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Ragazza morta per meningite, l'appello dell'Asp di Reggio: «No allarmismo»

Le prescrizioni diffuse dalla commissione straordinarie per chi ha avuto «contatti diretti» con la giovane vittima

Pubblicato il: 07/01/2020 – 18:55
Ragazza morta per meningite, l'appello dell'Asp di Reggio: «No allarmismo»

REGGIO CALABRIA «La Commissione Straordinaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, in relazione al caso letale di sepsi meningococcica che ha colpito lo scorso 5 gennaio una giovane donna di Reggio Calabria ricoverata presso il Gom (Grande ospedale metropolitano) cittadino, comunica alla cittadinanza che l’Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp di Reggio Calabria si è attivato, nell’immediato, sottoponendo a tutte le idonee e necessarie misure di profilassi prioritariamente tutti coloro che per qualsiasi motivo abbiano avuto contatti stretti con la ragazza». È quanto si legge in una nota diffusa dalla stessa Commissione straordinaria per informare a seguito della morte per meningite di una ragazza.
La nota precisa quali siano i «contatti stretti», cioè «conviventi (componenti nucleo familiare o persone che dormono/abbiano dormito nella stessa abitazione o che abbiano condiviso locali quali cucina e stanze di soggiorno); compagni e insegnanti della stessa classe scolastica che siano stati nello stesso ambiente nei sette giorni precedenti l’esordio dei sintomi; altri contatti stretti: partner, compagni di camera in una qualsiasi collettività, passeggeri seduti vicino alla persona infetta durante un viaggio in pullman/autobus o un volo aereo di almeno 8 ore; soggtii esposti a contatto con secrezioni naso-faringee, della persona infetta, attraverso: bacio, respirazione bocca-bocca etc». La Commissione invita chiunque si riconoscesse in una di queste categorie a mettersi immediatamente in contatto con l’Ufficio di Medicina Preventiva presso il Centro vaccinale di Reggio Calabria, tel. 0965/347353.
I contatti indiretti (cioè con persone venute a contatto con quelÌa infetta) non sono a rischio e quindi al momento non richiedono l’adozione di specifiche misure di profilassi. L’appello a tutta la cittadinanza è quello di evitare «ogni ingiustificato allarmismo, considerato che il contagio di questa patologia si realizza solo attraverso un contatto stretto e prolungato con la persona colpita dall’infezione».

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