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Un calabrese alla direzione del giardino botanico più grande del mondo

L’ingegnere rossanese Nilo Domanico è anche il direttore di dei lavori, già in atto, di un progetto del valore di 312 milioni di euro in un area di 4,22 milioni di metri quadri in Oman

Pubblicato il: 02/02/2020 – 8:39
Un calabrese alla direzione del giardino botanico più grande del mondo

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Nemo propheta in patria o cervelli in fuga, li si potrebbe definire così. Eppure continuano a dar lustro alla loro terra, una Calabria che sta stretta a migliaia di giovani pronti anche alla valigia di cartone pur di sentirsi realizzati.
C’è chi resta in Europa, chi sbarca negli States ma anche chi, come Nilo Domanico, si sente più “mediorientale”. Giovane ingegnere rossanese, o meglio, non più giovanissimo, lavora in Oman da alcuni anni dopo aver fatto tappa in Egitto, Yemen ed Emirati Arabi.
Proprio in Oman dirigerà il giardino botanico più grande del mondo. Un bel primato dopo la “grande” idea di una Corigliano Rossano mobilizzata con la funivia (qui la notizia), progetto “donato” alla sua città grazie ad una “visione” nemmeno troppo futuribile.
Dopo ventidue anni di professione, dei quali sedici trascorsi in Medi Oriente, Nilo Domanico, laureato a “La Sapienza” di Roma con Master in Management dell’Ambiente, dell’Energia e delle Acque conseguito presso l’Università di Durham in Gran Bretagna, nei giorni scorsi è stato nominato vicedirettore del progetto e direttore dei lavori di costruzione di un’opera iconica che da sola vale un’intera carriera. Progettista di due Hotel Radisson Blu, 5 stelle e direttore dei lavori dell’Hotel Hilton Garden Inn di Muscat e del Terminal dell’Oman Air, la compagnia di bandiera omanita, Domanico si appresta a dirigere l’Oman Botani Garden. Progetto da 312 milioni di euro di investimento da parte della Diwan Royal Court, l’autorità ministeriale sotto il diretto controllo del Sultan Qaboos, scomparso 20 giorni fa.
In questo progetto Nilo Domanico dirige un team di circa 50, tra ingegneri ed architetti, provenienti da ogni latitudine (inglesi, irlandesi, scozzesi, tedeschi, indiani e due italiani) ed 80 botanisti in un cantiere che vede ogni giorno all’opera circa 3000 lavoratori – e zero incidenti rilevanti sul lavoro.
L’Oman Botanic Garden, il più esteso al mondo, incastonato in un’area di circa 4,22 milioni di metri quadri nel cuore del deserto omanita, vedrà crescere 140mila piante, realizzare due Biomes in vetro e acciaio, Visitor Centre, Habitat Pavilion, Rock desert and Sand Dunes Desert, cabinovia (guarda caso). Un imponente Impianto fotovoltaico renderà energicamente autonomo tutto il giardino ed un mega Impianto di trattamento delle acque assolverà alla funzione dell’irrigazione, senza spreco di risorse idriche che proverranno esclusivamente dal trattamento e dal riciclo. Questi fattori permetteranno di raggiungere il massimo traguardo ambientale della certificazione Ambientale Leed Platinum al mondo.
«Nelle due Biomes – spiega Nilo Domanico al Corriere della Calabria – saranno riprodotte le condizioni microclimatiche di Jebel Akhdar (la “Montagna Verde”) e del Dhofar-Salalah (la zona tropicale dell’Oman). Un incredibile ed unico sistema MEP, controllato da un avanzatissimo BMS (Building Management System) “inietterà” vita all’interno di queste avveniristiche cupole, riproducendo esattamente le condizioni di luminosità, temperatura, umidità. In una parola il “khareef”, ossia il monsone che lambisce le zone dalle quali proverranno le specie botaniche che saranno lì impiantate. Mentre all’esterno saranno impiantate tutte le rimanenti specie presenti in Oman. Un esempio unico al mondo, di tale estensione, a rappresentare una perfetta integrazione tra landscape, architettura, ingegneria e botanica».
Il progetto è stato realizzato da Arup e Grimshaw, due tra le società di progettazioni inglesi tra le più famose al mondo. Il general contractor è la multinazionale danese-indiana Larsen & Toubro.
Ed allora è proprio vero. Nemo propheta in patria. Anche perché alle calabrolatitudini sarebbe impossibile ed inimmaginabile poter mettere mano – o solo poter pensare – ad un progetto del genere. (l.latella@corrierecal.it)
 

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