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Arrivati i fondi per la bonifica dell'ex baraccopoli di San Ferdinando

Dopo un anno dallo smantellamento dell’insediamento il Ministero dell’Interno ha mandato 500 mila euro. Il sindaco Tripodi: «Avvieremo la gara d’appalto. Carotaggi per disinquinamento biologico»

Pubblicato il: 14/05/2020 – 17:43
Arrivati i fondi per la bonifica dell'ex baraccopoli di San Ferdinando

di Fabio Papalia
SAN FERDINANDO La Prefettura di Reggio Calabria ha comunicato al Comune di San Ferdinando la disponibilità dei fondi, pari a un importo di 500 mila euro, per la bonifica della baraccopoli smantellata dalle ruspe un anno fa. A renderlo noto è il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi il quale, parlando al Corriere della Calabria, annuncia «adesso avvieremo la gara d’appalto, prima sarà effettuata la caratterizzazione delle macerie, poi la rimozione e lo smaltimento». Si tratta di un’area di 4 ettari di proprietà della Regione Calabria (così come è di proprietà della Regione anche l’area adiacente dove sorge la nuova tendopoli), che ha già stabilito la destinazione quale area Zes. «L’area sarà restituita alla Regione – spiega Tripodi che non si sbilancia sul cronoprogramma – i tempi tecnici sono quelli che sappiamo, ma gran parte del lavoro lo abbiamo già avviato, con la quantificazione delle macerie e una parziale caratterizzazione». L’attività di bonifica non finisce qui ma è più “profonda”, come osserva il sindaco di San Ferdinando infatti «adesso stiamo cercando di fare il carotaggio del terreno in modo da verificare la possibilità di fare un intervento di disinquinamento di tipo biologico, con la piantumazione di alberi in grado di assorbire i metalli pesanti per evitare lo scoticamento», ovvero il prelievo del terreno superficiale fino a 18-20 centimetri (la misura esatta dipenderà dalle analisi degli esperti) che serve per portare via la terra contaminata.
SUPERARE LA TENDOPOLI Dopo un anno dal rombo delle ruspe, dunque, sarà possibile effettuare la bonifica coi fondi resi già disponibili dal Ministero dell’Interno «grazie all’attenzione virtuosa sia della Prefettura di Reggio Calabria che dell’ex prefetto Michele Di Bari che adesso dirige il Dipartimento delle libertà civili e immigrazione. A lui mi sono rivolto – spiega Tripodi – per poter proseguire l’opera di bonifica del terreno, è stato con lui che abbiamo dato il via alla nuova tendopoli. Vorremmo poter superare anche questa, una tendopoli che sopravvive alla emergenza non diventa un luogo di crescita ma al contrario luogo di risentimento, di rancore. Tra l’altro coincide con un periodo di paralisi produttiva, i ragazzi non lavorano. Sono determinato al superamento della tendopoli, perché è necessario che trovino altre soluzioni».
REGOLARIZZAZIONE DEI MIGRANTI Quanto ai migranti è arrivata sempre dal governo anche l’agognata regolarizzazione, anche se solo temporanea, per Tripodi il bicchiere è mezzo pieno: «I diritti non possono esistere a tempo. E’ un compromesso che è soltanto un avvio, mi auguro che nel frattempo ci possa essere un gesto di maggiore apertura e maggiore coraggio, altrimenti resta un gesto molto timido. Dobbiamo puntare all’emersione del fenomeno, che crea invisibilità. E’ utile per tutta la società rendere visibile, dal punto di vista fiscale, sanitaria, anche identitaria, sapere chi sono, quanti sono, dove abitano. Per loro significa uscire da una condizione di vulnerabilità che è madre di ogni sfruttamento, che non si ferma neanche davanti a effetti schiavistici».
STRADA IN SALITA Cosa cambia adesso? «Molti di loro potranno avere diritto ai documenti e usciranno da una condizione di clandestinità, avranno diritto anche a cure mediche, potranno avere un contratto di lavoro e pagare le tasse». La strada però è ancora in salita: «La regolarizzazione non si traduce automaticamente in contratto di lavoro, non si risolvono tutti i problemi attraverso la regolarizzazione, si avvia un processo che mi auguro possa essere accelerato anche dalla promessa del ministro Bellanova, sulla possibilità di superare la tendopoli per dare diritto a un alloggio, ma confortato anche dalla possibilità di un lavoro, tutte condizioni interconnesse». (redazione@corrierecal.it)

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