 individui, di cui 4 domiciliati all’estero. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, le attività di una holding criminale che, da tempo, gestiva un ingente traffico di beni archeologici provento di scavi clandestini in Calabria e destinati anche all’illecita esportazione all’estero. Le indagini, avviate nel 2017, hanno permesso di recuperare numerosi reperti archeologici per un valore di diversi milioni di euro. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi, alle ore 10:30, presso il Comando provinciale carabinieri di Crotone, alla presenza del procuratore della Repubblica.
IL PLAUSO DI FRANCESCHINI Plauso all’esito dell’operazione è stato espresso dal ministro dei Beni cutlurali, Dario Franceschini: «Grazie a sofisticate tecniche investigative e alla collaborazione di Europol e delle forze di polizia estere competenti, in Italia, Francia, Regno Unito, Germania e Serbia, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha condotto a termine con successo una vasta operazione di contrasto al traffico illecito di reperti archeologici dalla Calabria al Nord Italia e verso l’estero recuperando migliaia di beni e sequestrando materiali utilizzati per gli scavi clandestini. Un’operazione – sostiene Franceschini –  che dimostra ancora una volta l’eccellenza del Comando dei Carabinieri che opera dal 1969 a difesa del patrimonio culturale italiano. A loro,  alla Procura Crotone che ha diretto le indagini e a tutti i soggetti che vi hanno partecipato va il plauso del governo italiano».

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