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Regione, “stretta finale” per la riorganizzazione della burocrazia

Verso la riduzione dei Dipartimenti da 15 a 10, ma non mancano “nodi” da sciogliere, come quello sull’iter per il bando che individuerà i manager. E poi la “sfida delle sfide”: il riordino delle “s…

Pubblicato il: 03/05/2020 – 14:37
Regione, “stretta finale” per la riorganizzazione della burocrazia

CATANZARO Il 15 maggio è la “dead line”, i prossimi 10 giorni sono quelli della “stretta finale”. La “rivoluzione” della macchina amministrativa e burocratica della Regione annunciata dalla Giunta Santelli è, al momento, un lavoro molto sotterraneo e comunque parecchio accidentato che si consuma, silenzioso, nei corridoi della Cittadella meno affollati per l’emergenza Coronavirus. Gli uffici del Dipartimento Organizzazione e Risorse umane – quello che un tempio era più sinteticamente Dipartimento Personale, – in queste ore stanno procedendo con la ricognizione e la fotografia dell’esistente, su input dell’assessore Franco Talarico e secondo il mandato fornito dall’esecutivo Santelli, e non è compito facile, perché le “sacche” fuori controllo sono tante.
I DIPARTIMENTI L’obiettivo è quello di concludere al più presto e portare sul tavolo della Giunta, in un arco temporale che potrebbe abbracciare una decina di giorni al massimo, un piano organico di riorganizzazione degli uffici della Regione. Un piano che prevedibilmente dovrà rispondere ad alcuni capisaldi: efficacia, efficienza e trasparenza e, soprattutto, riduzione delle spese, atteso che dai risparmi nel funzionamento della Giunta dovrebbero arrivare risorse utili per affrontare gli effetti negativi dell’attuale crisi da pandemia. Si punta, in particolare, a dare un consistente taglio al numero attuale dei Dipartimenti eliminando e/o accorpando “doppioni” o strutture i cui confini di attività sono molto labili: sotto questo aspetto, nelle intenzioni di Talarico e della Giunta la “forbice” dovrebbe riguardare un buon 30% degli attuali Dipartimenti, in modo da portarli dagli attuali 15 a 10 al massimo, e la “forbice” dovrebbe riguardare in particolare quei Dipartimenti che movimentano spesa o si occupano di materie che sono affini o intersecano con quelle già nella sfera di altri Dipartimenti (per fare qualche esempio pratico: i Dipartimenti Programmazione comunitaria e nazionale potrebbero diventare un unico Dipartimento, e lo stesso per i tanti “rivoli” che si legano alla cultura, come beni culturali, spettacoli, turismo e la cultura tout court). Alla fine del lavoro di “taglia e cuci”, quindi, si dovrebbero avere 10 Dipartimenti più Audit e Sua, che seguono logiche e dinamiche diverse da quelle di stretta amministrazione. Dovrebbe esser questa la “strada maestra” che inoltre l’assessore Talarico e la Giunta, verosimilmente, sottoporranno all’attenzione dei sindacati, che hanno già “puntato i piedi” nella bacheca regionale chiedendo un coinvolgimento e un confronto.
IL “NODO” DEI BANDI In ogni caso, è già “corsa contro il tempo” da parte dell’esecutivo, che intende accelerare anche perché il 15 maggio scade la “prorogatio” degli attuali dirigenti e si dovranno evitare vuoti gestionali attraverso la pubblicazione dei bandi. Anche qui non manca il “giallo”, legato a una modifica del regolamento – anticipata dal Corriere della Calabria (leggi qui) che sta facendo molto discutere alla Cittadella perché, per quanto innocua possa apparire, in realtà cambia sostanzialmente l’iter, autorizzando alla predisposizione di un bando unico per interni ed esterni all’amministrazione regionale. Dal Dipartimento Organizzazione si fa intendere che in realtà resta in piedi l’iter classico (prima il bando degli interni e poi quello per gli esterni), e si fa intendere che l’altra strada avrebbe comunque alcuni vantaggi, consentendo un a velocizzazione e un abbattimento dei tempi (fermo restando che si “privilegerebbero” comunque gli interni), ma i sospetti di un “colpo di mano” della Giunta e i dubbi restano tutti sul tappeto come il rischio di ricorsi in serie. Si vedrà, anche alla luce delle scelte che stanno maturando al decimo piano della Cittadella, dove si vocifera dell’intenzione della governatrice di reclutare, ad altri livelli ministeriali a Roma, tre “grand commis” a cui segnare settori strategici della Regione (tra questi – anche qui secondo indiscrezioni raccolte dal Corriere della Calabria – figurerebbe l’identikit di Maurizio Borgo, indiziato per diventare il prossimo segretario di Giunta – leggi qui).
A CACCIA DEGLI “INTRUSI” Quello dei dirigenti è dunque una partita molto complessa, il classico “rompicapo”, ma non è l’unico. Nei corridoi della Cittadella infatti riecheggia ancora forte la denuncia fatta lunedì in Consiglio regionale dalla governatrice Santelli, che ha annunciato di voler stanare dagli uffici della Regione ben 800 “fantasmi-imboscati-intrusi” (a ciascuno la definizione che predilige), con un evidente riferimento alle “strutture”, in effetti molto misteriose e molto ombrose, che costellano l’amministrazione “ufficiale”, per così dire, quelle strutture che vivono e proliferano (e soprattutto zavorrano di costi) nella indefinita “linea di mezzo” tra politica e alta burocrazia. A quanto si è appreso, si sta già lavorando per consentire alla Giunta e alla Santelli di dare la doverosa risposta all’interrogazione che sul punto ha presentato il gruppo del Pd, che comunque qualche “peccatuccio” per sua parte deve farselo perdonare. «Non si ha contezza precisa del numero di queste strutture», dicono dal Dipartimento Organizzazione con un’espressione che, in realtà non è tutta questa novità, visto che si tratta di un film ormai canonico a ogni cambio di amministrazione. In ogni caso, visto che c’è un input politico, è partita la “caccia” agli intrusi. Il tempo dirà se si tratta di una “mission” possibile e se questa Giunta sarà capace di superare quello che è il vero “banco di prova” su cui misurare la rottura con il passato o la conferma del presente… (a. cant.)

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