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Il fronte dei sindaci contro le riaperture di Santelli. Plaude Occhiuto: «Jole ha fatto bene»

Rivolta dei primi cittadini, in particolare di centrosinistra, contro la scelta della presidente della giunta regionale. «Rispetteremo le norme varate dal governo. La salute prima di tutto»

Pubblicato il: 30/04/2020 – 0:29
Il fronte dei sindaci contro le riaperture di Santelli. Plaude Occhiuto: «Jole ha fatto bene»

CATANZARO Rivolta dei sindaci, in particolare del centrosinistra, nei confronti della Santelli, alla quale invece arriva il plauso di Mario Occhiuto. Su facebook, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, pur senza citare la Santelli, scrive esplicitamente: «A volte la realtà supera la fantasia. Non si gioca sulla pelle e sulla salute dei cittadini. Spero che la notte porti consiglio, in caso contrario ci determineremo di conseguenza. Intanto chiedo a tutti voi di mantenere la calma, ne parliamo domattina».
A sua volta Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, fa capire di dissentire dalla Santelli: «Senza nessun tono esasperato che in questo momento non serve, informo l’intera comunità, con particolare riferimento alle attività commerciali interessate, che restano in vigore le ordinanze sindacali in materia di contenimento del contagio. sono quindi consentite sul territorio di Corigliano-Rossano esclusivamente le attività elencate nell’allegato 1 dell’ordinanza sindacale 65 del 28 aprile 2020. Stiamo valutando, se necessario, l’emissione di una ulteriore ordinanza che ribadisca ulteriormente il medesimo dispositivo. Capisco la sincera volontà di alcune attività, in grave difficoltà, di aprire e mi spiace, ma – rileva stasi – questo non è il momento di fare confusione. Il ritorno alla quotidianità deve essere ponderato».
Pino Belcastro, sindaco di San Giovanni in Fiore, annuncia che emetterà un’ordinanza che «rispetta le norme varate dal governo, la mia città non la metto in pericolo». Pino Capalbo, sindaco di Acri: «L’amministrazione comunale non intende attuare quanto recita l’ordinanza» della Santelli, «perciò sul territorio acrese valgono le misure dettate dal Dpcm, I sacrifici fatti finora da noi tutti, nonché quelli dei nostri concittadini che con responsabilità sono rimasti confinati altrove, non devono risultare vane».
Critiche alla Santelli anche da Domenico Giampà, sindaco di San Pietro a Maida, e Francesco Mauro, primo cittadino di Sellia Marina. E da Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi: «Per quanto mi riguarda a Cinquefrondi si applicherà la Costituzione Italiana. Intanto, per domani, c’è ancora in vigore una mia ordinanza che dovrà essere rispettata così come, fino a prova contraria, dovrà essere rispettato quanto previsto dal Dpcm. Che la notte porti consiglio…». Giuseppe Ranuccio, sindaco di Palmi: «Stiamo già predisponendo nuova, apposita ordinanza, per vietare le irresponsabili aperture “concesse” dalla recentissima ordinanza regionale. La salute prima di tutto!». Michele Tripodi, sindaco di Polistena: «Ho letto poco l’ordinanza illegittima della presidente Santelli… davvero stucchevole! Dal modello tutto chiuso al modello tutto aperto (prima del tempo), tranne ovviamente per gli ambulatori della sanità pubblica ancora avvitata su stessa. Ricordo a tutti, a scanso di equivoci, che a Polistena si applicano le regole in vigore sino al 4 maggio e rinvenibili dai Dpcm del governo e dalle ordinanze sindacali». Elisabeth Sacco, sindaco di Borgia: «Mi dispiace per chi non si troverà d’accordo con me ma domani a Borgia nessuna “nuova” attività riaprirà. Non perché io sia contro i commercianti locali ma perché è necessario capire bene cosa fare e come farlo per la sicurezza di tutti, dei commercianti in primis, pertanto con disposizione sindacale ho differito sull’intero territorio comunale, con decorrenza immediata e fino al 03.05.2020 compreso, l’attuazione delle disposizioni emanate con ordinanza del presidente della Giunta regionale 37/2020. Mi assumo la responsabilità delle mie azioni sapendo che è necessario ripartire, ma dobbiamo farlo tutti insieme ed in sicurezza». E Pietro Caracciolo, sindaco di Montalto Uffugo, informa i suoi cittadini che «sul territorio comunale, fino a nuove ed ulteriori comunicazioni, sono valide le disposizioni del Governo nazionale che regolano le aperture delle attività commerciali. Pertanto, non si intende ancora concessa facoltà di poter aprire bar e ristornati, seppur all’aperto e seppur nel rispetto delle norme anti covid19». E, Mimmo Lo Polito, sindaco di Castrovillari: «Non me ne vogliano gli operatori commerciali che da domani sarebbero autorizzati ma in questa fase, almeno finché non avremo esito dei tamponi, restano in vigore le regole del governo centrale. La salute sopra tutto». Anche il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro non si allinea a Santelli: «È vero che la Calabria è Regione interessata ad oggi in maniera marginale dall’epidemia Covid 19. Ciò anche per le condivisibili misure sinora adottate dalla Regione Calabria e per il rigore nell’osservare le prescrizioni indicate. Non è però ora il momento di operare strappi laceranti rispetto alle indicazioni date dalla Comunità Scientifica ed il ritorno alla auspicata normalità dovrà avvenire gradualmente e verificandone passo dopo passo gli effetti; non si può rischiare di vanificare i sacrifici immensi che da due mesi sopportano i nostri concittadini. Pertanto, il Comune di Lamezia Terme adotterà domattina ordinanza con la quale bloccherà da subito l’applicazione del provvedimento della Regione Calabria del 29 aprile e continuerà ad adeguarsi alle prescrizioni nazionali ed a quanto stabilito nelle ordinanze sindacali emesse o da emettere. Dobbiamo salvaguardare la nostra salute ed il nostro futuro».
IL PLAUSO E LE PRECISAZIONI DI OCCHIUTO Insomma, è un autentico “fiume in piena” contro la Santelli, che comunque riceve l’ok dal sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto: «Ha fatto bene Jole a riaprire subito bar e ristoranti all’aperto, anche perché in Calabria non cambierebbe niente con un mese di chiusura in più. Si aggraverebbe solo di molto la situazione economica. Il Comune di Cosenza – spiega Occhiuto – darà a tutti gli esercenti, in proporzione alle superfici esistenti, la possibilità di utilizzare gratuitamente ulteriore spazio pubblico per i prossimi mesi. Raccomando a tutti di continuare a rispettare le misure di distanziamento sociale ed evitare gli assembramenti». A stretto giro, però, dal primo cittadino di Cosenza sono arrivate alcune precisazioni: «Come ho già avuto modo di sottolineare – ha detto Occhiuto – sono d’accordo nella sostanza con il provvedimento emanato dalla Presidente Santelli, perché un mese di chiusura in più non cambierebbe nulla. Il rischio contagi di oggi, per fortuna al minimo, sarà quello di domani. Anzi, più si terrà chiuso, più i rischi di tracollo del sistema produttivo aumenteranno. Permangono delle perplessità – chiarisce Occhiuto – sulle modalità del provvedimento che oggettivamente non dà la possibilità agli esercenti di riaprire immediatamente adottando le cautele, in termini di sicurezza, necessarie e previste dalle disposizioni governative. Ecco perché – aggiunge il Sindaco Occhiuto – reputo necessario istituire un coordinamento tra la Regione e i Sindaci e i Comuni, sia perché dall’oggi al domani non siamo in grado di applicare l’ordinanza regionale, sia per non generare confusione tra gli esercenti delle attività interessate dal provvedimento e tra gli stessi cittadini che, colti di sorpresa, non sanno esattamente come devono comportarsi, dovendosi orientare tra le disposizioni governative e l’ordinanza regionale che suggerisce di adottare comportamenti non in conformità con le prime. Giova richiamare – ricorda ancora Occhiuto – l’appello che avevo rivolto qualche settimana fa alla Presidente Santelli e nel quale sottolineavo la necessità di mettere i titolari di attività commerciali nella condizione di esercitare la loro attività in sicurezza per riattrarre la clientela e garantirla sul piano della sanificazione degli ambienti e della affidabilità del personale utilizzato. Per questo avevo chiesto alla Regione la fornitura continua di mascherine e dispositivi di protezione, la possibilità di sottoporre a tamponi settimanali veloci gli operatori e i gestori dei locali aperti al pubblico, in modo da renderli sicuri, e sostenere le spese per le attrezzature necessarie alla sanificazione degli ambienti. Per riaprire i locali, sia pure con la modalità all’aperto, è necessario fare prima questo e, allo stato, né i Comuni, né gli esercenti sono, in questo momento, in grado di organizzarsi in questa direzione. Siamo d’accordo sull’utilizzo degli spazi esterni, tant’è che daremo ai commercianti e agli esercenti, in proporzione alle superfici esistenti, la possibilità di utilizzare gratuitamente ulteriore spazio pubblico per i prossimi mesi, ma dobbiamo essere estremamente prudenti, evitando che si creino assembramenti. Seguiteremo, pertanto, ad invitare i cittadini a rispettare con rigore le disposizioni sul distanziamento sociale».

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